Venti-Undici | Gli 11 post più letti nell’anno 11 del millennio terzo, in cui scoprimmo che a volte è meglio non essere salvati.
E’ il 31.12.2011. E’ un bel numero: in genere gli anni 2k sono facili a giuochi di ricorrenze. Quast’anno c’e stato anche l’11.11.11, che è proprio bellino. Per tradizione AdG non la fa troppo lunga con le statistiche e i numeri eccetera, ma siccome quest’anno sono successe almeno un paio di cose eccezionali, e non meno di una di straordinarie, vado a lanciarmi nell’esegesi dei numeri primi.
1. Ilario Vinciguerra e il nuovo ristorante di Gallarate. Sarà per la mention di Valerio Massimo Visintin, sarà perchè è stato uno dei primi ad uscire sulla nuova location del cuoco vulcaniano, ma è il post più letto dell’anno.
2. Antica Osteria Magenes. Inossidabile, il racconto di questo locale a Sud di Milano resta un riferimento per la rete. Continuo, costante.
3. Trattoria della Fratellanza. Ancora un locale “popolare” milanese, e nemmen troppo in luce. Ma di gran tradizione.
4. Trattoria Volpi. Un locale di provincia, di tradizione, dall’eccellente rapporto soldi/felicità.
5. Osteria del Corno. Ancora trattorie di buon comando, in provincia di Verona.
6. Mc Donald’s lancia un giovine cuoco milanese: Gualtiero Marchesi. Il primo dei post della saga di Gualtiero Marchesi e Mc Donald’s.
7. McItaly e Gualtiero Marchesi. vedi sopra.
8. Nespresso | Perchè essere progressisti e comprare Nestlè. La vera storia di una conversione.
9. Cavallaro | Pizza, nè più nè meno. Il mitologico cuoco che esterna la sua pizzità.
10. Pietro a Foce Verde. Una oscura e discussa trattoria di pesce, a Latina Mare.
11. I grandi avvenimenti che accaddero nella settimana quarantotto. Il Sabato del Villaggio, la rubrica che nel cuor mi sta, entra in classifica grazie alla Gazzetta Gastronomica, il nuovo progetto di Stefano Bonilli che coinvolge noti e meno noti del mondo goloso in rete. Luce riflessa, va senza dire.
Alcune ricorrenze curiose: nessun grande ristorante, nessun vino, zero referenze di Gran Nicchia. I ristoranti più pretidigitati sono trattorie oppure il moloch dei gurmè: addirittura il McDonald’s. Sono verità che si può far finta di non vedere, ma sono lì.
Amen, avanti il Dodici. L’anno in cui il mondo finì. Almeno quello che abbiamo conosciuto fino ad ora.
Immagine: Cancello ed Amone News


![[miau] | L'apocalittica verticale bifronte 90:09 di Rosso Faye di Pojer & Sandri](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_9375-178x98.jpg)



Bisogna rifletterci sopra. Una scrittura da alto bordo massimamente letta sulla fascia interessata alla bassa, senza offesa ci capiamo, ristorazione. Puo’ voler dire molte cose. Per me, semPlicemente, troppa democrazia fa male alla salute. Tra l’ altro non porta milioni di ascolti, mi pare. Quindi qualcosa non va, oppure va bene cosi’?
Maf, Mozart è per tutti, Schomberg no. Eppure entrambi hanno scritto vette.
Nella musica popolare, Beatles sono per tutti, Chan Marshall no. Eppure entrambi hanno scritto vette.
Come la mettiamo?
Gli anni sono sbagliati, caf. Qui ti tocca cantare e portare la croce. Alla fine si spezza la schiena, senza remunerazioni, morali o cartacee non fa differenza. Anzi, si!.specchio dei tempi?
cavallaro
manco 40 anni e già mitologico?
Il mondo così come l’abbiamo conosciuto finora è finito da un pezzo, ma vabbeh, c’è sempre qualche distratto in giro che ancora non se n’è accorto, e continua a camminare nel vuoto pensando di avere il terreno sotto ai piedi, come si vede nei cartoni di Willy il Coyote ( e non solo)…
Ovviamente non sei tu, Caf. Un fan di Douglas Adams sa sempre dove si trova – e dove sta camminando.
Buon 2012!
:-)
L.
In effetti la mia copia consunta de La Guida Galattica per Autostoppisti è un buon punto di riferimento. Spesso funziona meglio di Gùgol Mèps