Il Sabato del Villaggio | Indubbiamente, uno dei misteri più insondabili della psiche umana è la sindrome del pendolo.

 

Il Sabato del Villaggio | Indubbiamente, uno dei misteri più insondabili della psiche umana è la sindrome del pendolo.

Da quando giuocavo con i Lego mi sono chiesto cosa significasse la parola Veglionissimo. E’ uno dei neologismi più abominevoli che siano stati creati dal tempo di Vincenzo d’Alcamo e la sua rosa aulentissima. Già parte con la “V” – la scienza la definisce una labiodentale fricativa – che predispone mascella e labbra ad arcani contorsionismi: segue il gruppo palatale “gl” che costringe la lingua a infrattarsi tra i denti per produrre quel buffo suono gorgogliante, e infine la doppia esse, una specie di omicidio preterintenzionale per ogni nato in Reggio d’Emilia.

Suona proprio male, tanto che il mio delicato senso estetico…


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L’ultimo Primo dell’Anno

 

Ha guidato molte ore, senza fermarsi. Arrivato in albergo, nella città costiera, ha trovato il portiere di notte con il colletto della camicia aperto, il nodo della cravatta allentato, uno scapino fatto in fretta. Lo riguarda in evidente stato di alterazione etilica: sta appoggiato al bancone, il mento incastrato nel palmo della mano, a sua volta in equilibrio approssimativo sul gomito. Sulla faccia stanno appese palpebre che sembrano cuscini a cui abbiano tolto l’imbottitura. Gli occhi, al di sotto, sono opachi e corti.

L’uomo con il cappotto dice Ho una prenotazione, per ieri sera. Ho fatto tardi, ho guidato tutta la notte. Il ghiaccio, la neve. Il freddo.

Il portiere…


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Santo Stefano. Magro.

 

Santo Stefano. Magro.

Guardando meglio questo ritratto che mi ha fatto Camilla, mi è tornata in mente quella scena di “Finchè c’è guerra c’è speranza”. Sempre con il trolley incollato al braccio, il pc nell’altro. Non con tutta quella amarezza: certo. Ma resta la consapevolezza che scriviamo i nostri calendarii direttamente sulla pelle dei nostri figli, e loro leggono tutto….


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Natale con i tuoi

 

Natale con i tuoi

Ecco, ho fallito nel mio Buon Proposito. Mi ero prefissato l’obiettivo di arrivare alla Befana evitando di mettere la parola “Natale” in un titolo. Non ci sono riuscito. Però sono riuscito nell’ingrato compito di fare lo slalom tra ricette di Natale, dolci di Natale, tovaglie di Natale, film di Natale, bottiglie di Natale, cene di Natale, regali di Natale e auguri di Natale.

Quest’anno ho raggiunto il punto di non ritorno per gli auguri digitali: quando ricevo nella mailbox il biglietto allegato con preghierina-augurio-solfa-buonista mi si scatena l’eritema, s’apre l’eczema, mi fibrilla il velopendulo, si inverte la peristalsi…


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Il Sabato del Villaggio | Post (Orgasmic Chill), ovvero il Paradiso della Marketta

 

Il Sabato del Villaggio | Post (Orgasmic Chill), ovvero il Paradiso della Marketta

Sembra il Neolitico, quando brillanti relatori adrenalinici entusiasmavano le platee degli operatori Niù Midia con elettrizzanti presentazioni multimediali fitte di effetti stroboscopici, colori sovrasaturi, grafici iperbolici, citazionismi aforismatici, casi di studio dal sapore profetico-catastrofista, colonne sonore alla it’s-the-end-of-the-world-as-we-know-it-and-I-feel-fine.

Ci dicevano che era finito il tempo del war marketing, quella cosa brutta e cattiva dove oscuri persuasori occulti cercavano di farci fare cose che non avevamo nessuna voglia di fare facendoci vedere cose che non avevamo voglia di vedere. Ora c’era l’Internet,…


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