Nespresso | Risponde Marco Zancolò, Direttore Generale Nespresso Italiana.

 

Qualche giorno fa ho scritto e pubblicato un post genuflesso di fronte ai mirabilia di Nespresso: dalla classe di John Malkovich ai pettorali dei magazzinieri delle Boutique Nespresso. Molti commentatori hanno espresso dubbi, incertezze e perplessità: il vostro Carneade qui ha scritto all’azienda chiedendo di poter intervistare “qualcuno”: si è messo a disposizione l’ing. Marco Zancolò, Direttore Generale. Lo ringraziamo per la disponibilità.


1.La prima obiezione al progetto Nespresso è la sostenibilità ambientale: la scelta dell’alluminio per produrre le capsule comporta – si dice – costi energetici elevati, che invece con l’uso di caffè in grani sarebbe zero.

La scelta dell’alluminio come materiale di packaging è dovuta alle sue notevoli proprietà, importanti per conferire il livello più alto di qualità al nostro caffè. Garantisce infatti un’ottima protezione dalla luce, dai raggi ultravioletti, dal vapore acqueo, dai grassi e dagli oli, dall’ossigeno e dai microrganismi. L’alluminio è igienico, non tossico e non interferisce nell’aroma e nel gusto del caffè.
L’alluminio gioca quindi un ruolo fondamentale nel mantenimento della freschezza e dell’intensità dell’aroma del caffè, proteggendolo da influenze esterne e garantendo così la migliore qualità possibile.
L’alluminio è inoltre di gran lunga il metallo da imballaggio più leggero che c’è. Questo riduce l’uso delle materie prime, di energia e minimizza l’impatto ambientale dovuto al trasporto.

2.Ancora sull’ambiente, si sottolinea la gran mole di rifiuti procurati. Sul sito Nespresso è spiegata la politica di riciclo delle capsule, ma in pratica quali soluzioni plausibili propone l’azienda? L’apertura, svuotamento e lavaggio delle capsule esauste per la raccolta differenziata è un impegno per consumatori molto, molto motivati…

Nespresso ha avviato con successo un progetto di riciclo delle proprie capsule già in diversi Paesi Europei , avviando una raccolta dedicata delle capsule Nespresso che porta al completo riciclo sia dell’alluminio che del caffè contenuto nelle capsule. Le capsule possono essere gettate in appositi contenitori nelle boutique Nespresso e in molti altri punti di raccolta sparsi sul territorio.
In Italia stiamo lavorando e siamo vicini ad una soluzione sul riciclo delle capsule che superi alcuni vincoli legislativi. Contiamo di poter proporre a breve la soluzione per il riciclo delle capsule anche al mercato italiano.
L’obiettivo di Nespresso per il 2013 è aumentare la propria capacità di riciclo fino al 75%.

3.Dal punto di vista commerciale, da più parti si critica la politica eccessivamente “captive” delle forniture: una volta acquistata la macchina ci si può in pratica rifornire solo di prodotti Nespresso acquistati dalla distribuzione Nespresso, perdendo la libertà e la varietà delle miscele di caffè in grani. È cosi’?

Non si tratta di una politica “captive” delle forniture, ma dell’esigenza di Nespresso di garantire al consumatore un caffè di qualità superiore. Questo è possibile solo grazie al Sistema Nespresso, caratterizzato da un insieme integrato di macchine di design, un’ampia gamma di caffè della più alta qualità e un esclusivo servizio al cliente. Questi 3 pilastri dell’eccellenza, legati indissolubilmente l’uno all’altro, lavorano in sinergia per garantire al consumatore un caffè sempre perfetto. Per quanto riguarda la varietà delle miscele, Nespresso offre ben 16 diversi Grand Cru, oltre a due Limited Edition all’anno, distribuite in primavera e in autunno: una gamma ricca con sfumature aromatiche uniche tra cui scegliere con estrema libertà.

4.Da quello che si legge – di nuovo – sul sito, la distribuzione Nespresso è totalmente integrata, e non prevede né partner né franchisee. Si contesta l’atteggiamento “monopolistico” di questa scelta, cosa risponde l’azienda?

Nespresso ha puntato molto sul rapporto diretto con il cliente ed è per questo che il nostro canale distributivo non prevede né partner né franchisee: le nostre capsule si possono acquistare solo nelle Boutique e Boutique-in-Shop Nespresso oppure ordinandole telefonicamente o via internet. L’uso esclusivo di un nostro canale distributivo è dovuto alla volontà di mantenere una qualità costante nel servizio al cliente, offrendo consulenza nella scelta delle varietà di Grand Cru o della macchina più adatta alle proprie esigenze.

5.Sulle politiche di approvvigionamento, molti affermano che sono lontane dall’idea di un rapporto “equo e solidale”con i produttori più deboli contrattualmente. Come e dove si rifornisce Nespresso?

Nespresso ha avviato nel 2003 un progetto chiamato AAA Sustainable Quality in collaborazione e con la certificazione di Rainforest Alliance. L’obiettivo di questo programma è di supportare i coltivatori di caffè nel raggiungere i più alti standard di qualità, aiutando così sia Nespresso a raggiungere la sua missione di distribuire il suo caffè di altissima qualità, sia i coltivatori e le loro famiglie a migliorare il proprio tenore di vita.
Questo progetto di Nespresso si distingue per l’aggiunta della dimensione della qualità ai classici principi di sostenibilità (economico, sociale ed ambientale) intorno al caffè.
L’obiettivo di Nespresso per il 2013 è l’approvvigionamento dell’80% del proprio caffè attraverso il programma AAA Sustainable Quality certificato da Rainforest Alliance.

6.Dal mio personale punto di vista Nespresso è un’iniziativa aziendale di miracolosa perfezione. Come sta andando? Posso avere qualche numero?

Grazie per l’apprezzamento, in effetti i risultati di Nespresso sono stati eccellenti negli ultimi anni e a partire dal 2000 il tasso di crescita si è mantenuto sempre superiore al 30%. Purtroppo non possiamo ancora rilasciare i dati relativi al 2010, ma nel 2009 abbiamo raggiunto un volume d’affari globale di 2.77 miliardi di CHF, con un incremento delle vendite superiore al 22%. Nel 2010, prevediamo di confermare una crescita a doppia cifra e raggiungere il traguardo dei 3 miliardi di CHF.

7.Ultima domanda, per rispondere a qualche insinuazione: cosa c’è dentro le capsule?

C’è soltanto caffè!

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12 commenti

  1. Albe scrive:

    Oserei dire che alla prima domanda non è stata proprio posta risposta.
    E’ sempre e solo un problema di qualità e mai di ambiente.

  2. leo scrive:

    Caf, ormai niente ti è precluso.

    Prossima tappa una recensione del Palace di Frankfurt da parte del premier…

  3. Dan Lerner scrive:

    Devo concordare con Albe: la prima risposta, dottor Zancolò, è una non-risposta, spiega il perchè ma non l’impatto di una scelta, che senz’altro l’azienda ha analizzato e di cui conosce numeri, valori e alternative. Apprezzerei un intervento più articolato e meno in stile “comunicato stampa”, dal momento che avete accettato -scelta di per sè encomiabile- un confronto su di un mezzo tipicamente interattivo.

    A questa fa il paio la risposta alla seconda domanda, che io leggo così: in Italia non stiamo ancora facendo nulla, ma speriamo di fare una furbata non prima di un paio d’anni. Siamo seri, dottor Zancolò, se già nel nostro paese la raccolta di pile esauste e di medicinali scaduti in appositi contenitori presso i punti vendita fatica a decollare, voi immaginate la vostra clientela raccogliere e conservare anche per mesi le capsule usate in casa in attesa di recarsi in Boutique per il riacquisto?

    Ciò che lei ha inviato in risposta alle domande di Stefano Caffarri lo ritrovo -parola per parola- sul vostro sito “ecolaboration” cui rimanda il sito-madre Nespresso.it. Nuovamente, ritengo che il mezzo di comunicazione richieda sforzi più diretti.

    Non voglio occupare maggior spazio, e sarò lieto di interloquire con lei, se lo vorrà, anche in merito ad alcune altre affermazioni.

    Solo un’ultima domanda: non trovo nel sito italiano nè in quello .com (ho cercato sia nel Media Centre che in About Us) alcun cenno alla vostra CSR Policy nè riguardo all’eventuale adozione di un Codice Etico, di cui sempre più Public Companies si sono dotate.
    Sa per favore indicarmi una fonte accessibile?

    • giancarlo maffi scrive:

      io le mie viola le ho regalate a una famiglia di tifosi della fiorentina. le hanno messe sull’albero di natale.

    • Albe scrive:

      Assolutamente d’accordo con lei.

      Capisco che Stefano non sia giornalista d’inchiesta, capisco che già aver posto queste domande alla nespresso fosse gesto in qualche modo non necessario, d’altronde lui è quello felice di possedere la loro macchina del caffè, siamo noi gli scontenti.
      Capisco anche che quelli della nespresso sian stati gentile già sufficientemente gentili a rispondergli, o quantomeno a fingere di farlo copincollando risposte già pronte.
      Però un po’ di amaro in bocca nel costatare che si è persa la chance di porre delle domande più urticanti, di cercare di mettere seriamente in difficoltà l’iterlocutore.
      Perchè onestamente questo mi sembra solo un bello spot alla nespresso.

  4. delmo scrive:

    ma vorrei capire perchè tutte ste pulci alla nespresso… non è che le ditte che commercializzano semplice caffè in polvere siano innocenti a prescindere.

    • Dan Lerner scrive:

      Certo che no: nè innocenti a prescindere nè tantomeno colpevoli. Nespresso in quanto innovatore e leader di mercato si espone maggiormente alle curiosità ed alle domande del pubblico, tanto lodevolmente da accettare questo confronto pubblico.
      Con tutto il rispetto per una azienda industriale che si pone come obiettivo quello di massimizzare la propria quota di mercato e con essa i propri profitti, il come ciò venga perseguito, anche dal punto di vista etico, non è cosa per me indifferente.

  5. mauro_zz scrive:

    a me mi piace, e non pone problemi diversi dal riciclo di altri prodotti

    paese che vai cultura che trovi, tanto per cambiare

    la mia cicetti e’ drogata di nespresso e potrebbe riciclare anche i suoi capelli se le fosse richiesto, non e’ “colpa” di nespresso se usa l’alluminio, e’ “colpa” nostra se non ricicliamo

    • Antonio Vergine scrive:

      Assolutamente d’accordo: finiamola con il dare la colpa sempre alle aziende. Riciclare l’alluminio togliendo il caffè è possibile. Nessuno ce lo impedisce. Se non lo facciamo è solo colpa nostra. Poi mi sembra lecito chiedere soluzioni migliori, ma solo se anche noi siamo disposti a fare la nostra parte.

  6. gino scrive:

    la migliore risposta ai saccenti e e quella pubblicata da questo blogger che ha semplicemente chiamato Nespresso e ha avuto le indicazioni su come raccogliere le capsule usate. prima i parlare informarsi. http://www.lorenzolazzeri.it/2011/09/20/riciclare-le-capsule-nespresso-si-puo/

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