Per un amico

 

E’ un omone grande grosso e bitorzoluto, s’aggira paludato di costose armature sartoriali. Se lo incontri, facilmente lo trovi con una garrula maschera indosso; oppure quella ridanciana, tutta colorata. Ha l’abitudine di non prendersi troppo sul serio, e l’attitudine a non prendere sul serio quelli che invece lo fanno.

La voce di solito è squillante: oppure solforosa, se la notte è stata lunga. Condivide con me la veglia antelucana, quelle mezz’ore in cui il resto del mondo sta ancora decidendo con quale piede alzarsi.

Ieri aveva un’incrinatura d’ira – più che di dolore – nel timbro tenorile, nell’accento apòlide: una malattia rabbiosa gli aveva portato via un amico da un giorno all’altro, nemmeno il tempo di dire ma e mi.

Che poi, quante gambe hanno gli amici, non importa granchè. Questo è un pensiero per lui.

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4 commenti

  1. fabrizio scarpato scrive:

    Ti sia lieve la terra , Dinò. Adieu.

  2. leo scrive:

    Quello che sembrava più forte ha ceduto. Senza soffrire, seddiovole.

  3. Giancarlo Maffi scrive:

    Leggo solo ora. Ti ringrazio per la sensibilità e per le belle parole. Grazie anche a leo e Fabrizio . Loro dino’ l’hanno conosciuto e sanno che era speciale. Non mi ha nemmeno lasciato il tempo di prendere la piu’ dolorosa delle decisioni. Se ne e’ andato da solo con un gesto di grande compassione verso di me…

  4. Bravo Stefano
    Bellissimo gesto d’animo

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