
Dev’essere la stazione di Porta Genova. O forse l’aria. O forse un influsso magnetico dal sottosuolo. O la congiuntura. Com’è come non è, da quelle parti è più facile finire perplessi, ecco.
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di Chiara Giovoni

Ho davanti il Cataratto di “Nino” Barraco e penso ad una versione vinicola della storia del genio nella bottiglia: il genio che per magia si trasforma in materia evanescente e viene racchiuso inosservato e silenzioso in una bottiglia sperduta, finché un fortunato non la stappa e il genio materializzandosi nuovamente si offre per esaudire i suoi desideri. Stappando la bottiglia di Cataratto 2009 esce un uragano targato Marsala, con la potenza e il calore dello scirocco siciliano che asciuga la terra e la pelle in agosto. Il genio racchiuso nella bottiglia esce portando con sé i profumi dell’estremo ovest, dove domina il...
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![IGT Salento Negroamaro – Cantele 2009 [7.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/images-080-800x600-733x550.jpg)
Càntele: l’accento è sulla “a”. Negroamaro: impariamo che significa nero-nero, dal latino niger e dal greco mavros (mαύρος). Niente amarezza, dunque stornando quella prossimità che ti resta facilmente nell’idea. In effetti è nero: oscuro nel rubino, sanguinoso nel cuore, porpora nei brillanti riflessi sul bordo. Materia sottile ma tenace, aggrappata al vetro. Anche il naso è scuro: saggio d’ombre di cantina: la batteria delle frutta rosse è cesellata da una spezia fine e puntuta, diritta, per una sensazione schiettamente maschia. Le ombre umide ricordano la sabbia di fiume, sempre pronte ad...
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![La Parlèta, Canali RE [5.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-parlèta-800x600-3-733x550.jpg)
Avessi oggi un genietto della lampada a mia disposizione con i tre famosi desideri enogastronomici a disposizione, non avrei esitazione nel chiedere: 1) di cenare al Noma di Renè Redzepi; 2) di bere una bottiglia di Latour ’61; 3) una guida affidabile delle trattorie in cui sfamarsi con trenta denari senza rischiare l’avvelenamento. E non necessariamente nell’ordine cardinale descritto. Perché non puoi – nemmeno avendo il chilometrico portafoglio necessario – permetterti ogni giorno la miglior cucina e la miglior cantina: dovresti lavorare almeno un giorno su due come taglialegna nelle foreste di...
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di Fabio D Uffizi

Sono sardo. Così, prima o poi, la devi fare quella scelta: restare o andare via. Io sono andato via, sono venuto in continente. Ma pezzi d’Isola non li ho mai lasciati, li porto con me. L’amore per il vino, per la terra, per la schiettezza. L’amore per il Vermentino. Vitigno difficile, scorbutico, da trattare con rispetto, in vigna e in cantina. Sole, terra spaccata, roccia, sale, macchia. Questo è il suo territorio. Che poi, sull’Isola, ci sono due racconti diversi di Vermentino. Uno si ascolta in sa Limba, la lingua, il Sardo, l’altro lo puoi comprendere solo se conosci il Gallurese, che è altra...
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