
E’ il 31.12.2011. E’ un bel numero: in genere gli anni 2k sono facili a giuochi di ricorrenze. Quast’anno c’e stato anche l’11.11.11, che è proprio bellino. Per tradizione AdG non la fa troppo lunga con le statistiche e i numeri eccetera, ma siccome quest’anno sono successe almeno un paio di cose eccezionali, e non meno di una di straordinarie, vado a lanciarmi nell’esegesi dei numeri primi.
1. Ilario Vinciguerra e il nuovo ristorante di Gallarate. Sarà per la mention di Valerio Massimo Visintin, sarà perchè è stato uno dei primi ad uscire sulla nuova location del cuoco vulcaniano, ma è il post più letto dell’anno.
2. Antica …
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di Chiara Giovoni

Innamorarsi è facile, ma l’amore è un’altra cosa. Per l’amore devi essere pronto. In due film, due padri danno alle figlie due definizioni di amore: Anthony Hopkins dice che “l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi” mentre John Hurt dice che “l’amore è ciò che resta del fuoco, quando l’innamoramento si è consumato”, e parla dell’inestricabilità di due radici che nascono separate e si scoprono indissolubilmente intracciate l’una all’altra.
L’amore è questo Dom Perignon Oenothèque 1996. Non si può improvvisare, bisogna essere pronti. Lo cerchi o lo aspetti…
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![Cialde di Montecatini – Orlando Bargilli [7.7]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4181-copia-733x550.jpg)
Ho una particolare predilezione per le confezioni dal gusto palesemente moderno, ove per moderno si intende qualcosa di abbastanza passato da non essere contemporaneo. Dalle mie parti ad esempio, commuove la confezione classica della Spongata Benelli, con tutte quelle onorificenze della Real Casa.
Questa di Bargilli lo è un po’ meno: ma conserva quel che finto-decò che mi dice di gente che lavora nei retrobottega e non si balocca con l’ intìriordesàin.
COn la mia bella confezioncina con i manici tra le mani, assaggio la piccola delizia e approvo: cialda wafer ma anche più eterea, pochi sapori nitidi, bella friabilità. Dolce è dolce, ma l’ammandorlato permanente…
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![DOC Sardegna Semidano di Mogoro – Il Nuraghe 2009 [6.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/semidano-di-mogoro-2009-il-nuraghe-733x550.jpg)
IL Semidano di Mogoro è un vitigno antichissimo, forse il più antico: lo racconta bene Fabio D’Uffizi nel suo viaggio spaziotemporale.
Questo del Il Nuraghe è giallo oro, di non rarefatta viscosità cerulea, e gocce appese.
Il naso è meno prevedibile: sulle note più telefonate di banana e buccia d’arancio si innesta la fumigante riga sulfurea, di blocchi di granito scaldati dal sole. A cercare, un ultimo rintocco di albicocca conservata.
L’assaggio è verde, ed è dolce: liscio all’abbocco, si mantiene dritto su un brivido acido nitido, seppur di moderato acume. Nel mezzo del sorso hai addirittura una sensazione untuosa, che esala verso la fine in agevole…
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di Chiara Giovoni

“Ci vuole un fisico bestiale, per resistere agli urti della vita ” cantava Luca Carboni quando io ero alle medie elementari. Ecco, probabilmente lui si riferiva all’impresa titanica da me compiuta nel day-after per eccellenza delle festività natalizie, ovvero l’inutile 27, accusandone ancor’oggi gli effetti collaterali delle 130kcal a razione (25g/6 ondine). Gasp!
Il fenomeno Pringles in Italia risale a prima di FB e a triliardi di anni luce prima di Twitter, quindi potremmo definirlo ormai cosa obsoleta, specie se poi guardiamo alle vere origini yankee di questo snack con contenuto di patate inferiore al 50% e targato anni ’60. Tutti…
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