di Chiara Giovoni

C’è un’enorme differenza in Francia (e sempre più in Italia) tra i vini senza bolle, bianchi o rossi che siano, e lo champagne. Uno dei pregi più nobilitanti di un produttore, dalla Borgogna all’Alsazia, dal Rodano al bordolese, è la possibilità di indicare in etichetta il nome del Cru, ovvero del vigneto singolo di eccellenza da cui son state tratte le uve che unicamente compongono un determinato vino.
Tradizionalmente invece in Champagne il fattore distintivo è tutto in una questione di blend. Il differenziale è condensato nell’abilità della mano dell’uomo nel creare la cuvée, dall’assemblaggio di diversi vitigni, dall’uso…
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di Filippo Ronco

[stefano caffarri]: devi portarmi a mangiare genovese
[filippo ronco]: brinca?
[stefano caffarri]: già stato
[stefano caffarri]: in città?
[filippo ronco]: posto nuovo?…
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![AOC Bienvenue Batard Montrachet Grand Cru – Domaine Ramonet 1995 [7.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/bienvenue-batard-montrachet-ramonet-1993-733x550.jpg)
Nella fumigante parcellizzazione borgognotta, questa piccola Appellation si incastra tra Batard Montrachet e Puligny Montrachet. Sempre lì attorno ma per questione di metri fuori dalla denominazione, e solo Chardonnay.
Questa bottiglia ha subito un po’ il tempo pur restando esuberante al naso: il colore è birroso, intensamente ambrato. È untuoso, quasi viscoso sul vetro.
Regala una torta appena sfornata, magari una tartetatin di pere: magari appena annerita dal calore. Poi caramello, zucchero bruciato, eventi che non sono previsti dall’attesa, esasperata finezza del bicchiere. Sul finire, qualche tratto canforato.
Secchissimo, coinvolgente, fremente…
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di Chiara Giovoni

L’elemento esperienziale nella degustazione è imprescindibile, ed è affascinante osservare i risultati di una degustazione alla cieca. Ancor più affascinante è se la degustazione si trasforma in una vera e propria “caccia all’aroma”. Ma andiamo con ordine iniziando dal principio prima di raccontare un esperimento che ha visto protagonisti i recettori nasali e le papille gustative di ignare vittime in una torrida giornata milanese di luglio, con la complicità di Mario Pojer, apprezzato produttore trentino detto anche “archimede dell’enologia”.
La sperimentazione delle percezioni individuali tra consumatori molte volte…
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![DOCG Barbera del Monferrato Superiore “Podej” – Forti del Vento 2009 [7.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/forti-del-vento-podej-2008-733x550.jpg)
Forti del Vento ha uno stile. Alto basso magro o grasso, ma riconoscibile. Una via di mezzo tra una correttezza formale quasi fiscale e un amore per la potenza libera da lacciuoli. Cavalli al galoppo, più o meno.
Questa Barbera – da terre di Dolcetto – sembrerebbe un ornitorinco, ma risolve in gloria: rubino intenso e vecchio, materia tesa.
Al naso scrive alcolico e medicamentoso; prepotente, l’eco di vinacce sull’aria della gommalacca, magari finito troppo presto.
All’assaggio i 14.9° gradi d’alcool presentano un’acidità barberosa quasi filologica, schietta e ruvida diritta come un fuso. Poi il sorso s’allarga senza cadere…
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