Antica Trattoria Pelliccia, Pontremoli MS [6.2]
Attraversi il Ponte Traballante – Pons Tremulus – e ti trovi ad un crocevia di crocevia: questa è la storia di Pontremoli, borgo di lunghissimo corso incastonato nella “Svizzera Appenninica”, l’estremo lembo nord della Lunigiana. Terra di cento castelli, a testimoniare la continua serie di dominazioni, lotte, guerre e successioni di questo territorio che sconfina in tre regioni amministrative, ma ancora più ne lambisce se si considera il patrimonio umano e culturale: dagli indomiti – ed imbattuti – Liguri ai deportati Sanniti di Zeri.
Bastano tre quattro pagine di storia pontremolitana per rendersi conto che non è poi così curioso che la piccola e ormai sonnacchiosa città toscana sia ancora Pretura, e sia stata Diocesi fino a ier l’altro. Potere civile e potere temporale, mille signori a contenderselo con e senza tiara nei secoli dei secoli. Dunque mura e chiese, edifizi e palazzi, un bel disegno compatto con il fiume in mezzo e porte archivoltate per penetrarla.
Pelliccia è subito lì, ad attendere il viandante con un abbraccio caloroso di stanze di casa, scale che salgono disordinatamente, anfratti e piccoli consessi in cui sono appoggiati i tavoli, quasi casualmente. Alle pareti splendide carte da giuoco in grandezza uomo di Emanuele Luzzati, il celebre scenografo genovese che piace tanto ai PEU [Piccoli Esseri Umani].
Gran bottiglieria, in cui troverai rossi toscani onusti di gloria a prezzi da occhio bituminoso. Del resto la morigeratezza nel conto è caratteristica non secondaria della piacevolezza di questo pranzo.
Ottimissimi salumi nostrali, con qualche importazione fuori zona serviti con le “frittelle”, una versione di pasta fritta che ricorda i gnocchi fritti emiliani, circa. Torte salate e ripiene, di gran gusto; pane rustico e vigoroso. Tutto a garantire un bello scatto di partenza.
Plausibile il girello affumicato in carpaccio, seppur appena velato di secchezze; un po’ annacquati i testaroli, serviti con un rusticissimo e veridico pesto. Più confuse che misteriose le lasagnette al ragù di capriolo, con tutto quel pomidoro e quella allagante cremosità che par togliere linearità più che aggiungere gusto.
Ed eccoti la pietanza più attesa, quella per cui faresti volontieri il viaggio a piedi con scarpe a punta: l’agnello di Zeri con le patate. Arriva una porzione generosissima, presentata alla moda di casa, che pare però preparata in fretta e furia: parti calde e parti fredde, altre gelate, ad annichilire qualsiasi estasi la pur ottima referenza ovina possa ipotizzare.
Mestamente verso i dolci di casa, accompagnati dall’asciutta cortesia delle signore tra i tavoli.
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54027 Pontremoli Massa-Carrara
t. 0187 830577
Spenderai 45 euri, a prender tutto.












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