McDonald’s | A letto pranzo con il nemico

 

McDonald’s per ogni gurmè è il Grande Satana: chi di noi non ha scagliato almeno una fatwa all’indirizzo del BigMac? Chi non ha vergato parole di fuoco contro la s-cultura del cibo della grande Emme gialla? Chi non ha inneggiato alla libertà-fraternità-ugualità di “Supersize-me”, forse uno dei documenti più intellettualmente equivoci degli ultimi seicento anni? Il vero problema quando si tratta di scrivere di McDonald’s è un’altro: la verità è che parlare male di McDonald’s è banale. E di conseguenza parlarne bene è ineluttabilmente una marchetta.

Consapevole di tutto ciò, quando Paolo Mereghetti mi ha invitato a pranzo al ristorante McDonald’s di Rozzangeles assieme a Marzia dell’ufficio comunicazione e Paola, responsabile dei Menù, avevo una certezza: per un solo milione di dollari avrei detto che il nuovo panino del pagliaccio giallorosso è buonissimo. Se dev’essere marchetta, che sia fatta bene.

Per la verità aggirarsi dietro le quinte del ristorante, dove la crew si agita freneticamente a ritmi che all’ora di pranzo si fanno schiettamente anfetaminici una sicurezza la regala: dal punto di vista igienico-sanitario McDonald’s offre tutte le garanzie possibili. Certo, c’è l’argomento dei contenuti nutrizionali, su cui s’ergono ziggurat di dubbi; c’è la faccenda della standardizzazione del gusto, che è addirittura un obiettivo istituzionale di McD, quando ogni gurmè s’affatica a cercare le sfumature, le differenze, gli infinitesimi valori aggiunti.

Però la macchina nutrimatica sorprende: tutto è programmato, automatizzato, schematizzato. Le ricette, gli stessi richiami dei ragazzi al lavoro sono criptici a tutti tranne loro. Niente è lasciato all’arbitrio (Insalata: 7g, dice un cartello), tutto è previsto.

Del resto il lancio di un nuovo panino dall’idea alla commercializzazione prende quasi un anno: prima la progettazione, poi la scelta degli ingredienti e dei fornitori, poi le varianti, numerose, sottoposte ad un tasting panel di consumatori, poi la scelta ristretta e la decisione finale. Non esiste l’alea: l’amabile, poetica, struggente alea della ricetta ammannita ai commensali, l’estatica attesa della loro espressione: le ricette McDonald’s sono perfette, sempre. Per l’80% della popolazione, che il resto non interessa.

Già, perchè McDonald’s non è una missione umanitaria, è un’azienda. L’azienda, c’è scritto anche sul codice civile, è un’intrapresa con obiettivi di profitto. E in McDonald’s si fanno profitti: li fa l’azienda, li fanno i 130 licenziatari sul territorio nazionale. Sono 13000 i dipendenti diretti e indiretti. Lavoro: a quali condizioni, magari varrebbe la pena di approfondire, visto che il contenimento del costo del personale è uno dei KPI (Key Performance Indicator) della gestione dei Franchisee.

E il Mozzarillo? Paola mi guardava ansiosa, in attesa del verdetto. Okay, è assai meglio (o molto meno peggio) del temibile McItaly 1.0. Però il pane ricorda sempre la spugna greca pescata ieri l’altro, l’insalata ammaccata mi pare un autogol perpetrato con colpevole continuità, e la mozzarella è solo un’idea. Vien fuori la polpetta di carne, la cosa più gustosa del panozzo, e la salsa maionese al pomidoro e basilico, i cui aromi sono ancora largamente identificabili. Paola è di Camerino, e le dico Ahimè, continuerò a preferire pane e ciauscolo.

Ed ora sarò costretto dalla legione di avvocati della grande Emme gialla a restituire il milione di dollari. *Sospira*

Ah, il Mozzarillo fatto apposta per me, nel video testimoniale: non era preparato da Paul Bocuse sotto mentite spoglie. Grazie anche a Sara per comparire nella clip.

Mozzarillo Live

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23 commenti

  1. frank scrive:

    “supersize me…forse uno dei documenti più intellettualmente equivoci degli ultimi seicento anni?”

    In che senso scusa?

    • perchè l’ipotesi e la tesi coincidono. in altri termini l’autore ha un’idea, che il regime alimentare McD è devastante in termini igienico-alimentari, e poi costruisce un documento per dimostrarlo. Ovvio che il risultato (tesi) confermi l’ipotesi.

      Trascura però di ricordare che qualsiasi regime alimentare – ad eccezione forse di quello giainista – protratto monotonamente 3 volte al giorno per 30 giorni ha risultati devastanti: potremmo provare a fer un documentario su un tizio che mangia trenta giorni pizza, gnocco fritto e salame, o polenta taragna.

      A me quello che preoccupa di più è la ricerca ossessiva dell’omologazione del gusto: inevitabilmente quello che deve piacere al maggior numero di persone finisce per avere sempre lo stesso gusto e la stessa immagine, vedi la fogliolina di insalata dalla quale pare che i Food Manager di McD pare non riescano a separarsi…

      • frank scrive:

        Grazie della esauriente spiegazione che trovo di sicuro valida. Ma non ti sembra riduttivo sostenere che di McDonald’s ci deve preoccupare solo la ricerca dell’omologazione del gusto? La scarsa qualità delle materie prime e l’eccesso di grassi/zuccheri nella produzione degli alimenti non ha ripercussioni sulla nostra salute?

        • la qualità delle materie prime, incredibilmente, non è scarsa. E’ la bontà che è scarsa, ma dal punto di vista nutrizionale un BigMac con patatine fritte non è peggio della “svizzera” del macellaio sotto casa. Contiene il 20% di grassi (e puoi giurarci che non ce ne mettono di più) e una parte si disperde con la cottura fatta sulla piastra senza grassi aggiunti.

          E il modello troppi grassi/troppe proteine/troppi zuccheri è sbagliato al McD o a casa nostra: e l’aumentare del fatturato delle insalate dimostra che anche loro lo hanno capito.

          In altri termini: una dieta di quel genere è pessima a prescindere, che sia al McD che sia altrove; un piatto di junk food ogni tanto non ammazza nessuno, perchè il mio amato cotechino con il purè comprato dal macellaro/gioielliere è altrettanto invasivo.

          Il problema dell’omologazione del gusto lo avvertiresti se avessi dei bimbi: si abituano tanto a questo gusto senza sorprese che poi non amamno nient’altro. Questo sì che è grave, perchè, come detto, la dieta solo-junk è devastante.

  2. Ady scrive:

    Senti ma, un domanda, non sarebbe meglio fornire i ragazzi del confezionamento di guanti di lattice?
    Sapere che prendono l’insalata e la mozzarella con le mani…..strano che non siamo previst.
    Allora niente milioni di dollari, sob :(

    • C’è una procedura codificata (ovviamente) per nulla tennologica: ogni ora suona una sirena che chiama la crew a lavarsi le mani con opportune dosi di detergenti.

      Non so perchè non preferiscano i guanti.

      • Fabio Spada scrive:

        Puoi stare sicuro che, come peraltro scrivi, le procedure di sanificazione e pulizia siano impeccabili.
        Nella fattispecie nessun operatore (cuoco, commis…) usa i guanti in cucina, perché dovrebbe farlo chi lavora da Mac.
        I guanti sono obbligatori quando si maneggia il cibo in alternanza ad oggetti estranei alla cucina, ad esempio nei laboratori dove chi prepara fa anche cassa.
        All’interno di un ambiente isolato come una cucina, che differenza farebbe toccare un panino con i guanti e poi con gli stessi guanti aprire la piastra, prendere le scatole di confezionamento, impugnare una pinza….

  3. leo scrive:

    Caf, cosa hai bevuto con quell’ottimo paninozzo ? una Coke d’annata (o dannata ?) annacquata con quell’odioso ghiaccio o quella sottospecie di birra senza schiuma sgorgata alla spina ?

  4. Pierpaolo Bellezza scrive:

    … non dimentichiamo che acquistare un hamburger può avere le sue difficoltà !! .. Ispettore clouseau (S.Martin) docet !!!!

    “http://www.youtube.com/watch?v=iUCDhvbQFmU”

    smile :) !!

  5. Alessandro Marra scrive:

    Deluso… pensavo che in tema d’abbinamenti avresti seguito il consiglio del Corriere: “un bel bicchiere di fiano o di falanghina oppure ancora un bel calice di franciacorta” :-D
    Bel pezzo!
    E poi hai ragione: “parlare male di Mc Donald’s è banale”.

  6. thebigfood scrive:

    Non invidio di certo la Sara del video e gli altri “cucinieri” di McDo.

    Come si fa a lavorare con quel delirio di allarmi e sirene tutto il giorno nelle orecchie?

  7. giancarlo maffi scrive:

    mi piace di questo pezzo . il barcamenarsi difficilissimo fra la cortesia ovvia dovuta a chi gentilmente ( fintatamente ,artatamente… ) ti ha invitato e la verità ovvia e dura : mac d fa schifo ,punto e basta. poi sono d’accordo che dal punto di vista “sanitario” quelli ottemperano a tutte le regole ed anche di piu’. non certo per convinzione ma perchè semplicemente gli “costerebbe” moltissimo proprio in termini economici contravvenirle.
    credo che il punto piu’ centrato e pericolosissimo sia l’accenno alla “drogatura” dei piccoli umani . quello si gravissimo. ci organizzano anche le feste ed ho amici disperati perchè i loro piccoli solo li’ le vogliono fare.

    io pero’ non ho perso la speranza: ieri si è fatta una bella zingarata all’arco antico di savona. fra professionisti veri e appassionati di cibo e alcolici, svettava la presenza del figliolo tredicenne di uno degli appassionati, che a domanda precisa cosi’ ha risposto :” si OGNI TANTO ci vado ( al macd n.d.r.) ma preferisco questo gamberone (crudo) viola di sanremo” . beccati questa mereghe’: con questo non ce l’hai fatta, tu e tutte le forze d’assalto della tua multinazionale :-)

  8. giulia marruccelli scrive:

    niente guanti in lattice ma lavaggio mani ogni ora…. E’ tremendo ma sicuramente più conveniente all’azienda… :-(

    • Ho chiesto ed ottenuto informazioni per meglio lumeggiare la questione. Ecco cosa risponde McD:

      “come normalmente avviene anche nelle cucine di ristoranti “stellati”, i guanti non vengono utilizzati perché, dall’analisi dei rischi, non se ne evince la necessità avendo in essere specifiche procedure igieniche e di manipolazione a garanzia dei prodotti che ne rendono superfluo l’utilizzo.
      [...] adottiamo il lavaggio orario delle mani dello staff segnalato attraverso timer, oltre alla sanificazione di utensili e superfici e il rispetto di scadenze secondarie designate per ciascun prodotto.
      Per altro, l’utilizzo di un guanto risulterebbe comunque inutile dal punto di vista sanitario nel momento in cui una persona toccasse superfici o ingredienti contaminanti (ad esempio toccandosi i capelli, dove nel nostro caso le nostre procedure prevedono il lavaggio immediato delle mani).
      Invece l’utilizzo del guanto è fondamentale nel trattare la carne per evitare rischi di contaminazione crociata, tant’è che è inserito nelle nostre procedure ed utilizzato in tutti nostri ristoranti
      [NdA: al secondo 42 del video]. Questi guanti vengono buttati dopo ogni utilizzo.”

  9. marzia scrive:

    E già! Volete mettere il pane fresco cotto nel forno a legna spalmato con la ‘Nutella delle Marche”, appunto: il mitico ciauscolo (o ciavuscolo)? E poi, avrete sentito no la storia della focaccia di Altamura che ha portato alla chiusura di un McD? Ma per una volta si può fare, dai! Io, per esempio, qalche anno fa mangiai un cartoccio di gamberi fritti niente male in quel di Lucerna nella “settimana cinese” …

  10. [...] per avere un’idea più chiara del nemico giallorosso consiglierei di leggere qui. Nel frattempo io resto dell’idea che si deve sempre e comunque prima provare, poi pallare [...]

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