di Fabio D'Uffizi

L’Alguer, Alghero, è un pezzo di Catalunya immersa nel corallo. Aggrappata all’Isola per caso e per la volontà trecentesca di Pedro IV d’Aragona, si allunga su uno dei tratti più struggenti della costa sarda. Bastioni e cannoni, barrios di pietra ingiallita, spiagge e rocce, maestrale e grotte, pescatori di corallo dai polmoni leggendari, profondità misteriose e secche pericolose, mare e terra.
Perché l’Alguer non è solo la storia di una enclave che si arrocca nella sua fortezza linguistica consolandosi con il turchese dell’incanto salato e con il profilo di Capo Caccia a segnare le giornate, è anche uno straordinario territorio alle spalle…
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![DOC Lambrusco di Sorbara “Radice” – Paltrinieri 2010 [8.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/radice-paltrinieri-2010-733x550.jpg)
Rosa, salato, acido, amaro.
Il Radice è Sorbara in purezza, rifermentato in bottiglia mettendo in campo le mille sapienze di una famiglia di vignaiuoli da generazioni. L’uva, selezionatissima, è quella del “Cristo”, una parcella accatastata da quelle parti.
Ancora più chiaro di quanto t’aspetti, più leggero di tanti rosè contemporanei: più teso al salmone e al rame che al rosato fluorescente. La spuma è pallidissima, bianca. Svelta ed evanescente, si ritira in una corona fissa, lasciando un piccola e puntuta risorgiva.
Il naso è tipicissimo, diresti: epigrammatico. La fragolina di bosco in perfette condizioni di maturazione, e molto dopo un…
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![AOC Bourgogne Pinot Noir Hautes-Cotes de Beaune – Rodolphe Demougeot 2008 [7.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/bourgogne-hautes-cotes-de-beaube-demougeot-2008-733x550.jpg)
Prevale la caratteristica finezza scarlatto rosata del Pinot Noir, leggera e tirata come lampi rubino. Leggera anche la materia, gentile e quasi leggiadra a ritirarsi sul vetro per questo Hautes-Cotes biodinamico, non filtrato e lavorato con tecniche antiche: si parla del cavallo in vigna.
Elegante e severo allo stesso tempo, l’impatto dei profumi è generosamente sorretto da una vena alcoolica decisa: il legno è sottile e composto, il frutto è maturo, il finale risulta anche più educato, con un lievissimo accenno silvano. Magari appena indecisa la sensazione di profondità, e non molto complessa.
Altrettanto prudente l’attacco, che poi rivela un sorso vivace:…
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![Ad Maiora, Milano [6.8]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/ad-majora-800x600-22-733x550.jpg)
La Mitologia della Fuga attraversa le generazioni come una fascinazione trasversale, irresistibile come le cose irraggiungibili. Miliardi di giovini e meno giovini si sono lasciati coinvolgere dal sogno di mollare qui di ricominciare altrove, costuendosi una propria visione dell’altrove: un altro luogo, un altro compagno, un’altra vita. Un altro mestiere.
La Fuga vista come clamorosa wayout, più o meno spettacolare, da una condizione attuale non più desiderabile di gabbia più o meno dorata: abbiamo visto la fuga a Goa, la fuga a Bali, la fuga a Cuba, la fuga d’amore, la fuga dalla catena di montaggio; la fuga lisergica, la fuga ideologica. Insomma, l’idea…
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Se dovessi scegliere un piatto di pesce da proporre ai bimbi, ecco la frittura d’anelli. È facile ripescare nei fiordi della memoria quei piattoni di frittura mista, ma senza gamberi! che ci ammannivano da piccoli nei ristoranti di pesce della Versilia e della Riviera. Allora credevamo ancora che per mangiare gli spaghetti alle vongole ci volesse la patente, e che gli anelli nuotassero nel mare così, anellici e bianchi.
Ma è una cicatrice di non poco conto: anche oggi quando penso ad una nuotata lussuriosa in una tavola ittica, non riesco a divincolarmi dalla dorata visione della fritturina d’anelli, soda e saporosa, lussuriosa e beata.
Avuti dalla corrompibile Signora…
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