Sollevazioni popolari | Antidizionario Wi Fu – Work In Progress

 

Siamo molti meno della metà di mille, e ce la contiamo tra di noi. Molto più raramente ce la cantiamo, e l’effetto può non essere indimenticabile.

Però una cosa la si è capita: abbiamo bisogno di un nuovo paradigma per parlare di cibo e per raccontare il vino. Alcune parole sono così consunte da sprofondare nel ridicolo qualsiasi racconto; altre suscitano il perculilsmo di qualche noioso esegeta della parola, tra cui in prima fila l’indegno ed avvilito autore della presente.

Gli ambiti nei quali vorrei contribuire al miglioramento della specie sono sostanzialmente tre: cibo, vino, comunicazione.

NB: Questo post diventerà una pagina, e i suggerimenti dei lettori verranno puntualmente vagliati e se approvati, pubblicati.

“Antidizionario dei termini Frusti & Lisi nelle descrizioni di cibarie e vinarie.”

CIBO

Goloso (di una pietanza). Perchè è goloso chi mangia, non chi è mangiato

Giochi di consistenze. Perchè i giochi di consistenze ce le hanno gonfiate.

Verdurine, Insalatine e diminutivi varii. Perchè nessuno ha piacere di mangiare i figli sfortunati delle cose buone.

Iodato. Perchè io lo iodio non l’ho mai assaggiato. Il sale sì.

Succulento. Perchè a nessuno piace stare a tavola con un tizio imbrattato e sozzo.

Nouvelle Cousine. Perchè le cugine lasciamole dove sono.

Lenta cottura / bassa temperatura. Che pare che le fiamme dei fornelli siano improvvisamente fuorilegge.

Destrutturato. Perchè mi prende sempre il panico di non aver pagato l’ICI.

Rivisitato. Perchè a volte una visita basta e avanza.

Tradizione. Perchè è un contenitore per ogni nefandezza.

 

VINO

Spalla Acida. Che sarebbe quella che sta sopra l’ascella traspirante?

Croccante. Perchè nessuno vorrebbe suggere un bastoncino di vino surgelato.

Abbastanza. Perchè ne abbiamo abbastanza.

Vinoso (di un vino). E cosa dovrebbe essere un bicchiere di vino?

Olfazione. Perchè ho paura.

 

COMUNICAZIONE

Evento. Perchè indica indifferentemente una inaugurazione di un salone di bellezza, lo smutandamento di un diciottenne nerboruto o la pubblicazione dell’ultimo libro di poesie indedite di Neruda.

Splendida cornice. Perchè ti fa sentire come i dipinti in gabbia della Scuola per Maghi di Harry Potter.

Con preghiera di pubblicazione. Perchè costa meno.

Monostellato (ma anche Bistellato, Tristellato). Perchè fa accapponare la pelle.

Mandate i vostri contributi, fitti e numerosi!

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12 commenti

  1. Lizzy scrive:

    Ok. Smetto di ridere e ci penso. Dammi tempo.

    L.

  2. angelodimambro scrive:

    A proposito di “comunicazione”: a volte la preghiera è di “cortese pubblicazione”. ma una pubblicazione può essere “cortese”?
    A proposito di “cibo”: mi è capitato una volta tra le mani un comunicato che parlava di “carismatico” zenzero. Ancora mi domando cosa avessero voluto dire…

  3. Gianfranco Lo Cascio scrive:

    Completo disaccordo su

    Lenta cottura / bassa temperatura. Che pare che le fiamme dei fornelli siano improvvisamente fuorilegge.

    E’ una tecnica inflazionata ma di importanza sconvolgente, soprattutto per le carni.

    Per la sezione Cibo suggerisco:

    Tutta la rava e la fava del «territorio» perché davvero non capisco il motivo per cui un siciliano dovrebbe rifiutarsi di usare il Parmigiano così un torinese (wonnabì) come me dovrebbe mangiare solo Riso e non pasta di Gragnano. Se il territorio merita, bene. Altrimenti si fotta.

    Km zero Come sopra, esistono millemila prodotti di eccellenza imbarazzante prodotti nelle terre di mezzo. Perché dovremmo privarcene? Siamo contentissimi dei nostri vini e dei nostri formaggi che vendiamo in tutto il mondo ma arricciamo la bocca a culo di gallina davanti alle arance Californiane.

    Se mi viene in mente altro ritorno.
    Lunga vita al Vate.

    • Albe scrive:

      Un conto è una terminologia inappropriata, o che “infastidisce”.
      Tutt’altro è uno stile di vita che aiuterebbe, e molto, il nostro pianeta.

  4. thebigfood scrive:

    Perchè una gara tra cuochetti deve essere chiamata “contest”?

  5. Davide Cocco scrive:

    Prestigioso. Che è trasversale e lo puoi mettere nella categoria che più ti aggrada.
    C’è poi, fra le trattorie, ma non solo, l’utilizzo smodato di “antica” o “premiata”. Che mi interessa più il vostro presente che il vostro passato.
    In quel di. O in quel dì?

    Sani.davide

  6. Lizzy scrive:

    Chef. E chiamatelo cuoco, per la miseria, non è mica un insulto. Macchè: quello del ristorante stellato (altro termine da bandire: d’accordo la sintesi, ma la stampa non è Twitter) è sempre uno chef, quello della trattoria da camionisti o della mensa scolastica, un cuoco.

    L.

  7. jpjpjp scrive:

    terminologia che ricorre una recensione sì e l’altra pure:

    un piatto divertente
    un piatto commovente
    cottura millimetrica

    .

    • mi sono sentito preso in causa (diceva la venditrice televisiva degli attrezzi ginnici per il dimagrimento) ed ho controllato.

      1. divertente: l’ho usato una volta sola, ma per descrivere il titolo di un piatto.
      2. commovente ahimè, l’ho usato spesso: ho perso il conto. Ma sopra tutto per descrivere il conto, o un vino. Per i piatti ho visto, solo 4 volte.
      3. cottura millimetrica è andato due volte, che su 400 significa 0,5%. Spero di salvarmi dal rogo.

  8. giulia marruccelli scrive:

    e dove la mettiamo la salivazione a mille?

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