Parliamo di tutto, e parliamo di niente: disastri sepolti

 

La foto si riferisce al litorale de “Le Saline”, non troppo distante da Stintino sul Golfo dell’Asinara.

Cercavo di documentarmi sulla situazione di un certo locale di Porto Torres,a proposito del quale avevo avuto parole severe. Il pezzo aveva raccolto le ire di qualche lettore sardo, che mi aveva accusato di essere “insopportabile” oltre alle solite considerazioni che ci tocca di leggere ogni volta che si esprime un parere critico.

Nell’approfondire l’argomento ho scoperto un disastro sottaciuto: sul futuro del locale si addensano nere nubi, a quanto è dato di sapere, anche a causa dell’emergenza in corso:  l’area di litorale di Platamona è infatti stata investita da una terrificante marea nera d’olio combustibile che oltre a imbrattare la spiaggia di quello che noi bagnanti chiamiamo “catrame” ha anche devastato l’economia della pesca di una parte importante del golfo dell’Asinara. Una coltre nera avvolta nel silenzio.

Non annoierò il lettore ripetendo notizie riportate da altri e meglio. Ma una considerazione la vorrei fare, probabilmente buon ultimo. Lo stabilimento E.On grida vendetta al cospetto di Giove, piazzato lì in quella posizione. Da una qualsiasi delle spiagge del litorale le attrezzature, le infrastrutture e le brutture dell’impianto fanno capolino in modo immanente, soprattuto dal versante est della penisola di Stintino. Un vero delitto continuare ad utilizzarlo – l’olio combustibile serve per impianti obsoleti – un crimine prendersi il rischio di disastri come questo.

Cosa ha che fare tutto questo con la piccola querelle dell’Ittiturismo? Non sono un giornalista, non faccio inchieste, e non è il mio compito scrivere sentenze: ma qualche riflessione in merito, ognuno di noi se la può fare.

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un commento

  1. fabio_duff scrive:

    grazie Stefano ed il fatto che tu non sia buon ultimo, ma primo tra i pochi “continentali” a scriverne fa riflettere, se possibile, ancor di più.

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