Il Riccio, Mona Achache [7.4]

 

Il Riccio, Mona Achache [7.4]

Ci sono certe opere che si estendono e si esauriscono nel titolo. Ce ne sono altre che nel titolo evocano un’acchiappanza che non si diluisce fino quando non l’hai tra le mani, l’opera. Soprattutti i libri: mi è capitato con Ogni cosa è illuminata, con Regina disadorna, per dire. E, certo, per L’eleganza del riccio come per La strategia della lumaca.

Belli, i titoli, tanto da sostenere tutta l’espressività in una riga. Per questo la scelta della produzione italiana di ridurre il titolo a “Il Riccio”, assai meno evocativo dell’originale, è coraggiosa e in fondo apprezzabile.

La pellicola è francese fino al midollo, dal primo …


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La solitudine dei numeri primi, Saverio Costanzo [4.0]

 

La solitudine dei numeri primi, Saverio Costanzo [4.0]

Ci sono dei titoli che sovrastano l’opera che dovrebbero solamente introdurre: altri che addirittura la annichiliscono. Un esempio? L’insostenibile leggerezza dell’essere, di cui non ricordo nemmeno una parola ma potrei citare il titolo a braccio non meno di cento volte il giorno; oppure Il senso di Smilla per la neve, che invece ricordo perfettamente, quasi parola per parola, ma non perchè sia un’opera immortale, ma perchè lo lessi tutto d’un fiato su un interminabile traghetto da Lombok a Labuanbajo, interrompendomi solo un attimo in vista di Komodo.

Ecco questo film ha questo richiamo, di un titolo inestimabile: poco importa che sia preso …


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La casa del Sonno, Jonathan Coe [6.7]

 

La casa del Sonno, Jonathan Coe [6.7]

Non è aritmetica: sovvertendo l’ordine dei fattori, il risultato… mah. Leggo questo dopo La pioggia prima che cada e mi trovo tra le mani la sua bella copia. Ma letti in ordine inverso, credo facciano diverso.

Allora: J.Coe scrive una narrativa *brillante*. Fluida: è un virtuoso della narrazione, tanto da cadere spesso preda di una specie di narcisismo letterario. I suoi guardamammasenzamanismi, per dirla con un altro bel tomo (Forster Wallace) sono la ricostruzione della storia sulla storia di un mazzo di fotografie; qui con questi frammenti ben ordinati, capitoli pari nel tempo andato e capitoli dispari nel tempo presente: o forse viceversa, per quel che conta….


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Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori, Laurent Tirard [6.9]

 

Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori, Laurent Tirard [6.9]

Non c’è bisogno che vi facciate trascinare al cinema dai vostri PEU [Piccoli Esseri Umani] per vedere il Piccolo Nicolas. Il titolo originale, come spesso accade, non ha quella pelosità bovina dalla ns traduzione, che noi qui in Italia la mamma dobbiamo cacciarla dentro in ogni manifestazione umana. Perchè Le Petit Nicolas può sembrare un film sciocchino su come i piccini vedono il mondo dei genitori solo ad una lettura con occhi foderati di speck. Le Petit Nicolas è un film arguto, a tratti intelligentemente disagevole su come i grandi credono che i piccini vedano il mondo dei grandi. E nei sottotitoli invisibili c’è scritto “ma non è così”.
Certo, …


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Alice in Wonderland, di Tim Burton [10.0]

 

Alice in Wonderland, di Tim Burton [10.0]

Amerai Alice fin dal primo momento: quando compare il sorriso al termine del suo incubo, tra le mani amorevoli del padre. La amerai definitivamente quando brillerà d’azzurro, fresca come un petalo di miosotis crudamente contrapposta alla cartapecora del volto – e dell’intelletto – della madre. E vorrai essere il Cappellaio fin dal primo momento che lo vedrai: vorrai avere i suoi occhi gialli e i suoi capelli rossi elettrici. E vorrai avere uno Stregatto per casa, non appena lo vedrai evaporare.
Vorrai avere la Bigralance per le mani, con cui combattere tutti i Ciciarampa del mondo – magari anche quelli che ti rubano le biciclette nuove – con l’armatura…


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