
La mia mamma aveva una concezione semplice e chiara della parola rispetto: le cambiali andavano pagate, chiuso. Ricordo che quando cambiò l’arredo del negozio da parrucchiera – si era comprata i caschi, tra gli oggetti più affascinanti della mia infanzia – ebbe un pagamento cambializzato. Andava in banca “dal ragioniere” il giorno prima con i soldini, per timore di dimenticarsi. E “il ragioniere” le diceva signora non si preoccupi. Lei rispondeva, sempre: non mi preoccupo, voglio solo rispettare le scadenze. Sembra un altro mondo oggi: quando solleciti un pagamento scaduto da mille giorni ti offendono, eh, avrà mica paura che non…
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L’incontro sempre con piacere: piacere e trepidazione, per il bianco archetipico di Mario Pojer. L’architetto degli acini: dieci anni per coagulare attorno a questa bottiglia un succo infinito, un distillato zuccherino e polputo di pura lussuria.
Lussurioso dico e lussurioso è: ancora dopo tanto tempo: il colore è oro puro, il profumo è caramello, il ricordo è il miele di girasole, l’occhio untuoso, il sapore poi si fa teso, secco: distillato di dolcezze. Salato, amaro, lungo.
Formidabile. Imperfetto, e formidabile.
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![Champagne “Cuvèe des Enchanteleurs” – Henriot 1996 [9.6]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/henriot-champagne-les-enchanteleurs-1996-733x550.jpg)
Leggi e rileggi, quel Maison, e poi 1808. La bottiglia è vuota, ed è finita assai più rapidamente di quanto avresti voluto: di certo più rapidamente dei momenti scritto con inchiostro seppiato ma indelebile dei suoi assaggi.
La Cuvèe degli accatastatori di botti, o qualcosa del genere, è un bicchiere che sazia in modo totale, pervasivo: ma perchè riempie tutti i sensi, accasciandoli in un languore struggente.
Quindici anni il vino, più di duecento la Casa: e dici: già.
Non hai esondazioni di spume, non hai bollicismi esoterici: un perlaggio fine, notevole, cocciuto. Non hai brillanze, ma un colore dorato, come quei pomeriggi che in mezzo alla francia stampano raggi di sole gialle…
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di Giuseppe Di Martino

Il grano duro: fosse solo per la naturale straordinaria vocazione dei terreni, fosse solo per la sapienza degli uomini assorbita nei millenni, sarebbe già motivo per la mia città di essere Città della Pasta e la Pasta di Gragnano l’unica pasta IGP di Italia.
Vocazione dei terreni significa qualità naturale in cambio di rispetto e cura. Vocazione significa anche paesi disegnati in modo perfetto per far asciugare la pasta nelle strade al vento di Maestrale, acqua buona, uomini che hanno gesti innati: tramandati, raccontati, osservati e vissuti. Il gusto del buon grano e della buona pasta viene da qui.
Un esempio: come posso scegliere una maracuja o un avocado se ne ho mangiati…
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di Chiara Giovoni

C’è un filo sottile e prodigioso che unisce Galliate nel novarese e il Salento. E’ un filo fatto da qualche migliaio di bottiglie che raccontano la storia di un uomo chiamato Antonio Ferrari, storia che dalla sua scomparsa avvenuta nel 2003 è diventata leggenda. Forse un’inesattezza, dato che nel termine leggenda è insita una componente fantastica. Ma negli aneddoti della storia di Antonio Ferrari seppur autentici e semplicemente tramandati ai posteri come le imprese degli eroi, la fantasia è sostituita dalla meraviglia per ciò che un uomo fiero delle sue convinzioni ha saputo realizzare. Premessa: è evidente che ogni vendemmia sia un evento unico ed irripetibile,…
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