In una via di fuga dalla circonvallazione di Reggio E. c’è un locale che da tempo ispirava la mia simpatia: “Pescheria con uso di cucina”. Bellino, giusto per una precinema o un fine pomeriggio di poco impegno. Tante lavagne con tante scritte sovrapposte, che ti conviene ascoltare al tavolo le proposte del giorno: qualche antipasto pre-pronto, un primo con le vongole volendone, e il banco alla griglia. O la frittura.
Rassicuranti scaffali con prodotti di ricerca: c’è il Sale Dolce di Cervia, qualche Champagne e qualche spumante italiano, Gazzosa e Chinotto Lurisia. Insomma, nulla di buttato lì.
Ordini un tris di antipasti in due: polpo con le patate, irrimediabilmente plastificate da una preparazione troppo anticipata; sardelle marinate, ma molto; gamberi eccetera, innocui.
Poi uno scorfano scelto al banco e fatto alla griglia. Il tutto servito su piatti di plastica usa e getta, bicchieri usa e getta, tovaglie usa e getta, posate usa e getta. I calici in cui è servita una Ribollina di vascello sono, invece, di vetro.
Arriva lo scorfano, pare fresco: la carne è sì morbida e saporita, ma la cottura è assai approssimativa con ampie porzioni ancora crude, e la pulizia ha lasciato qua e là sgradevoli versamenti amari delle interiora. Il pane a fette ier l’altro era fresco.
Evabè, un precinemino con i bimbi in trasferta ci sta: passi alla cassa. Indovina il conto? 50? acqua. 60? Acqua. 70? Fuochino.
Ci vogliono 77 euroni per tutto questo, e la voglia di piantare una grana c’è: i prezzi non sono esposti, il pesce al banco non si sa quanto pesasse, lo scontrino non parla, non so cosa ho comprato e non so quanto l’ho pagato.
Ma stasera no, il film comincia e non ho voglia di altre discussioni: in fondo è venerdì e dicono che Virzì abbia fatto una buona cosa.
A proposito, il locale si chiama Bassa Marea, e il film di Virzì è ineluttabilmente modesto.