Vinix Unplugged Unconference | Teletrasporto, verificare gli abbinamenti musica e cibo
Siccome Elisabetta Tosi – che non ce ne perdona una – mi ha allungato una formidabile reprimenda in merito, eccomi a colmare una laGuna importante. Infatti se i codici non sono condivisi – sostiene Lizzy – non c’è modo di condividere l’esperienza.
Non è una obiezione di poco conto, se si parla di abbinare un pezzo musicale che non si conosce con un piatto che non si è mai assaggiato. In verità anche la prova empirica nel corso della tradizionale Vinix Unplugged Unconference, il pre Terroir Vino insomma, non ha funzionato come avrebbe dovuto: il contagio emozionale della colonna sonora si è inceppato di fronte ad un banale – ma esiziale – problema di riproduzione.
Per risarcire il paziente pubblico metto a diposizione musica, immagini e parole. Per i piatti, ci vuole il teletrasporto.
Sapore di sale… di Pino Cuttaia, La Madia di Licata AG
lussurioso Sapori di sale… sapori di mare, un nome pulp per un piatto pop: le tagliatelle di calamari (non ai calamari), con zucchine, poi le vongole succose, i dolci ricci di mare…sopra mandorle rese in crema, in artifizio mirabile.
“Lover’s Spit” – Broken Social Scene
Spaghetti scarola, pomodorini e colatura di alici di Ilario Vinciguerra, Gallarate VA
gli spaghetti con salsa di scarola e poco pomidoro, esaltati da una brezza di colatura d’alici.
“Hotel Vast Horizon” – Chris Whitley
Essenza di Niko Romito, Reale di Rivisondoli PE
Nome sintetico, anzi sincretico per il dessert che racconta l’Abruzzo in lungo e in largo a partire dalla mousse di nocciole, le pennellate di frutto della passione, la granita di caffè, il gelato alla genziana e sopra tutto, i pistilli di zafferano.
Pane, Burro e Alici di Mauro Uliassi, Uliassi a Senigallia AN
Concretezza, dopo le alchimie: l’arcaismo del pane, la sincerità del burro, la folgore delle alici. Tre note per dipingere un capolavoro.
Riso al Pomodoro di Christian Costardi, Cinzia a Vercelli NO
nominalmente semplice, e quindi praticamente impervio, riso al pomodoro e basilico. Sospinto ai confini della perfezione dal suo essere minimo, il riso rosso di Christian Costardi regala un attimo di stordimento, completato da quella pertica acida dritta definita da una o due molecole di limone alla fine dell’assaggio.
Animelle e tartufo di Cristina Bowerman, Glass Hostaria Roma
Giuochi d’abilità, se tratti questa radicale configurazione del paradiso. Le animelle sono dolci e lievi come lo zucchero filato, lievitano sulla salsa di datteri, lanciate in orbita da una brezza di tartufo (s’odono esclamazioni di lussuria).
Manzo Bruciato di Salvatore Tassa, alle Colline Ciociare di Acuto FR
l’affumicatura diretta delle erbe aromatiche: una scottona che assurge a delizia per impatto tattile, per sapore – non sale, sapore – ed aroma. Sotto la rapa, silenzioso comprimario.
Tagliatelle con le ovadelle di Franco Cimini dell’Osteria del Mirasole a San Giovanni in Persiceto
Giochi in casa, giochi di casa, il sapore perduto delle uova mai nate: le tagliatelle dolci-sode, il ragù dolce-forte, il formaggio dolce-salato, la dolcezza nascosta, i colori accecanti. La lussuria.
“Let theHappiness in” – David Sylvian
L’Anguilla Vanesia di Massimo Bottura, Osteria Francescana in Modena
L’anguilla, la polenta, le mele, la cipolla, nella sostanza quattro punti cardinali di un territorio espressi su una tela con furia espressionista, vigore pittorico, e strepitoso senso del gusto. Se ami l’invenzione più della scoperta, tra tutti questo è il tuo universo, e lui è l’Artefice.
“Anywhere I lay my Head” – Tom Waits
Sarà il caso di dirlo pubblicamente: io a Filippo ci voglio bene lo stesso.






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grazie Stefano per questi input preziosi sia per i piatti che per la musica.
Sai Stefano, ho letto da qualche parte che niente ti rende più amico di una persona quanto convidere la lettura degli stessi libri… Per i libri, ci siamo. Douglas Adams 4 ever! Pensavo di traslare questo concetto anche alla musica – almeno in parte – e il fatto di non riconoscere nessuno dei brani che avevi proposto è stata una doccia fredda.
Non volevo farti una critica :P
Volevo solo essere rassicurata circa l’esistenza dell’amicizia di cui sopra.
Perciò grazie. :-)
Ho due risposte da dare.
La prima: sapevo perfettamente che i brani scelti non sono di grande popolarità, alcuni sono proprio “indie” che più non si può. Confidavo che l’impatto fosse comunque potente, grazie alla suggestione delle immagini e della musica. Sai poi come è andata
La seconda: in un certo periodo della mia vita ascoltavo cinquanta album nuovi ogni mese, ed ero certo di ascoltare un parte di uno o due filoni, che erano minoritari rispetto al grande filone pop rock, che è ninoritario rispetto al totale della musica: niente. Quindi ho la sola certezza di non sapere nulla, pur avendo ascoltato tanto.
Accetti una umile proposta di un amico? Vai con la seconda parte del post… abbinando un piatto ad un libro. Credo tu sia uno dei poche in grado di farlo e qui, credo, ti seguirei meglio che nella musica! Attendo fiducioso…
P.S. Mi spieghi in quale strana provincia abruzzese hai relegato Rivisondoli?