AOC Mercurey “La Plante Chassey” – Derain 2009 [8.8]

 

Catherine e Dominique Derain producono uve con tecniche bio, dalle parti di Saint Aubin. È Cote d’Or, la parte di spalla: arrivare in paese è già di suo una piccola emozione.

La rustica e poetica cantina dei Derain cresce all’ombra di un piccolo capolavoro minore, una chiesetta millenaria che di per sè vale il viaggio: pietre sagge e antiche, tirate a lucido con la consueta decisione dei transalpini. E’ bellissima, punto.

Fare vino da queste parti significa rigore: dalla vigna alla cantina. Passi la vendemmia manuale, ma anche la pressatura a piedi. E non per fare folklore. Ne è esempio anche la chiusura a ceralacca, romantica ma anche finalizzata ad un conservazione il più possibile esente da contaminazioni,

Il Mercurey è Pinot Nero con un saldo di Pinot Beurrot: un’antica varietà borgognona, che aggiunge un tocco ruvido e un po’ meno leccato al bicchiere. Rubino ombroso e polveroso, un poco torbido, profondo. Sanguinoso, anche, senza mai essere malmostoso.

Il naso ha bisogno di tempo ed ossigeno per perdere la chiara nota animale che t’assale subito: poi diviene solo un alito selvatico e muschioso, ma fresco e vivido. Le tracce vegetali sono ravvicinate, il battito agrumato – d’agrumi amari – segue lineare. Verso il finale si eleva in eleganza asciutta e schietta, felice. Il frutto è umbratile ma chiaro, festoso,

L’assaggio non manca di vigoria, a tratti spregiudicata: il tratto acido attraversa il sorso obliquamente, sprizzando scintille. Nel mezzo tannini sottili e ben piantati guidano verso una seconda parte sfavillante. Il finale, eroico, prescinde dalla grazia per cercare una piacevolezza integra, schioccante.

Bicchiere d’impegno, giovane e maturo ad un tempo, che farà felici i più attenti: chi cerca vibrazioni autentiche, ne troverà a josa.

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