Nicola Cavallaro | Del moto perpetuo
Hanno svuotato il Naviglio, e l’aria sa di verde paludoso. La porta a vetri secerne una luce fioca, in cui campeggia la figura del cuoco. In mezzo alla figura, un sorriso da pubblicità dei dentifrici.
Cavallaro ha un creatività torrenziale: “faccio trecento piatti all’anno”. E una simpatia sanguigna e contagiosa, seppur altamente selettiva. Puoi affidarti, quando dice “faccio due cosine io”.
Non il solito appetizer.
Non il solito formaggio
Non i soliti chipz.
Oggi abbiamo salsa rossa di rape rosse con gamberi rossi e ancora rape rosse. Una variazione sul tema ton-sur-ton, che gioca dolceacido.
E poi abbiamo pizza-e-crudo.
Questo è scoppiettante: tagliolini di gamberi, chipz di gamberi e scampo, con ketchup di ficodindia.
Il prosciutto di ricciola si giova della scarica elettrica di una salsa alla senape, focòsa.
Ai confini del gusto: un azzardo che cerca equilibri arcani, nell’integrità degli ingredienti. Pasta al’uovo, soda e rugosa, ripiena di burro e alici. Sotto la salsa di cime di rapa, scarola, e un alito di lime. Completamente senza sale, per esplodere sul palato la salagione originale delle alici. Non per tutti, ma per uomini veri.
Pancetta e vongole. Collisione ineluttabile
C’è da dire che Cavallaro è un cuoco che sta allo scherzo. Prova a chiedergli uno spaghetto aglio e olio…
L’idea di riesumare l’anguilla è folgorante. Grigliata, accompagnata ad un carciofo alla giudìa, a prugne stufate e cipollotto all’orientale. Piatto debordante umanità. Chi avrà il coraggio di ordinarlo regalerà sorrisi.
Budino di cocco, gelato di rapa rossa. Oggi è un giorno rosso.
Piccole dolcezze.
Piccole, ma non tanto.
Nicola Cavallaro, cuoco in perpetuo movimento.





















Non aver mai avuto l’occasione di andarci mi fa sentire un po’ stronzo… la qual cosa di mattina alle 09.32 non è un buon indizio per la giornata ! :-)
Ecco il secondo (10.08) ma aggiungerei, nel mio caso, il superlativo, dato che non sono andato in plurimerrimi luoghi: ma questo posto qui ammemmepiace assai. Per divertimento, ricerca, prezzi, chiarezza, colori (tener conto di un piatto di rossi su rossi in mezzo a pareti verdi su verde). Ho qualche attenuante perché l’ho consigliato, figuriamoci (a questo arriva la prosopopea enogastrofanatica alla periferia del mondo).
Io sono stata a cena da lui la prima volta il 26 ottobre 2004, scusa se è poco!!!
Era ristorante AMA.
:-))))
Dani, te sei troppo avanti ! scommetto che prendevi il caffè con Vatel e parlavi di lievito madre con Trimalcione… :-))))
no, erano troppo giovani :-))))
Le foto sono quasi tridimensionali…bellissime!
Ma che bevesti?
Fiano. Di Picariello. Conosci? :)
Ciao.davide
a forza di sentirmi dire che non so fare le foto…
Foto bellerrime anche imho. Soprattutto l’ultima del faccione di Cavallaro.
Merito della macchina.
Ciao.davide
che bell’uomo :)
Nico, carciofi alla giudia a ottobre? che carciofi hai usato?
Trastevere ti aspetta, quando torni?
:-))))
francesi
ma dai? qui si trovano quelli nord africani
quell’aglio e olio me lo ricordo anch’io … slurp
Il telefono di N.C.? Non per prenotare.
:)