
È divertente vedere l’uso disinvolto che si fa delle parole italiane: eufonico, soprattutto. Spesso con risultati involontariamente comici, come quall’auto che si chiamava “Carina”. Potremmo fare una raccolta delle scoperte più entusiasmanti. Io comincio con “Ritazza”, il caffè dell’aeroporto di Atene.
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Lo scatolone colorato con le banane appese sotto che ha preso il posto dei traghetti nell’Egeo lascia percolare i viaggiatori attraverso i suoi pertugi, spetazzando ormeggiato al porto di Santorini. Par d’essere più sul Bosforo che in Europa: guardo commosso il recinto delle grida, dove i procacciatori confinati da una riga dipinta a terra clamano le valentìe dei loro alberghi, cercando di attirare l’attenzione con ululati, cartelli scritti a mano o con stampanti laser economiche, stampe colorate. Tardo un minuto o due ad alzare lo sguardo al bordo della pentola che racchiude il mare interno: l’ho visto...
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di Fabio D Uffizi

“Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.” Amico fragile, Fabrizio De Andrè. La Meurreddìa, il Sulcis, le montagne bucate, la polvere grossa e rossa, il mare sempre in salita. L’ultima parte d’Isola dove è davvero ancora l’Isola a comandare, dove, per trovare qualcosa che avesse quello che definiamo valore, l’uomo ha dovuto scavare, sempre di più, sempre più in fondo. Fino alla fine. Il Sulcis è di una bellezza che intimidisce gli uomini, perché più grande. Contrasti selvaggi, di precisa semplicità, disegnano autentici miracoli...
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![Profondo Rosso, Monza MB [6.6]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0016-733x550.jpg)
È un riflesso automatico: un abbaglio, riesci a scorgere il cartello “Monza” scorrere via tra case caseggiati casermoni e l’associazione automatica. Monza esiste per l’Autodromo e per la Monaca. Storie epiche, entrambe: di olio e fuliggine, morchia vento rottami e sangue la prima, vento rottami e sangue , per sangue dell’anima, la seconda. Naturalmente c’è molto altro: anche la provincia messa-tolta di recente, che prima o poi capiremo che farcene di questa sigla MB che pare il logo di automobili tedesche. E pur fecero furore qui, le Frecce d’Argento: con Juan Manuel Fangio vinsero nel...
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![DOCG Franciacorta Brut “EBB” – Il Mosnel 2005 [8.8]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/franciacorta-brut-EBB-il-mosnel-2005-733x550.jpg)
Nè sull’etichetta, nè sulla controetichetta c’è scritto che questo spumante è un Denominazione tatatà-tatatà. Io che detetsto la didascalia nella sua essenza amo questa forma snobistica, arcigna, cigliosa di dire le cose. L’EBB sta in piedi da solo, senza bisogno di fascette timbri bolli o guarentigie. Mi piace questa etichetta seria come un atto notarile, privo di indulgenze, per nulla genuflessa all’era dell’apparenza. Mi piace il polveroso logo di questo vino, così ottocentesco da apparire fatto apposta. Non diremo che è il vino dedicato alla figura carismatica dell’azienda: diremo...
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