“Sua maestà” il Dom Perignon Vintage 2000
La sete di champagne non si placa con nient’altro che non sia champagne. Ricorda un po’ quella scena della reclam con autista e signora ingioiellata dove la “voglia di qualcosa di buono” aveva come risposta plausibile solo la pralina nocciolata pubblicizzata. Nessuna possibile alternativa. E così per la brama di bolla francese. Nessun surrogato legale per quella sinuosità da Chardonnay della Côte des Blancs, nessun palliativo alla drittezza tagliente del Pinot Noir dei blanc de noirs, nessun possibile succedaneo alla classe distintiva delle cuvée con il vigore del graffio del Pinot Meunier.
Lo champagne è unico e frutto dell’unicità di una combinazione di suolo, uve e mani francesi che sanno trasformarsi in esperienze memorabili e a volte mistiche. Per questo quando si insinua nella mente il tarlo della sete di champagne non c’è via di scampo: la lussuriosa sensazione ti pervade e l’unica alternativa è stappare.
Ladies and gentlemen, “sua champagnosità” il Dom Perignon 2000. Amato da James Bond in Goldfinger nell’annata ’53, al solo suono secco del fungo che esplode le papille gustative saltano sull’attenti in salivazione, pronte alla cascata di freschezza di instancabili bicchieri. I profumi sono già nell’aria: note di torta di mele, il burro è ancora caldo e si appoggia ad una spolverata di farina tostata. C’è dell’alga nori croccante, un po’ di grafite e la scorza del lime ma addolcita da un velo di toffee. Un’effervescente sventagliata di bollicine fa il solletico alle labbra ed è seguita dallo scoppiettare fragoroso delle perle di anidride carbonica che si infragono sul palato. Gli occhi si illuminano e sorridono: forse mango e mele, ma anche una fetta di toast tiepida con burro di arachidi, perché il salino si sente e sul finale, crema e gesso. Esemplare nobiltà e fascino intramontabile.


![DOCG Vermentino di Gallura “Li Pastini” – Li Seddi 2008 [8.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/vermentino-li-pastini-li-seddi-2008-150x150.jpg)




Infatti non è ventoso, non scombicchiera le ciglia quando lo porti al naso. E’ invece burrascoso in bocca, come dici le bollicine si infrangono. Lì c’è l’acidità e la sapidità che non avrei ben saputo definire (qualcuno ci prova, ma…)insieme, nel mio caso, a note forse di funghi: la prossima volta, che non ci sarà, saprò che è una fetta di toast tiepida e burro di arachidi.;-)
ma se c’è l’alga nori croccante, si potrebbe ipotizzare anche una larga foglia di alloro fritta nell’olio di arachidi? :))
sei sempre troppo brava chiara. #clapclap
Devo dire che a me non ha fatto tutto questo effetto clamoroso. Un cristall di poco tempo prima mi e’ sembrato molto piu’ elegante. Invece grandioso l’accompagnamento stuzzichevole di un clamoroso joselito:-)