Appunti Dilùce | Venghino Siòri, Sempre Si Vince

 

Appunti Dilùce | Venghino Siòri, Sempre Si Vince

Racchiusi in un fotogramma: tutto ciò che l’Uomo Prefabbricato può desiderare. Basta togliere le lucine, il vetro e l’acciaio e resterà il semplice, profondo anelito del nulla….


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Maialismi | La Mariola reloaded

 

Maialismi | La Mariola <em>reloaded</em>

E dunque com’è finita la tenzone con il temibile insaccato natalizio?

Per la verità Fulvia Legnazzi, chef de L’Oca Ciuca di Vigevano, mi ha subito strapazzato su fazzabù: non basta la notte sott’acqua per restituire l’umidità e la morbidezza al colossale panozzo, ma occorreva farla bollire con vino bianco, carota e sedano aggiunti all’acqua, per quattro ore. La cosa ha un senso in effetti, se ci pensi:  aromi e secchezza del vino.

Io mi sono limitato alle ore di bollenza: e il mostro ha dato comunque il meglio di sè. Rosa, vellutato, morbido, saporito dei sui sapori, deciso eppure suadente, la Mariola è davvero un’evenienza rara: non solo…


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Natale

 

Natale


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Maialismi | La Mariola

 

Maialismi | La Mariola

Tutti a raccontarsi i menù tradizionali della strega baghega, per la vigilia e la vigilessa. E il Natale e il brodo e il cappone.

In effetti questo insaccato si incontra più facilmente – o quantomento: meno raramente – sotto Natale, in guisa di complemento ai bolliti e ai rosti del giorno di festa. E’ raro perchè difficilissimo da stagionare, e non proprio placido da preparare.

A fare un po’ di archeologia dell’insaccato, questo pezzo ha quattro quarti di nobilità cremonese: è nato infatti – pare -  dalle parti del Polesine quando il Polesine batteva bandiera Cremonese. E’ della famiglia dei cotechini, ma contiene anche una parte …


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DOC Sagrantino di Montefalco Passito – Arnaldo Caprai 1986 [8.5]

 

DOC Sagrantino di Montefalco Passito – Arnaldo Caprai 1986 [8.5]

Più di vent’anni fa ero giusto uscito dal tunnel del Rosatello Ruffino, ma mi piaceva già – e molto – scapiccolarmi su e giù per l’Italia. Appena finito il militare s’era con quattro soldi in tasca, e tutto si misurava: quindi una vacanzina fuori stagione di qualche giorno in Umbria era un autoregalo di un certo pregio. La mia attrazione fatale per le cose buone aveva già attecchito, sottopelle: mancava spesso la materia prima per darle corpo. Quella volta – lo ricordo ancora – una cena alla Fornace di Mastro Giorgio a Gubbio fu un’emergenza sensoriale. La sera dopo, alla Loggia di Narni – che oggi mi pare non esista più –…


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