Travolgentemente pop.

 

Lo so che è tutto organizzato, lo so che è una cosa scema tum-cià-tum-cià, probabilmente in playback. Ma a me sta cosa travolgentemente pop manda fuori di melonara.


continua a leggere ››
share retweet

David Grossman, Il libro della grammatica interiore [6.8]

 

David Grossman, Il libro della grammatica interiore [6.8]

David Grossman è uno di quegli autori che senti familiari, senza un fondato motivo. Dev’essere per quella sua attività giornalistica, per cui lo senti citare frequentemente nei contesti più varii. L’ho scambiato per anni per un esperto di finanza, un economista, un politologo, un esperto di strategia, e forse Grossman è proprio tutto questo.
Fatto sta che mi sono trovato tra le mani questo romanzo alla fornita libreria del traghetto, ed ho iniziato a leggerlo nelle peggiori condizioni: folla, sonno, rumore. Sprofondando subito nella prosa liquida e proteiforme di Grossman. Gran narratore, gran affabulatore, mòtile nelle ambientazioni, flessibile nei registri….


continua a leggere ››
share retweet

Uomini che odiano le donne, Niels Arden Oplev [6.5]

 

Uomini che odiano le donne, Niels Arden Oplev [6.5]

La categoria “film di genere” è un di cui della categoria “film”. Ne consegue che un buon film di genere può essere un mediocre film, ma non il contrario.
UCOLD è un film di genere: un thriller. E’ un film molto ben fatto: ha un plot potente, ricco di side stories. E’ abbastanza crudo nelle immagini, sconvolgente nella sostanza: anche se ormai siamo assuefatti a storie sempre più estreme, sempre più oltre il limite. E’ sicuramente un *buon* film di genere: aggrappa alla sedia, fa sobbalzare non una e non due volte. Usa tutti gli espedienti di mestiere: i buoni, i cattivi, i buoni che si incattiviscono per colpa dei cattivi, i cattivi che in…


continua a leggere ››
share retweet

La pioggia prima che cada, Jonathan Coe [5.0]

 

Sono successe due cose stasera, che mi convincono a parlare – tiepidamente anzichè no – di questo lavoro dello scrittore britannico. La prima, ho appena assaggiato il primo gelato della mia vita fatto con le mie manine. E la la gelatiera Musso, uno dei più straordinari gioielli dell’artigianato preterindustriale lombardo. Ed ho appena messo sul piatto l’edizione originale in vinile de In the court of the Crimson King. SI tratta di un disco spaventosamente datato, inattuale fino all’alienità. L’ho ascoltato fino all’ebetismo, quando ne avevo abbastanza da acquistare un LP al mese. A rate, dal Cammello, mille lire la settimana. Ma…


continua a leggere ››
share retweet

Tutta colpa di Giuda, Davide Ferrario [7.6]

 

Tutta colpa di Giuda, Davide Ferrario [7.6]

Insomma, quando ti siedi nelle ormai consuete poltronissime dei moderni cinemi, avverti un po’ di nostalgia di quelle sale scomode, suonate in stereo-senza-dolby che trasmettevano film macedoni in proiezione unica il mercoledì alle ventuno. Perchè era più facile seguire i film che parlavano degli altri senza sentirti troppo a tuo agio. Ma ormai anche le sale d’essay hanno le loro belle poltronissime, comodissime, e i loro 36 altopallanti che ti avvolgono con la meraviglia del suono THX, che sembra una vitamina.
Per la verità capita sempre di più di vedere film “di disagio” in cui l’approccio da “ce l’abbiamo fatta anche noi”


continua a leggere ››
share retweet