
Che cosa manca a un ristorante perfetto per essere indimenticabile? Non la posizione strategica, non l’ambiente curato, non il servizio attento, non l’ampia carta delle vivande. Non la lista dei vini, non un cuoco capace, non un conto ragionevole anzi, gentile. Non la saletta fumatori, non il pre e post, e addirittura il cadeau di saluto all’uscita.
Già, cosa manca?…
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Mi piacciono, i ragazzi di Magenes: entusiasti, sorridenti, sempre pronti a raccogliere uno sguardo. Fanno cucina territoriale, ed iniziano ad appassionarsi ad una certa visione di prodotto.
C’è qualcosa che cresce, nella loro idea di ristorazione, ancorata ad un conto ancora soberrimo….
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Scrivo da quando ho cinque anni. Scrivevo da per tutto: sui biglietti del tram, sulle locandine, sui bicchieri di plastica. Poi crescendo: sulle cartelle di scuola, sui diari, sul retro dei volantini distribuiti dagli studenti prima delle assemblee.
E ovviamente sui fogli protocollo: e facevo avvelenare gli insegnanti perchè scrivevo solo la bella, quasi senza correzioni.
Poi ho continuato a scrivere, con un Commodore 64: con qui flopponi grandi come Long Playing. Scrivevo di tutto: romanzi, racconti, versi, canzoni, storie, storielle, favole.
Qualcuno perse tempo a leggere quelle parole, qualche manoscritto finì sul tavolo di qualche editore: da lì direttamente nell’archivio…
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La verità è che avere dei figli in età scolare ti obbliga ad avere dei rapporti sociali. Vedere gente, fare cose. Ti obbliga a interagire con il mondo, a creare relazioni. Ciò può essere drammatico, se ti trovi a interagire con cultori del body building, o numismatici, o cinofili estremi. O appassionati di canasta. Avere dei figli piccoli ti obbliga anche a varcare la soglia della diffidenza con gente che non è come noi: che so, vegetariani, autisti di SUV, cose così, che poi magari si rivelano essere come noi: sorprendendoti.
Scoprirai che tra di loro si cela qualche buon diavolo come te, che magari ama stappare una bottiglia, e vuotarla ridendoci su.
Parlando del più e del meno, e …
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Un bicchiere d’ambra liquida, mieloso. Tra i descrittori alcuni riconoscimenti agevoli, sopra tutto la frutta secca, arachide e nocciuola tostata. In bocca mele cotte al forno per un sorso di bell’impronta: dolce e rilevato, palpabile, mai imburrato all’eccesso. Appena un po’ molle nel finale, ripiegato, da lasciare il palato come in attesa di un evento, incompiuto….
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