N.P.U. 1996 Bruno Paillard: l’assaggio infinito

di Chiara Giovoni

NPU96

Ieri ho bevuto lo champagne più buono della mia vita…finora. In realtà se la profetica espressione dei latini “nomen omen”‘ fosse inequivocabile, N.P.U. (ovvero Nec Plus Ultra) non potrebbe non essere il nome di questo vintage ’96 della maison Paillard. Francesizzazione di un termine anch’esso latino riferito alle Colonne d’Ercole oltre le quali si pensava finisse il mondo e quindi non oltrepassabili, l’N.P.U. in etichetta  indica la volontà di superare qualsiasi ostacolo per creare il prodotto migliore, con un blend di grand cru realizzato solo in vintage eccezionali. Il 1996 però assume ben altri significati con i suoi 13 anni tra vendemmia e sboccatura e con altri 2 anni di riposo in bottiglia, e dopo tanta attesa arriva oggi sul mercato in 6500 esemplari, lasciando senza fiato.

Non si può assolutamente catalogare ciò che assomiglia solo a se stesso. Si resta ammirati preda della sindrome di Stendhal davanti alla brillantezza di questo quindicenne dal colore sgargiante dell’oro puro: il cuore batte, e portando il calice al naso la mente inizia a vagare come in un viaggio di allucinazione in due tempi. Gli anni in bottiglia che inizialmente custodiscono i sentori in una nuvola, li svelano progressivamente attimo dopo attimo. Noci essiccate e l’aria fresca e pungente delle grotte di sale. Ogni bollicina come una goccia di stalattite che sfida la gravità, sale in superficie con delicata eleganza e fa affiorare i profumi dei fiori del mandorlo, delle sottili spezie lievemente vanigliate e dei germogli freschi di the bianco del Fujian.

Il sorso ha vitalità, energia e una progressione stupefacente. È come un corridoio infinito su cui appaiono in successione quadri sempre più nitidi. Il tema minerale di questo champagne è una Guernica di Picasso animata, con sale rosa in grani e sale grigio in scaglie in una tela di pirite. La tela della frutta è tutt’altro che una natura morta e ha i colori oro e ambra di un quadro di Klimt: buccia di mela verde per l’acidità, cedro in sfumatura e dolcezze di succo di lychee maturo. Ecco arrivare il tabacco biondo, la vaniglia Bourbon della vinificazione in legno e la crosta di pane nero in una  melodiosa conclusione, come il sospiro intenso che possiamo solo immaginare prima del Bacio di Hayez.

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10 commenti

  1. anna scrive:

    lo devo assaggiare. chiaruzza, sei una poetessa, riesci a far incuriosire perfino me su un vino…

  2. Fabio Cagnetti scrive:

    Se Bruno Paillard ha deciso di correggere parzialmente il tiro sul N.P.U. è certamente una bella notizia per tutti i bevitori di Champagne. Non dimentico certo che parliamo di uno dei negociant più intelligenti sulla piazza, che per questa cuvée fa un lavoro di selezione incredibile senza tralasciare alcun dettaglio per raggiungere la massima qualità.

    Ciò detto, ho bevuto il 95 e il 90 e soprattutto il primo non è proprio nelle mie corde. Il 1995 è assai pesantemente condizionato dal legno, il 90 non ne è certo privo ma ha molta altra carne al fuoco: porta all’estremo l’opulenza dell’annata, un grande sforzo di concentrazione e potenza, pur a discapito dell’eleganza, vino parkeriano, l’Amarone Dal Forno degli Champagne. E come l’Amarone di Dal Forno è destinato a dividere, io francamente preferisco altre cuvée prestige, anche opulente, ma che non tralasciano l’obiettivo della finezza.

    Non avendo assaggiato il 96, posso solo sperare che un millesimo davvero memorabile e possibilmente un parziale cambio di stile in cantina abbiano portato il N.P.U. a legittimare gli sforzi prodotti per assemblarlo e il suo posizionamento sul mercato.

  3. Franco Ziliani scrive:

    avendo degustato/delibato lo Nec Plus Ultra ieri mattina non posso che sottoscrivere quanto dice, poeticamente, Chiara e plaudire, chapeau!, a come lo dice…Brava!
    Champagne fantastico, eleganza alla massima potenza…

  4. Massimo D'Alma scrive:

    Un altro campionato [cit.], insomma.
    Beh, spero di poterci giocare qualche gara, un giorno. ;)

  5. massimo lanza scrive:

    Ahhhh se tutti i sapessero descrivere con questa leggerezza un grande vino !
    Ricordo ancora con emozione un N.P.U. 1995 bevuto l’anno scorso che dopo, a bottiglia vuota, mi lasciò da un lato felice di aver potuto assaporare con calma un vino che sapeva coniugare straordinariamente eleganza e potenza, dall’altro, ricordando la complessità del bouquet e l’estrema setosa piacevolezza di beva di un N.P.U. 1990 bevuto l’anno prima, rimasi col dubbio irrisolto di aver commesso un infanticidio.

  6. Daniele Tincati scrive:

    Resto sistematicamente a bocca aperta davanti a quello che scrivi.
    Al di là della bottiglia in questione, la tua comunicatività và oltre ogni immaginazione.
    Tornando con i piedi per terra, non posso immaginare quanto possa costare.
    Questo non è sicuramente alla mia portata.
    Non sono un conoscitore di Champagne, ma devo ammettere che i base di Paillard mi sono sempre piaciuti.
    Complimenti ancora.

  7. Chiara ha reso bene l’idea… E sicuramente, a parole, lo ha reso ancor più grande di quanto già non lo sia di suo! Plauso.
    Champagne lineare, armonico è l’N.P.U. ’96, decisamente più ben fatto delle edizioni precedenti. Molto elegante, ma non cercategli potenze o eccessi di personalità, per quelli rivolgersi piuttosto al BdB grand cru di pari annata e magari sarete della mia stessa idea. A preferirlo in questo momento…

  8. Alice scrive:

    “Chiara c’est magnifique!”
    Questo modo di descrivere è assolutamente unico… Come Anna direi poetico, ma anche di una chiarezza rara!
    Per rispondere a Fabio, non ci sono stati cambiamenti da Bruno Paillard tra le vinificazioni delle 3 edizioni di N.P.U 1990, 1995, 1996. Ma sicuramente sono 3 annate che hanno solo in comune il fatto di essere grandissime, poi in termini di aromi e di potenza non si incontranon annate più diverse l’una dall’altra !

    • Chiara Giovoni scrive:

      “Alice, merci beaucoup!”
      E’ stato davvero un assaggio emozionante, quindi grazie a voi tutti, ed in particolare a te che sei stata una magnifica padrona di casa.

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