No Quarter, Page & Plant [9.0]

 

No Quarter, Page & Plant [9.0]

Zeppelin non era stato un incontro, non era stata un’evenienza accidentale. Forse è stato l’unico, l’ultimo mito della mia adolescenza. Ricordo vivamente, come fosse stamattina, il giorno che il Cammello mise sul suo Thorens traballante II, formato Long Playing, si diceva. Ascoltavo completamente irretito quel graffio in ottave, quella partenza densa di vuoti, ecco.
Dov’era la batteria? E quella voce lì, una specie di distillato d’acido cloridrico. E dire che quasi nulla del testo passava, quasi nulla colpiva i miei vagolanti ormoni prepuberali se non attraverso la pelle, poco e nulla di quella carica che poi negli anni successivi avrei scoperto…


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Manituana, Wu Ming [7.4]

 

Narratori. Il commento a questo considerevole libro del multi-scrittore potrebbe concludersi qui, perchè Wu Ming è una straodinaria forgia di narrazione, nella sua forma più pura, distillata e per usare un termine detestabile ma aderente, alta.
Perchè Manituana non è la Storia, ma una storia dentro la Storia: come sempre documentatissimi, esatti nella localizzazione temporale e geografica, Wu Ming scrivono una novella di respiro immenso che, semplicemente, ammalia. Come un bimbo che cade nella malìa di una favola, ecco che il lettore s’ubriaca del vortice di situazioni, di personaggi, di eventi che si stratificano e si intrecciano con una maestrìa che è raro trovare…


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A scanner darkly, Richard Linklater [7.1]

 

A scanner darkly, Richard Linklater [7.1]

Prendi un Dick d’annata, condiscilo con una tecnica cartoonistico-pittorica lisergica e destabilizzante, mettici sotto una manciata di pezzi tra i più sbalestrati dei Radiohead, chiudi con “Black Swan” che è tra le perle di “Eraser” di Thom Yorke. Disco Compatto preferito di questo prodromo d’inverno che chiamare superfluo è aerea metafora.
Prendi poi i simulacri digital-manuali di Keanu Reeves, che è l’uomo in cui mi vorrei incarnare la prossima volta se non avessi già deciso di re-incarnarmi in Chris Whitley, e di Winona Rider, che è la donna affianco della quale mi vorrei svegliare la prossima volta se non avessi già deciso

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