Maialismi | La Mariola reloaded

 

E dunque com’è finita la tenzone con il temibile insaccato natalizio?

Per la verità Fulvia Legnazzi, chef de L’Oca Ciuca di Vigevano, mi ha subito strapazzato su fazzabù: non basta la notte sott’acqua per restituire l’umidità e la morbidezza al colossale panozzo, ma occorreva farla bollire con vino bianco, carota e sedano aggiunti all’acqua, per quattro ore. La cosa ha un senso in effetti, se ci pensi:  aromi e secchezza del vino.

Io mi sono limitato alle ore di bollenza: e il mostro ha dato comunque il meglio di sè. Rosa, vellutato, morbido, saporito dei sui sapori, deciso eppure suadente, la Mariola è davvero un’evenienza rara: non solo per i budellivori, anche per chi non ha particolari predilezioni per il genere.

Provato con majonese fatta in casa e non va bene, è troppo-su-troppo; con la salsa verde tradizionale reggiana – senza uovo – è una favola da raccontare.

Naturalmente, lambrusco come se piovesse.

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un commento

  1. armarobi scrive:

    Ne sei uscito vivo. Bene
    Anche il 2011 sara` interessante, dunque.
    Auguri!!

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