Il Sabato del Villaggio | L’èsodo, Esòpo, io e Io.

 

Il pudore vorrebbe che mi ricordassi che faccio parte dell1% per cento più fortunato di quell’1% della popolazione mondiale che non lotta per sopravvivere, tra fame, guerra, malattie, meteoriti, eruzioni vulcaniche alluvioni cavallette e multinazionali.

Certo, c’è uno 0,01% di abitanti del pianeta Terra – quello che probabilmente detiene la maggior parte delle risorse economico finanziarie – che si balocca con giocattoli che non riusciamo nemmeno a desiderare, tanto sono irraggiungibili per noi comuni mortali. Come “le Levant”, lo yacht da 100 metri e 55 membri d’equipaggio ancorato nel porto di Adamas, isola di Milos, predisposto per ben 90 passeggeri.

O una qualsiasi delle “barche” ormeggiate nel porto “turistico”, oggetti che si comprato con tanti zeri che mi prende una vertigine solo a nominarli. Un milione al metro, dicono gli appassionati.

Il pudore vorrebbe che non se ne parlasse nemmeno, altrimenti la faccenda dell’uva acerba tornerebbe di splendida attualità, e in questi grami giorni non è gioco: soprattutto quando posso ancora definirmi “in vacanza”.

Qui sul pianetino Io giungono solo echi del disastro che si sta compiendo in Italia: ma leggo a casaccio pagine web che descrivono un’intera architettura mondiale in crisi. Cambiamenti epocali sono in corso: cose del genere sono accadute al tempo dell’affrancamento delle colonie, ancor prima con la caduta delle monarchie, ancor prima… La verità è che il mondo occidentale Come Noi Lo Conosciamo sta affrontando una vera e propria crisi globale: ma non nel senso comune che diamo alla parola, un momento di difficoltà temporanea che sarà superato prima o poi, più o meno spontanemente. Ma una crisi alla greca, visto che siamo in argomento: passaggio da una verità ad un’altra, che la supera distruggendola.

Del resto l’equazione è semplice. Fino a quando l’1% degli abitanti del pianeta Terra disporrà del 90% delle risorse, l’altro 99% cercherà il modo di “migliorare” la distribuzione. Il modo più moderno per farlo è mettere in crisi il sistema che quello squilibrio fomenta e mantiene.

Allora sì che i giornali potranno parlare di Esodo. E buon Ferragosto a tutti.

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3 commenti

  1. Lido scrive:

    Buon ferragosto pure a te Stefano, se così lo possiamo definire, Ciao Lido

  2. Carmine Capacchione scrive:

    Saluti e buon ferragosto, questi giorni purtroppo per me sono l’ultimo scampolo di vacanze durate davvero troppo poco….

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