<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>appunti digòla &#187; vini &amp; degustazioni</title>
	<atom:link href="http://www.appuntidigola.it/category/bottiglie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.appuntidigola.it</link>
	<description>appunti e disappunti di gaudenza quotidiana</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 13:29:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Dom Pérignon Oenothèque 1976: l&#8217;eternità</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/10/dom-perignon-oenotheque-1976-leternita/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/10/dom-perignon-oenotheque-1976-leternita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[1976]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[DomPerignon]]></category>
		<category><![CDATA[Oenotheque]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Geoffroy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=24569</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-24570" title="dpoe76" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/dpoe76-735x521.jpg" alt="" width="735" height="521" />
Nel 1976 mentre Steve Jobs e Steve Wozniak fondavano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2012/02/10/dom-perignon-oenotheque-1976-leternita/dpoe76/" rel="attachment wp-att-24570"><img class="alignnone size-large wp-image-24570" title="dpoe76" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/dpoe76-735x521.jpg" alt="" width="735" height="521" /></a></p>
<p>Nel 1976 mentre Steve Jobs e Steve Wozniak fondavano la Apple Computer, nelle terre di Dom Pérignon avveniva l&#8217;ennesimo miracolo della vendemmia. Un miracolo di cui sono stata resa partecipe personalmente da Monsieur Richard Geoffroy &#8211; deus ex machina della Maison &#8211; che, della serie &#8220;volevamo stupirvi con effetti speciali&#8221;, si è palesato alla degustazione tecnica in occasione della presentazione del Dom Pérignon 2003 con un paio di bottiglie aggiuntive. L&#8217;obiettivo era molto semplice, ovvero fare un pronostico. In occasione della presentazione della discussa annata 2003, la più calda a memoria di uomo di vigna degli ultimi 30 anni, l&#8217;elegantissimo Monsieur Geoffroy ha voluto proporre una scommessa, per  dimostrare ai più scettici cosa secondo lui succederà all&#8217;ultimo prodotto della Maison di Champagne più famosa al mondo.</p>
<p>Con un <em>aplomb</em> invidiabile ed un eloquio affascinante, Monsieur Geoffroy ha saputo stregare i palati in un percorso a ritroso che aveva quale fil rouge &#8220;il rischio&#8221; visto come la capacità dello <em>chef de cave</em> di leggere il potenziale delle uve anche in una vendemmia difficile come quella tremebondamente afosa del 2003. La dichiarazione di intenti della Maison per la nuova <em>release</em> non poteva essere fatta con maggiore fermezza, affiancando in degustazione il Dom Pérignon Oenothèque 1976 &#8211; un ragazzotto di 35 anni fatti che ha lasciato tutti senza fiato.</p>
<p>Annata dall&#8217;estate calda ed eccezionalmente secca quella del 1976, dove la straordinarietà si è manifestata nella contemporanea presenza di un elevato potenziale alcolico e da un&#8217;altrettanto elevata acidità espressa dalle uve, e che oggi regala emozioni letteralmente incredibili. Il profilo riduttivo non presenta ossidazioni e il calice oro dalle minute effervescenze cesellate avvolge di profumi ancora freschi e invitanti: una finissima nota nocciolata e pralinata accompagna una frutta decisamente inusuale per l&#8217;età, quasi mele rosse e melograno, sebbene avvolte dai sentori terziari dell&#8217;affinamento. Il sorso è sorprendentemente vitale e avvincente: quasi tattile nel suo ingresso minerale e salino, con una consistenza che conquista i sensi ed una verticalità ancora commovente. La precisione delle progressioni, dalla scorza di cedro caramellata all&#8217;orzo tostato alle note salmastre, sono in questo calice l&#8217;esempio della <em>grandeur</em> di una filosofia che porta a spingere  i propri limiti sempre in avanti con consapevolezza e serietà, nonostante gli scetticismi&#8230;&#8221;no matter what the vintage is said&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/10/dom-perignon-oenotheque-1976-leternita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Joaquin Vino della stella 2009: oro irpino</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/07/joaquin-vino-della-stella-2009-oro-irpino/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/07/joaquin-vino-della-stella-2009-oro-irpino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Fiano di Avellino DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[Joaquin]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Pagano]]></category>
		<category><![CDATA[Vino della stella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=24271</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-24272" title="stella" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/stella-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Montefalcione in provincia di Avellino, sulle...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2012/02/07/joaquin-vino-della-stella-2009-oro-irpino/stella/" rel="attachment wp-att-24272"><img class="alignnone size-large wp-image-24272" title="stella" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/stella-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Montefalcione in provincia di Avellino, sulle colline Irpine, è uno dei due comuni che insieme a Lapio è intersezione di due DOCG, Fiano e Taurasi. A metà tra le piccole realtà rurali e i grandi produttori, troviamo anche un interprete insolito, con un modo tutto particolare di leggere la viticultura campana. Si tratta di Joaquin, la cantina di Raffaele Pagano, un produttore esuberante ed energetico che racconta il suo stile dicendo che &#8220;l&#8217;uva è un pretesto per firmare l&#8217;annata&#8221;. Così succede che non si esce ogni anno con la stessa etichetta, e se il 2008 è stata un&#8217;annata che ha donato alle uve una clamorosa acidità in vendemmia, con la quale si è prodotto un Greco freschissimo che ancora oggi nel calice ne beneficia, nel 2009 la produzione si è focalizzata per esaltare l&#8217;annata più opulenta con una vinificazione particolare delle uve di Fiano.</p>
<p>Nasce il <em>Vino della stella 2009</em>, un Fiano di Avellino DOCG frutto delle uve del vigneto di 1,5 ettari situato a Rogliano, circa 600mt sul livello del mare, a far da belvedere su Lapio. Una resa molto bassa in vigna e una vinificazione decisamente inusuale per la DOCG dati i 20 giorni di macerazione sulle bucce in vasca di cemento, seguita poi da un anno di riposo in bottiglia, fanno di questo fiano un vino curioso e affascinante. Niente a che vedere con le bottiglie dove la componente minerale si spinge ai confini dell&#8217;idrocarburo, e nessun tipo di ruffiana dolcezza o eccessiva carica alcolica, nonostante una lavorazione che indubbiamente stressa gli acini. Il calice è dorato ma senza cornici aranciate, e tradirebbe sovrabbondanza di frutta, se non fosse che appena si avvicina al naso sprigiona note decisamente non banali sostenute da scintille di freschezza di limone. Il gheriglio della noce e la polpa di mango sono due elementi dominanti, con cenni di tamarindo fresco e un lieve velo di miele di zagara a donare ulteriore piacevolezza. L&#8217;assaggio lascia nuovamente sorpresi perchè non c&#8217;è densità, ma un corpo equilibrato carico di agilità dove torna il maracuja con i suoi semi quasi citrini, e a chiudere quasi pungenze canforate e di grafite, firma autografa di una terra vulcanica che non molla nessun ceppo di vite cresciuto sulle sue coste.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/07/joaquin-vino-della-stella-2009-oro-irpino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Donnas Superieur &#8220;Vieilles Vignes&#8221; &#8211; Caves Cooperatives de Donnas 2006 [8.3]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/06/doc-donnas-superieur-vieilles-vignes-caves-cooperatives-de-donnas-2006-8-3/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/06/doc-donnas-superieur-vieilles-vignes-caves-cooperatives-de-donnas-2006-8-3/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Caves Cooperatives de Donnas]]></category>
		<category><![CDATA[2006]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Donnas Superieur]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[val d'aosta]]></category>
		<category><![CDATA[Vieilles Vignes]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=23850</guid>
		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-23955" title="donnas superieur vieilles vignes 2006" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/donnas-superieur-vieilles-vignes-2006-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Un mezzo metro dopo il confine tra il Piemonte e la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/donnas-superieur-vieilles-vignes-2006.jpg" rel="lightbox[23850]"><img class="aligncenter size-large wp-image-23955" title="donnas superieur vieilles vignes 2006" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/donnas-superieur-vieilles-vignes-2006-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Un mezzo metro dopo il confine tra il Piemonte e la Valle d&#8217;Aosta, c&#8217;è la Cantina Cooperativa. Si coltiva a fatica pochi quintali di Nebbiolo, inerpicati sulla parete quasi verticale della montagna: li vedi arrampicati e diritti, e quasi non ci credi.</p>
<p>Fino a poco tempo fa portavamo anche l&#8217;acqua a spalla, dice. Gli ettari sono pochi, in proprietà frammentate.</p>
<p>Questo è un Vino di Vigne Vecchie, tripla vi. Surmaturo, passato a lungo in botti piccole.</p>
<p>Ha colore rubino appena appannato; naso elegante, cui il legno conferisce anche una nota di austerità: non enorme, ma convincente. Sotto le frutta rosse, di marasca, e un po&#8217; di confettura di mirtilli. O di more nere.</p>
<p>Bello il sorso che attacca preciso e va via lucido, rincorrendo un&#8217;idea del vino importante che forse non sarà siderale, ma certo sfugge le grossezze. Appena più morbido il centro, in cui si innestano poi le fitte elettriche del Nebbiolo, a conferire all&#8217;uscita una tensione sospesa e rarefatta.</p>
<p>Un bel bicchiere, per un impegno di pochi euri.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/06/doc-donnas-superieur-vieilles-vignes-caves-cooperatives-de-donnas-2006-8-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bollicine spensierate: Champagne Théophile Brut</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/bollicine-spensierate-champagne-theophile-brut/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/bollicine-spensierate-champagne-theophile-brut/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Roederer]]></category>
		<category><![CDATA[Sagna]]></category>
		<category><![CDATA[Théophile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=24040</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-24043" title="theophile" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/theophile-732x550.jpg" alt="" width="732" height="550" />
Lo Champagne Théophile è una bella sorpresa spumeggiante....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/bollicine-spensierate-champagne-theophile-brut/theophile/" rel="attachment wp-att-24043"><img class="alignnone size-large wp-image-24043" title="theophile" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/theophile-732x550.jpg" alt="" width="732" height="550" /></a></p>
<p>Lo Champagne Théophile è una bella sorpresa spumeggiante. Proviene dalle &#8220;caves&#8221; di Roederer ma da uve non di proprietà della Maison, e con uno stile totalmente differente dall&#8217;imprinting della famiglia Rouzaud. Un piglio fresco e divertente, sicuramente più informale e con una “ricetta” meno complessa dal punto di vista della profondità che lo distingue nettamente dagli altri prodotti della Maison Louis Roederer. Ma questo è anche il suo pregio: non si tratta di un &#8220;vorrei ma non posso&#8221; ma di uno champagne immediato e giocoso.</p>
<p>Parti uguali di Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay, uve provenienti da vigne piuttosto giovani tra la Vallée de la Marne e le Montagne de Reims, un assemblaggio di quattro diverse vendemmie con il 30% di <em>vins de reserve</em>  e con 24 mesi di affinamento in cantina e 6 mesi di riposo dopo la sboccatura, fanno di questo champagne un eccellente compagno di tavola in versione casual-chic, anche se ha l&#8217;anima da calice per il &#8220;fuori orario&#8221;.</p>
<p>Una sferzante acidità di agrumi appena colti dove il limone è il succoso re che esalta le fragranze dei fiori bianchi, su tutti biancospino e fior d&#8217;arancio, con le eleganti affilature dello chardonnay a rincorrere gli elementi fruttati più robusti del pinot nero. Il dosaggio lievemente zuccherino della liqueur (10 g/lt) rende il sorso di una piacevolezza spensierata e briosa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/bollicine-spensierate-champagne-theophile-brut/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IGT Marche Rosso &#8220;Cosmino&#8221; &#8211; Il Pollenza 2003 [8.5]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/igt-marche-rosso-cosmino-il-pollenza-2003-8-5/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/igt-marche-rosso-cosmino-il-pollenza-2003-8-5/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Il Pollenza]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[Cosmino]]></category>
		<category><![CDATA[IGT Marche Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=23910</guid>
		<description><![CDATA[&#160;
<img class="alignnone size-large wp-image-24025" title="marche rosso il cosmino pollenza 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Flacon esumato dagli anfratti più reconditi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003.jpg" rel="lightbox[23910]"><img class="alignnone size-large wp-image-24025" title="marche rosso il cosmino pollenza 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p><em>Flacon</em> esumato dagli anfratti più reconditi della cantina, un classico Cabernò di matrice marchigiana. Dell&#8217;ormai mitologico millesimo duemiletrè, annata calda. Lo dice anche un astemio ormai: annata calda.</p>
<p>Dunque il colore bordò, va senza dire: arrubinato, lucente, brillante. E materico al vetro.</p>
<p>Naso non privo d&#8217;eleganza. Anzi ricco di parti leggere, con l&#8217;alcool a volare etereo. I frutti rossi sono maturi e conservati, le spezie leggere. la foglia verde di pomidoro, il peperone s&#8217;avvertono, assieme alla salvifica sensazione delle vecchie dispense semivuote, con rimanenze senza nome dimenticate negli angoli.</p>
<p>Sorso convinto fin dall&#8217;abbocco, che svolge subito una linea amara ricurva e vibrante. Salendo verso il centro, tannini sciolti e bocca priva di asperità, consuntivata da un termine aggrappato e tenace. Lunghissimo, elettrico, fine.</p>
<p>Scontata la tiritera dei tagli bordolesi senza personalità, hai qui un bicchiere di eccellente equilibrio, buon appagamento, fascino discreto e una indubbia piacevolezza, che non indulge mai nella ricerca della facilità ma si erge su una commendevole sapienza.</p>
<p>Piaciuto assai, non ostante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/igt-marche-rosso-cosmino-il-pollenza-2003-8-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Coste della Sesia &#8220;Juvenia&#8221; &#8211; Antoniolo 2009 [6.9]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/02/doc-coste-della-sesia-juvenia-antoniolo-2009-6-9/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/02/doc-coste-della-sesia-juvenia-antoniolo-2009-6-9/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Antoniolo]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Coste della Sesia]]></category>
		<category><![CDATA[Juvenia]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=23499</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-24030" title="nebbiolo coste della sesia nebbiolo antoniolo 2009" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/nebbiolo-coste-della-sesia-nebbiolo-antoniolo-2009-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Della piccola DOC Coste della Sesia, per la verità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/nebbiolo-coste-della-sesia-nebbiolo-antoniolo-2009.jpg" rel="lightbox[23499]"><img class="alignnone size-large wp-image-24030" title="nebbiolo coste della sesia nebbiolo antoniolo 2009" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/nebbiolo-coste-della-sesia-nebbiolo-antoniolo-2009-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Della piccola DOC Coste della Sesia, per la verità dal disciplinare piuttosto lasco, hai questo Nebbiolo puro da casa Antoniolo, produttore del mitico Osso San Grato.</p>
<p>Bevuto giovane, ha toni moderatamente porporati, con un rubino intenso che con l&#8217;ossigenazione si fa grave.</p>
<p>Se il frutto &#8211; boschivo e fresco &#8211; comanda gli aromi subito dopo l&#8217;apertura, con il passare delle mezz&#8217;ore compaiono le terrosità più cupe, con curiosi rimandi selvatici, d&#8217;uovo e di frutta &#8211; ancora &#8211; ma spiritosa.</p>
<p>L&#8217;assaggio stride via subito i poderosi tannini del nebbiolo, che restano erti e impettiti: si innestano maturità convesse e piani diritti e quasi verticali, con una chiusura appena più liscia, ma non certo sdrucciolevole.</p>
<p>In fondo un bicchiere non banale, che richiede l&#8217;attenzione dovuto fin dal primo istante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/02/doc-coste-della-sesia-juvenia-antoniolo-2009-6-9/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Novità birrarie &#124; Birrificio del Forte</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/02/novita-birrarie-birrificio-del-forte/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/02/novita-birrarie-birrificio-del-forte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2cilindri]]></category>
		<category><![CDATA[birre]]></category>
		<category><![CDATA[birrificio del forte]]></category>
		<category><![CDATA[stefano ricci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=23840</guid>
		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-23940" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/2cilindri-birrificio-del-forte-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Non è proprio un&#8217;ultim&#8217;ora e a rastrellare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/2cilindri-birrificio-del-forte.jpg" rel="lightbox[23840]"><img class="aligncenter size-large wp-image-23940" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/2cilindri-birrificio-del-forte-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Non è proprio un&#8217;ultim&#8217;ora e a rastrellare un po&#8217; sul web si scopre che qualcosa se n&#8217;è già detto. Ma val la pena ripetersi ergo mi accodo diligente.</p>
<p>Se le credenziali non sono essenziali nella vita, di sicuro servono. Qui ne abbiamo molte: lunga militanza fin dagli albori o giù di lì nel &#8220;movimento&#8221; birrario, sul web che fu e nell&#8217;associazionismo con posizioni di rilievo. Passione indefessa, ricerca, anche in una regione fino a ieri piuttosto svantaggiata e periferica birrariamente parlando come la Toscana. Soprattutto, quel che conta, un buon decennio di homebrewing, fra pentoloni, fermentatori di plastica e olio di gomito, col sogno accarezzato ed inespresso di fare sul serio, magari, un giorno. Anche qualche risultato lusinghiero, che non guasta, come quell&#8217;ottima American IPA con Cascade (un luppolo statiunitense) autocoltivato nell&#8217;orto che sbancò al <a href="http://www.hobbybirra.info/view_concorsi.asp?id_concorso=9&amp;ME_ID=20" target="_blank">concorso homebrewers di stile</a> qualche anno fa.</p>
<p>Li conosco bene Francesco Mancini e Carlo Franceschini detto lo Zurgo. Siamo persino sopravvissuti ad un durissimo raid belga qualche anno fa, fra una visita da De Dolle, il Toer de Geuze e un festival birrario studentesco al bar dell&#8217;Università. Il primo piccolo imprenditore del marmo alle prese con gli acciacchi del settore e la voglia di una svolta. Il secondo studente-lavoratore con davanti a sé il solito futuro lavorativo nebuloso nell&#8217;informatica, comunicazione e dintorni. Si sono guardati nelle palle degli occhi e hanno gettato il cuore oltre l&#8217;ostacolo. Tanto sgobbo per sistemarsi il capannone, pronti-via ed eccoli a Forte dei Marmi nel neonato <a href="http://www.birrificiodelforte.it/" target="_blank">Birrificio del Forte</a>.</p>
<p>Idee chiare: niente sfoggio di muscoli o pedanti aneliti rivoluzionari. Ricette solide e ben eseguite, come si conviene ad un territorio birrariamente vergine da colonizzare, e rispetto per gli stili tradizionali, quasi una scelta eversiva in questi tempi moderni&#8230; Etichette lineari e accattivanti, il che non guasta, dal vago stile retrò e con qualche nome della tradizione locale. Di dietro belle descrizioni vergate da una mano che sa cos&#8217;è una birra &#8211; niente <em>doppiomalti</em> per capirci &#8211; e mi si apre un po&#8217; il cuore.</p>
<p>Delle quattro attualmente in produzione ho intercettato la <strong>2 Cilindri</strong>, stile Porter, rifermentata in bottiglia. Non starò a tediarvi su vita morte e miracoli di questo splendido stile: ci ha già pensato Marco Pion con <a href="http://www.tyrser.com/2010/11/23/la-storia-delle-porter-%E2%80%93-capitolo-iv.htm" target="_blank">quattro micidiali capitoli</a> da leggere sul suo blog. Nera e impenetrabile, vuole davvero restare fedele alla tradizione britannica. Niente luppoli palestrati, alcool eccessivo o corpo asfaltante, ma soltanto quello che ci deve essere in una Porter: torrefatto, liquirizia, alcool contenuto, bevibilità, in 75 cl di grande piacevolezza. Un tocco di morbidezza non ne snatura il nobile retaggio d&#8217;oltremanica. Birrificio da tenere d&#8217;occhio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/02/novita-birrarie-birrificio-del-forte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aperitivi di un certo livello: Marco Caprai a Firenze</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/01/mamma-esco-vado-a-far-laperitivo-in-hotel-con-marco-caprai/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/01/mamma-esco-vado-a-far-laperitivo-in-hotel-con-marco-caprai/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[alberghi, bed & breakfast, resort]]></category>
		<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Arnaldo Caprai]]></category>
		<category><![CDATA[25 anni Caprai]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Sagrantino di Montefalco]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Pettè]]></category>
		<category><![CDATA[Firenza]]></category>
		<category><![CDATA[God Save The Wine]]></category>
		<category><![CDATA[Helvetia Bristol]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Caprai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=24098</guid>
		<description><![CDATA[<img class="size-large wp-image-24182 aligncenter" title="HB" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/HB-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />

Succede che ci si trova in una sera d&#8217;inverno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2012/02/01/mamma-esco-vado-a-far-laperitivo-in-hotel-con-marco-caprai/hb/" rel="attachment wp-att-24182"><img class="size-large wp-image-24182 aligncenter" title="HB" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/HB-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/HB.jpg" rel="lightbox[24098]"><br />
</a>Succede che ci si trova in una sera d&#8217;inverno a Firenze, in cui ti dicono che ci sono un po&#8217; di vini buoni da bere ad una degustazione all&#8217;ora dell&#8217;aperitivo. Dove si va? chiedi. All&#8217;<a href="http://helvetiabristol.warwickhotels.com/">Helvetia Bristol</a> &#8211; ti dicono. In un hotel 5 stelle lusso? Sbatti due volte gli occhi e il primo pensiero è che non hai nulla da metterti, come se dovessi andare a teatro, pensando ad uno di quei posti dove la gente per andare tira fuori il vestito di vellutino nero e le decolletè tacco 7 di raso. E invece no, siamo ad un God Save the Wine, l&#8217;aperitivo fiorentino che è ormai un cult, dove la degustazione a 5 stelle è in realtà una festa di quasi 300 persone enoicamente appassionate e curiose che vanno a fare due chiacchiere con i produttori assaggiando insieme a loro i vini e allungando le mani su invitanti vassoi dove l&#8217;ultima parola da usare è &#8220;stuzzichini&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;immaginario collettivo spesso il &#8220;catering&#8221; alberghiero sta alla cucina dell&#8217;alta ristorazione più o meno come i cuori di palma in scatola col cocktail di gamberi del barattolo stanno al  miglior sushi della città: ovvero è <em>agè</em>, privo di raffinatezza, &#8220;pasticciato&#8221; o pretenzioso ma di scarso appeal. In un hotel che non cucina solo per gli ospiti, ma che ha un ristorante aperto al pubblico di tutto rispetto (Hostaria Bibendum) mai considerazioni furono più sbagliate. Innanzitutto perchè c&#8217;è un bergamasco dietro le quinte che sa il fatto suo, lo chef Enzo Pettè, una forza della natura che con la sua brigata in quattro e quattr&#8217;otto ha fatto uscire ondate di crostini con patè di fegatini, tartare di salmone e tonno, battuta di manzo con granella di noci, &#8220;sushi del chianti&#8221; e una pioggia di ostriche. Ma soprattutto perchè se ti trovi in mano un calice di Sagrantino da sorseggiare mentre Marco Caprai ti racconta le caratteristiche del &#8220;25 anni&#8221;, vedere arrivare un fumante risotto al tartufo nero di quelli all&#8217;onda e col chicco al dente, ti fa dimenticare la parola hotel e ti godi il piatto, che con la sua burrosità ad allargarsi nell&#8217;aroma dello scorzone si abbina perfettamente con il vitigno umbro per eccellenza.</p>
<p>Il Sagrantino di Montefalco 25 Anni  2007 Arnaldo Caprai è uno di quei vini che non si possono dimenticare. E&#8217; denso ma sinuoso, e rappresenta il meglio della produzione dei vigneti più vocati dell&#8217;azienda, con un etichetta nata con la vendemmia del 1993 per celebrare i 25 anni dalla fondazione. Prodotto solo nelle annate migliori ha uno stile sobrio ma suadente allo stesso tempo, con una impressionante intensità aromatica, dove le fragranze si susseguono come fogli di carta pregiata che si sovrappongono uno all&#8217;altro quasi a comporre un libro rilegato a mano. E&#8217; il racconto di un territorio unico, dove il calice si riempie di frutta nera matura e succosa, il legno dona nerbo tannico potente ma nobile, e le speziature sono un tappeto vellutato dove danzano i petali dei fiori di rovo essicati al calore di una vecchia stufa. Un vino del cuore ricco di memorie e di sogni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/01/mamma-esco-vado-a-far-laperitivo-in-hotel-con-marco-caprai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Trentino Traminer Aromatico &#8211; Pojer &amp; Sandri 2008 [8.5]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/01/31/doc-trentino-traminer-aromatico-pojer-sandri-2008-8-5/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/01/31/doc-trentino-traminer-aromatico-pojer-sandri-2008-8-5/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 06:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Pojer & Sandri]]></category>
		<category><![CDATA[2008]]></category>
		<category><![CDATA[Bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Trentino Traminer Aromatico]]></category>
		<category><![CDATA[trentino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=23449</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-24022" title="traminer aromatico 2008 pojer &#38; sandri" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/traminer-aromatico-2008-pojer-sandri-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Ho difficoltà a dire quanto mi piacciono i vini...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/traminer-aromatico-2008-pojer-sandri.jpg" rel="lightbox[23449]"><img class="alignnone size-large wp-image-24022" title="traminer aromatico 2008 pojer &amp; sandri" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/traminer-aromatico-2008-pojer-sandri-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Ho difficoltà a dire quanto mi piacciono i vini Mario Pojer. Per prima cosa perchè Marione è una di quelle persone che *ti piace* avere attorno. E&#8217; vero, è crudo, è debordante. Interpreta con una verve vulcanica e  una visione quasi mistica della trasformazione degli elementi.</p>
<p>Divessi mettergli addosso dei panni, lo vedrei una specie di Cagliostro del frutto d&#8217;uva trentino.</p>
<p>Questo flacone di Traminer è maturo al punto di perfezione: brilla verde oro, sta su viscoso, si protende.</p>
<p>Il naso è burroso, spesso di frutta golose: locali, di  pera e mela cotta, e tropicali, di mango e passione; di graniti esposti alla pioggia e al vento; di pietre bagnate dalla rugiada.</p>
<p>L&#8217;assaggi, e fa cose che rimangono: attacca diretto, s&#8217;eleva in piccanze alcooliche e chiude in dolcezze vagamente amarevoli.</p>
<p>E&#8217; un bicchiere che con gli anni ha perso quella rettitudine calligrafica, e lo ha reso formidabile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/01/31/doc-trentino-traminer-aromatico-pojer-sandri-2008-8-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Champagne  Brut Nature &#8211; Dufour 1996 [8.2]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/01/30/champagne-brut-nature-dufour-1996-8-2/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/01/30/champagne-brut-nature-dufour-1996-8-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Dufour]]></category>
		<category><![CDATA[1996]]></category>
		<category><![CDATA[Bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Champagne Brut Nature]]></category>
		<category><![CDATA[Spumanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=23797</guid>
		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-23949" title="champagne dufour 1996 millesimè" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/champagne-dufour-1996-millesimè-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
100% Pinot Noir. Tiraggio 1997, Degorgement 2010....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/champagne-dufour-1996-millesimè.jpg" rel="lightbox[23797]"><img class="aligncenter size-large wp-image-23949" title="champagne dufour 1996 millesimè" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/champagne-dufour-1996-millesimè-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>100% Pinot Noir. Tiraggio 1997, Degorgement 2010. 13 anni sui lieviti: ti aspetti forza, potenza.</p>
<p>Ne avrai: già con questo colore che non è pallido, non è scivoloso, ma si impunta su di un riflesso ottonato fermo e convinto.</p>
<p>Moderatissimo il perlaggio, ma non altrettanta levigatezza avrai nell&#8217;assaggio. Gran  burrismi nel naso, e le sfregio di frutta secca &#8211; noci brasiliane &#8211; e un niente di fumè, appena prima del termine.</p>
<p>Il sorso sta in equilibrio delicato tra un passaggio dolce, di vini passiti e vecchi e maturi e uno sfondo quasi rustico, salato e pieno, venato di grossezze.</p>
<p>Non nell&#8217;eleganza, non nella finezza, ma in una tensione espressiva che confina con la fittezza, soprattutto verso il limite estremo del finale.</p>
<p>Bicchiere saziante, a tratti appagante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/01/30/champagne-brut-nature-dufour-1996-8-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

