Il Sabato del Villaggio | Lista: sostantivo femminile.

 

Arrivano a bordo della vettura di un certo livello: quattro cerchietti sulla calandra sfavillano nelle luci della notte, come costellazioni sintetiche. Lui torce il fiero collo tutt’attorno, poi parcheggia sghembo, una ruota sul basso marciapiede. Scende, con il suo abito nero su paricollo nero, figura piuttosto slanciata. Fa sport: probabilmente squash, più raramente, curling. Lo distingui a fatica, nero sullo sfondo nero della vernice opalescente.

Lei si disarciona dalla vettura, arrotando ginocchia e polpacci nella gonna corta, troppo corta per scendera impunemente dal sedile di pelle con linea di cintura bassa. Poi si divincola, s’inerpica sui tacchi, si muove non senza una grazia efferata, consapevole.

Camminano non troppo vicini ma abbastanza verso il locale dove hanno riservato un tavolo, parlano di cose futili come si fa al primo appuntamento. Lui, della riunione di oggi, in cui è emerso il suo carattere volitivo, la mente brillante e l’indubbia leadership. Lei, guardandolo di sotto i tendoni di ciglia, annuisce, con sorrisi intermittenti, rinunciando alla luce del riflettore con consumata sapienza di femmina.

Declamano il nome finto che hanno lasciato al momento della prenotazione. Il Maitre li accompagna al loro tavolo, prendendosi cura dei loro soprabiti. Porge loro la Minuta delle Vivande, e dopo solo un istante di attesa, lo spesso volume che contiene la lista dei vini. Guarda con evidente intezione il maschio di essere umano poi resta con il gesto ibernato a metà strada, gli occhi incollati alla mano di lei tesa verso il tomo.

La signora vuole scegliere un vino, dice il Maitre con una curiosa tonalità di contralto, e se ne va porgendo le terga orgogliose.

In questo racconto c’è solo una cosa di pura invenzione, tutto il resto è succo di verità. Qual è?

NdA: L’idea è nata ascoltando una generosa performance di Fiammetta Fadda, alla presentazione del Cucchiaio d’Argento 2011, martedì sera a Milano.

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8 commenti

  1. giancarlo maffi scrive:

    di sommelieres donne se ne vedono sempre più, per fortuna. aprono bottiglie con decisione, annusano con delicatezza e servono con grazia.
    più rare le “commensali” ( cit.) che consultano e decidono cosa prendere. è un gesto che mi eccita da sempre. quando lo fanno sanno cosa cercano e cosa vogliono e la femminilità deriva in un gioco leggermente ormonale. la mia attuale compagna di vino ne sa più di me. praticamente fa finta di lasciar scegliere me, ma guida lei. e questo gioco mi piace.

    a proposito, non sono io l’uomo del racconto. ho l’auto con i quattro cerchi, quella si, ma non uscirei mai da alcuna riunione di lavoro. lupo solitario. rendo conto solo a maffi due, che è peggio di qualunque direttore squalo, magari amministrativo :-)

  2. claudia donegaglia scrive:

    Buongiorno a tutti,
    Trovo più scandaloso che il Maitre dia per scontato che la lista dei vini debba cadere nelle mani del commensale uomo.
    claudia

    • giancarlo maffi scrive:

      io avrei delle risposte piccate ma non vorrei scadere al suo livello, che è quello di un femminismo non illuminato :-)

      mi piace pensare che il maitre di cui sopra, per via delle ” terga orgogliose” per non parlare della ” tonalità da contralto”, sia semplicemente gaio e preferisca disquisire con l’uomo dal “fiero collo”

    • Monica scrive:

      Sei tu ad essere scandalosa: non ti smentisci proprio mai!!!

  3. tartetatin scrive:

    …la scelta dell’auto è magistrale .-)..Ma il curling non è sport da neve che mal si combina nella bassaegrassa emilia?o romagna?

  4. M.Grazia scrive:

    Nome finto all’ atto della prenotazione? Sono due critici gastronomici…

  5. Daniele scrive:

    Per me l’unica cosa inventata è la foto.

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