Juvé y Camps: se anche il Cava fa “dosaggio zero”

di Chiara Giovoni

Le bollicine catalane in Italia sono decisamente poco diffuse. Sarà perchè ad oggi l’universo del Cava è quasi totalmente appannaggio delle due major – Codorníu and Freixenet – sarà che Macabeo, Parellada e Xarel.lo, le uve autoctone del Penedés con cui il Cava si produce non hanno incontrato finora il favore del palato indigeno, fattostà che il Cava sia una bollicina ancora marginale tra i consumi del Belpaese. Però c’è un però, ovvero, qualcosa sta cambiando nel mondo del Cava.

Forse non tutti sanno che la denominazione di origine (DO) Cava è qualificata come Vino Espumoso de Calidad Producido en una Región Determinada (VECPRD), ed è tale se prodotto secondo quello che in Italia è definito Metodo Classico, con una permanenza sui lieviti di almeno 9 mesi. La realtà del Cava è composta da circa 300 aziende due delle quali (le due major sopracitate) producono circa il 90% del totale delle bottiglie. Le restanti cantine sono molto piccole e, nonostante alcune abbiano delle produzioni di eccellenza, spesso non sono strutturate per l’esportazione.  Così ciò che arriva sulla maggior parte degli scaffali Italiani è una produzione industriale dal gusto piuttosto standardizzato e soprattutto di “pronto consumo”, perchè le uve autoctone alla base di questo spumante non danno vini di particolare longevità.

E’ bello quindi scoprire punte di eccellenza, per quanto piccole, che riescono a raggiungere le enoteche ed i ristoranti italiani, come Juvé y Camps che grazie all’energia di un intraprendente ragazzo valenciano è arrivata nel cuore della Franciacorta ad un importante Convegno sul “dosaggio zero” nel mondo del metodo classico e dello champagne, come portabandiera d’avanguardia del Cava.

Juvé y Camps è un’azienda con oltre due secoli di storia, che già negli anni ’80 aveva iniziato l’esportazione negli USA e in Inghilterra e che vanta scelte di vigna e di cantina che la qualificano tra le eccellenze del vino spagnolo. La lungimiranza e la coraggiosità di questa famiglia del vino, si legge in particolare nei dettagli dell’etichetta del Cava che ha spiazzato i quasi 200 palati presenti alla degustazione di spumanti metodo classico “dosaggio zero” tenutasi a Villa Crespia alla chiusura del convegno che ha visto tra i protagonisti il prof. Attilio Scienza e il produttore di champagne Michel Drappier: Reserva de la Familia Brut Nature 2008.

Esclusivamente prodotto con “mosto fiore” è dato dal classico blend di di uve Macabeo, Parellada e Xarel.lo, con una eccezionale aggiunta del 10% di Chardonnay. Questa scelta, oltre a donare maggiore freschezza e frutto al vino, consente di portare la rifermentazione sui lieviti in bottiglia a 12 mesi, facendo si che il cava acquisisca maggiore complessità e finezza e anche maggire longevità. Con una bollicina sottile e una cremosità divertente, stupisce per l’eleganza dei profumi di polpa di mela e pera, la freschezza degli agrumi tra cui un succoso cedro, e le note di pane che arrotondano e chiudono il sorso. La mancanza di dosaggio, contrariamente allo standard dei 9-12 g/lt del Cava Brut, lo rendono ancora più diretto e schietto, e valorizzano l’intensità delle note aromatiche in un’armonia di gradevole persistenza. Una scoperta interessante ed un assaggio insolito che lascia davvero stupiti.

 

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6 commenti

  1. Mi trovi assolutamente d’accordo: una piacevolissima scoperta. ;)

  2. N. P. scrive:

    Un cava eccellente!!!

  3. Ali scrive:

    un cava molto elegante, mi piace!

  4. [...] Leggetevi quest’altro post – su Appunti di Gola – se invece volete sapere qualcosa in più su quella bollicina (non dosata, of course) che tanto m’è piaciuta: il Cava Brut Nature Reserva de la familia 2008 di Juvé y Camps (cuvée di uve macabeo, xarel.lo, parellada e chardonnay). [...]

  5. egio scrive:

    Sì, davvero un bel prodotto; non lo bevo da molti anni, me lo aveva fatto scoprire Abellan al Comerc e me ne ero fatto una piccola scorta, ora me ne avete fatto tornare voglia…ma sentite anche i cavas di Segura Viuda, in particolare il Aria, sempre nature, e l’ottimo Reserva Heredad. Urge trasferta catalana!!!

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