W.O.K. [World Oriented Kitchen], Milano
Le rockstar e i foodblogger di peso te li immagini sempre circondati da donne di inaudita bellezza. Ma non sempre è così.
È la sera del giorno – credo – più freddo dell’anno. A Milano il mattino, mentre fai colazione da Bastianello, un Android dice meno 12. Lo scontrino invece dice 15. Per cappuccio, caffè, brioche, veneziana e tre mignon. Pazienza.
È il lunedì di Identità Golose. Hai qualche appuntamento di lavoro, qualche sorriso da spendere, tante mani da stringere. E parole da ascoltare. Hai scelto il lunedì perché alla domenica stai bene davanti alla stufa, e quindi è l’unico giorno per visitare anche il Milano Wine&Food Festival, e per vedere se il Merano funziona anche in trasferta.
Durante il giorno hai spiluccato qualcosa, ma pranzato davvero, quello no. Arrivi con un po’ di anticipo in Stazione Centrale, preso dalla solita ansia da ritardo. Ci sarebbe il Panino Giusto da provare appena sali dalla metropolitana, ma il posto non è propriamente riscaldato. E con quella temperatura, come il sergente maggiore Rigoni, cerchi solo un po’ di tepore.
W.O.K. dice il cartello, e lo stomaco ti fa dimenticare per un attimo Una ballata del mare salato che, non lo sai ancora, comprerai dopo nel multipiano Feltrinelli.
Pensi al cinojappo all-you-can-eat, e invece no: World Oriented Kitchen. Entri e trovi un lungo bancone, e una serie di menu su lavagnette a mezz’altezza come i fast food. E Boosta nel primo tavolo.
Va bene, ti fermi. Ci resti un po’ male perché non ti riconosce, anche se scrivi per il miglior wi-fu blog dai tempi dell’Artusi. Allora ti rifugi nei disegnini colorati delle lavagnette di cui sopra. Scegli il pat wun seng a 6,90: gustosi spaghetti di soia con gamberi, verdure, funghi, sake, salsa di ostriche – origine thailandia, dice. E ti avverte anche che sono piccanti.
Una birra, anche. Quale birra? Ah, ne avete più d’una? Sì, guarda lì. Una Pedavena allora, grazie.
Due minuti e la simpatica cassiera – front office italiano, back office cinojappo o giù di lì – ti annuncia che son pronti. Te li servono in uno scatolo di carta bianco, di quelli che vedi solo nei film, con le manigliette sopra. Vassoio di plastica d’ordinanza, bicchiere di plastica d’ordinanza, tovagliolo e posate. Che le bacchette son fuori, e te le puoi prendere. Come la salsa di soya kikkoman. Quelle sono a gratis.
Leggi che tutti i piatti contengono meno di 500 calorie, che non usano grassi idrogenati e tanto meno OGM, e che però mettono la salsa di soja dappertutto. Perché ha il 43% di sale in meno del sale, o una cosa del genere.
Non fanno eccezione i tuoi spaghettini trasparenti, che sono una dose da camionista affamato. I gamberi e le verdure paiono freschi, cotti con discreta cura, forse solo un pelino avanti. Più che dalle ostriche e sakè il palato è dominato dal dolce e dall’umami della salsa, e dal piccante del peperoncino. Ma è un insieme gradevole, a suo modo equilibrato.
Finisci il tuo scatolo, Boosta i suoi due. Si alza, ti alzi. Prende il caffé, prendi il caffè. Lo avanza per tre quarti e se ne va, tu lo bevi tutto. Per dovere sociale più che altro.
Uscendo vedi anche che consegnano a domicilio su Milano, con la motoretta sembra.
Digerisci senza problemi, e pensi che per poco più di 10 euro non ti è andata poi così male.
[Immagine rubata dal sito wok italia]
20124 Milano Milano - Italia
eMail: wok@wokitalia.com
web: W.O.K.
Potrai scegliere tra rice, noodles, smart e size. Prezzo medio attorno ai 10 euro.

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una pregunta, in tutto questo tu saresti:
a) il tastierista dei Subsonica
b) il foodblogger di un certo peso
c) Rasputin
d) Kikkoman
prego barrare solo una risposta. grazie.
Mi dispiace, ma io son io [cit]
Passavo per questo blog…. e…
lavorando io stessa in quel di W.O.K. vorrei gentilmente sapere se realmente è passato Boosta?! ti prego devo saperlo!!
Sì, sì, è passato. E ha pure mangiato.
cicetti ma da bastianello avevi una raccomandazione ? per 15 euro t’e’ andata bene di brutto
Non mi abituerò mai a Milano