Il Cormorano, Castelsardo SS [6.0]

 

Il piccolo mi guarda attento, mentre sposto di quà e di là nel piatto il mio antipasto, e con feroce infantilismo mi dice Papà ma perchè fai colazione di notte? Dev’essere che legge nel penziero, perchè anche io mi stavo domandando la stessa cosa. Del resto i bimbi hanno questa crudeltà chirurgica nel dire le cose, che se non stai attento si rovinano amicizie, fidanzamenti, società. Vedono e sparano ad alzo zero, senza passare attraverso alcuna mediazione: questo il commento al mio Croissant Caldo con Mousse all’Arancia e Bottarga

Eppure il patròn del Cormorano Renato Pinna ha una bella presa carismatica, occhio mòtile e sorriso contagioso, mentre si aggira tra i tavoli occupati e fitti assai: pieno anche il “difuori” dove peraltro godi di una spettacolare vista su condominio-con-tornante, per di più in salita: cosicchè gli idrocarburi che ti si presentano all’olfazione non sono – probabilmente – quelli dell’ottimo Bianco Colli del Limbara di Depperu, ma suffimigi di qualche diesel al giusto punto di fumo.

C’è tanto da scegliere nel menù: a partire dalle composizioni di assaggi di antipasti (temibile la denominazione: assaggini misti mare Cormorano), o dei crudi, all’aragosta locale secondo quantità, e potrai farlo illuminato dal cestino di pane immediatamente dimenticato, e dall’ottimo carasau.

Ecco dunque il famoso croissant, che t’immagini come una visionaria rivistazione con chissà quale vertigine creativa: invece è un bel cornetto ripieno di una mousse all’arancio che non sfigurerebbe nel cestino della colazione; dispersa nel piatto una grattatina indolore di bottarga, che anzichè valere da antemurale di dolcezza, si piazza come mesto comprimario nel disarmante progetto. Non che ci sia da suonare la marcia trionfale per la pescatrice del golfo che rivisita la burrida: nome lirico per dei bocconcini affiancati da noci in composizione tutt’affatto bislacca, complice anche la callosa carne del pesce.

Meglio il semplice primo, che fa aggio dell’ottima materia del Golfo dell’Asinara: i lorighittas – una speciale pasta a mano come fusilli prodotta unicamente nel Comune di Morgongiori – con triglie, fiori di zucca e finocchiello. Lindo e minimo, e riuscito: anzi, il più riuscito della serata.

Tra le pietanze, spettacolare il trancio di ricciola di rara chiarezza, appena afflitto da una cottura fin troppo profonda che ne avvilisce un po’ la morbidezza: ma riesce bene la composizione senza l’ombra di un azzardo, risolta da zucchine appena scottate e patate chips, non certo un’apocalisse di creatività. Eccezionale anche il dentice di lenza a tranci, ammorbato da una dadolata di melanzane “al funghetto” e carote croccanti che di croccante non hanno nulla, ma sono semplicemente ammollate e messe lì come precipitate da una padella distratta.

Tenterai anche la strada del dessert, e la buona volontà si infrangerà su una Torta Caprese affiancata da una grigia coulisse di pere.

Il trattamento tra alti e bassi: dalla spumeggiante verve del patron, cento occhi sulla sala anche mentre sta parlando con te, alla marcia con le ridotte innestate del personale. Conto a 55/60, se non ti slanci sull’aragosta; bevi bene, una buona bottiglia tratta da una carta ricca di referenze bianchiste dell’isola, a prezzi adeguati alle ambizioni del locale.

Te ne vai scotendo la testa – come alla fiera delle occasioni perdute – al pensiero di quella cucina tentennante, quella mano tremebonda: che con quel bendiddio che ti regala il golfo…

Ristorante Il Cormorano
Via colombo, 7 07031 – Castelsardo (SS)
Tel 079.470628

Parcheggio: nelle vicinanze, difficoltoso in stagione balneare

web: Il Cormorano

Solo alla carta, per 4 piatti sui 60€

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2 commenti

  1. giancarlo maffi scrive:

    letto alla mia maniera, praticamente un 12/20. proprio una sufficienza e dal testo persino risicata. insomma ,mi par di capire caf, che bisognerà ritarare certe posizioni.

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