Cameo
Dov’è l’orrifico scriba?
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07012010 0700:
“Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero: ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni…Al nuovo servono sostenitori! [...] non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque.”
Non so se sono d’accordo con Antonio, ma oggi ne avrei voglia….
Un altro Vino da Tavola, Lombardia alta: un temibile blend di Cabernò e Sirà.
Invece si fa arioso nel sorso, con tutto questo brillìo di scarlatti. Fitto ma agile nello stesso momento, sa di frutta rossa e di voci più maschili, senza eccedere nel muscolo e nella terra.
Un bicchiere divertente che può adattarsi a molte situazioni: sa essere pieno ma anche fuggente alla bisogna.
Bella emergenza….
Un Vino da Tavola delle parti di Montevecchia, ancora in cerca di una D.O.C.
Una piccola produzione locale, poche migliaia di bottiglie, ma poche poche: indubitabilmente sauvignon, senza pizzi e merletti.
MIca facile, bicchiere curioso anzi: sopra tutto il bicchiere secco e asciutto, vibrante e lungo, con solo lo scheletro del frutto.
Percorso da una linea diritta elettrizzante, che si ricorda facilmente….
Non è un ponte, è una catapulta spazio temporale: acquanegra, acqua negra, acqua nera. Mai così vero….