![DOC Menfi Cabernet Sauvignon “La Vota” – Cantine Barbera 2007 [6.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/doc-menfi-cabernet-la-volta-cantine-barbera-2007-733x550.jpg)
La Vota è l’ansa del fiume: il terreno sabbioso depositato dal Belice, in cui affondano le radici delle viti pescando dal fiume vicino. L’uva che matura laggiù non è uguale alle altre, e non è nemmeno uguale a se stessa, anno dopo anno. Il bicchiere davanti racconta racconti bislacchi, conviene chiedere, se si vuole imparare. Marilena Barbera risponde*:
L’amore non si spiega, spesso non è nemmeno dettato dalla consapevolezza della qualità, anzi. Amo la vigna della Vota perché l’ha piantata mio padre, e ancora di più perché lì abbiamo fatto la nostra prima vendemmia notturna, nove anni fa. La luna piena, i grilli, il fresco dell’aria salmastra, ho ancora…
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![Santorini Nikteri – Art Space 2008 [8.2]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/nichetri-art-space-733x550.jpg)
In effetti ti verrebbe più in mente un’operazione cervellotica: questa cantina di 300 anni ora rinnovata, ristrutturata e adattata a splendida galleria d’esposizione, con centinaia di opere d’arte di autori greci, isolani ma anche internazionali.
Si tratta di una spettacolare cantina – distilleria scavata a oltre 10 metri di profondità per quasi 90 metri, in cui le opere si intersecano con le emergenze di vinicoltura eroica dell’isola: le cisterne in pietra scavate direttamente nella roccia, le attrezzature, i vecchi alambicchi.
Antoni Argyros usa uve acquistate – pur selezionate – ma tra poco sarà completamente biologico.
Il suo Nichteri è realizzato per…
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di Chiara Giovoni

È ottobre ormai, ma una delle ultime falene sbatte cieca contro il bulbo incandescente della lampadina nuda che pende al centro del ventilatore a soffitto, le cui pale hanno smesso da giorni di vorticare pronte al decollo. Dovrebbe essere autunno, ma ancora si percepisce l’attrito dei corpi nell’aria umida, che a star fermi si forma la condensa addosso.
Eccoti lì, con le tue lunghe gambe rannicchiate sulla poltrona di vimini in terrazzo nell’ultima notte che segna il confine con l’estate, a guardare la luna quasi piena. I tuoi occhi superano la palla color crema e vanno oltre, in un orizzonte che non si riesce a disegnare. Quando si lanciano così gli occhi…
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![AOC Sauternes – Chateau d’Yquem 1983 [9.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/chateau-dyquem-1983-733x550.jpg)
Nel 1983 ascoltavo gli Iron Maiden e i Saxon, e consideravo il Morellino una frontiera enologica. A Saluces imbottigliavano questo Sauternes, come i duecento anni precedenti, e i chissà quanti seguenti.
La bottiglia – millesimo importante – incute qualche piccola ansia, il Re dei vini va sempre affrontato con circospezione: anche se anni di vinissimi dolcissimi hanno un po’ catramato la capacità papillare di esaltarsi di fronte a queste suadenti, dilaganti concentrazioni.
Ecco dunque il colore del vecchio Armagnac, grasso al punto di essere untuoso.
Il naso non travolge: anzi par conficcarsi, irrimediabilmente. Hai uno zafferano ineluttabile, così preciso…
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![DOC Etna Rosso “N’Anticchia” – Pietro Caciorgna 2005 [8.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/etna-rosso-doc-nanticchia-caciorgna-2005-733x550.jpg)
Delle due cose che so del vino una la imparai da qualche parte in Campania, negli anni ‘trenta del secolo scorso. Diceva, il vinosofo del momento, che sui terreni vulcanici la fillossera non attecchiva, e quindi quella particolare falanghina dei Campi Flegrei aveva il piede franco.
Forse non era falanghina, ma la faccenda del vulcanismo e del piede franco mi è rimasta ben impressa: tanto che leggere dei piedefranchi di Nerello Mascalese di quest’impresa caciorgnana sui fianchi della Montagna di Fuoco non mi impressiona.
Assai di più mi impressiona il rubino scarlatto dell’Anticchia, selvaggiamente vivo, brilluccicante di luce intrappolata tra le ombre del…
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