Vinix Live! | Issue #9, a Ozzano Taro da Monte delle Vigne

 

Filippo Ronco lo conosciamo: non sta mai fermo. Ha questo gusto romantico-passatistaper la “festa”, e gli vogliamo bene per quello: non ostante la “festa” sia quanto di più abominevole la mente umana possa ideare per socializzare. Eppure questi convegni amorosi attorno al vino e al cibo eccetera hanno acquistato nel corso del tempo uno spessore vieppiù acchiappante, tanto che vale la pena di prendere l’auto e di pagare il (modesto) balzello per il bicchiere da degustazione. Poi te lo porti a casa, se non te lo dimentichi di quà e di là o lo infrangi sulla spiaggia delle speranze perdute. E compri anche quello che c’è al famoso “prezzo sorgente”. Che vuol dire compri bene, a spiegarlo diventiamo tutti vecchi con la barba.

Non dirò nulla della filosofia di Vinix Live!: dice già tutto  il titolare. Una roba a mezza vigogna tra il Festival de l’Unità e una piccola campionaria: un bel pò di gente con lo stesso interesse e gli stessi interessi; discussioni; assaggi; musica; acquisti convenienti.

Questa volta toccava a Monte delle Vigne, sei sessanta ettari dalle parti di Ozzano Taro distesi su colline che paiono disegnate con un pennello morbido. Meraviglia di cantina – per architettura e per tennologia – e meraviglia di pomeriggio, con persone vecchie-nuove con cui scambiare idee.

Primo naso nei bicchieri di casa: folta schiera di etichette di schietta estrazione della provincia di parma: Malvasia di Candia, secca e dolce; un Sauvignon, un curioso Barbera Rosè, tutti spumatizzati in autoclave, a cercare l’agilità di bevuta e la freschezza di sorso.

Traumatico l’impatto con il Caseifizio Gennari: il suo Oro Nero da latte di Parmigiano Reggiano stagionato sei mesi rivaluta la tradizione del grana “da pasteggio”, quasi perduta. Ma il vero colpo di fulmine è per gli iperstagionati, a 48, 60, 72, 90 e 100 mesi. Pepite, provare per credere.

La Ferghettina convince con il suo Satèn millesimato 2007, freschissimo di menta e di erbaggi, salato e largo, quasi freddo sul finale. Più ordinario il Franciaciorta DOCG Brut, tanto gentile da sembrare più un Extra Dry, vivace ma un po’ timido .

Terremoti? Questa volta è toccato alle interpretazioni del Groppello de La Basia, piccola azienda del Garda Bresciano: il suo Martì è pieno e generoso, sulla base di un naso fermo e asciutto ma generoso, una versione vincente del Garda Classico Superiore; molto buono anche il Groppello DOC, con il suo naso verde e tutta la spezia esposta. Sorso che ricorda il frutto e seconda parte amara. Sorpresona in fine di serata, un sorso di Chiaretto tra i più espressivi.

Commoventi i vini di Langa marcati Bocchino: il giovine Nebbiolo in purezza di Roccabella ha questo naso etereo, graziato di smalti e affumicature. Assaggio incisivo, con poderosi tannini assai legati e forti, ma lunghi. Ancora più comunicativo il Suo di Giacomo, un Langhe che esprime le frutta secche, noci e nocciuole. Il Barbera al 30% conferisce forza al sorso che si mantiene pur elegante, fine e polputo. Tannini da per tutto, ma non aggressivi. Piccola goccia dolce sul finale.

Ma il capolavoro della giornata resta il barolo, presentato millesimo 2005: profondo, complesso senza perdere una virgola di motilità; commovente il colore, seduzione pura al naso; gran forza nel sorso, vibrante;  un bicchiere bellissimo.

Va detta una parola sull’Antica Ardenga e i suoi preziosi salumi: un culatello incredibilmente morbido, una pancetta incredibilmente profumata, una spalla cruda incredibilmente sana.

Bicchiere di chiusura, il Fiano dell’Azienda Agricola Carbone, una rivincita bianchista in terra di rossi che a mio avviso tocca vertici di espressività di raro incontro.

Poi ci sarà Vinix Live! Issue #10, ma questa è un’altra storia.

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6 commenti

  1. M.Grazia scrive:

    Buonissimo il groppello di La Basia, e trovo invece vincente il Predefitte, di Rebo e Marzemino: salato e pieno, dall’ equilibrio pulito. Meno convincente, quasi ridotto, il Superiore. A fine serata un sorso di Chiaretto? Ma com’è che il giovane titolare mi disse di non averlo portato? Certe cose succedono solo al Vate..
    MG

    • Sara Carbone scrive:

      Pensa che avevo La Basia di fianco a me, ci siamo scambiati assaggi e commenti sui vini, ma il chiaretto è sbucato,e solo per un attimo, alla presenza del Vate.
      Poi dissolto nel nulla.
      Ci si potrà rifare a Terroir vino :)

    • Giacomo Tincani scrive:

      In effetti, cercherò di chiarire. Sono spiacente verso M.Grazia per l’assaggio mancato. In effetti una bottiglia di Chiaretto, custodita nel retrobottega, c’era! Ed è stata condivisa “di qua dal banco”. Per una volta, abbiamo provato a proporre invece “di là” soltanto i nostri vini rossi, ed in fondo mi fa piacere che per una volta, anche nei vostri commenti, Groppello e compagnia siano stati protagonisti! Sicuramente non mancherà il Chiaretto a Terroir Vino, né ad Italia in Rosa. Spero di incontrarvi nuovamente lì.

      • Sara Carbone scrive:

        Giacomo una bottiglia di Martì è stata immediatamente aperta e apprezzata domenica durante barbecue con amici.
        Per il chiaretto si scherzava con il CAf, come sai ho avuto modo di assaggiare la bottiglia clandestina, ma ero in posizione privilegiata.
        E ora aspettiamo Terroir vino per un ripasso ;)

        • Giacomo Tincani scrive:

          Ciao Sara, che piacere averti incontrata! Certamente Terroir vino sarà l’occasione buona per scambiare di nuovo qualche parola e qualche esperienza; così spero. Intanto aspetto anche io la compagnia giusta per aprire una delle tue bottiglie! A presto!

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