Appunti Dilùce | Sardegna dirotta su Alghero
Che poi ti guarda con occhi strabici ed appannati, come un pugilatore groggy.
Poi ti mostra vie che avresti osato sognare, o magari: sognato osare.
E presenta il conto in forma di bivii attorcigliati di domande, larga la foglia stretta è la via, voi dite la vostra.
Che io dico la mia, con tutte le facce di traverso e gli occhi al posto sbagliato.
Sàna le ère di sana vecchiezza, cotta da troppe fiamme di tramonti, e cannonate e fiati di soldati.
Scioccamente pensarla in attesa di torpedoni affollati di turisti, da spolpare come sarde a beccafico con denti taglienti.
Disegnata d’ombre come ali di farfalla, ed altrettanto leggere ed altrettanto effimere. E di certo più evanescenti. Inattingibili.
Scoprirla quasi ascetica, di una spiritualità ribollente e ctonia.
Fitta di contraddizioni, interiezioni, deviazioni, protezioni. Convinzioni e petizioni. Esitazioni: e piccole sedizioni.
Pestando via l’ombra con luci disumane, intermittenti come il cuore di un cormorano.










![IGT Isola dei Nuraghi Cagnulari - Chessa 2008 [7.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cagnulari-chessa-2008-150x150.jpg)





mamma mia Stefano, mamma mia!
*commosso*
Che foto! Che dettagli!
Complimenti da un’amante del dettaglio squisitamente essenziale e da neo-possidente di reflex per le foto.
Mi hai fatto pensare con ogni foto.
Ma sai che io non ho una reflex. Una semplice ed operaia point-and-shoot :)
Grazie Stefano.
Per la confusione che hai creato in me non sapendo quanto le parole si fossero piegate all’immagine o le visioni ad ispirarle.
Per i brividi mutanti sulla pelle.
Applausi.
Riferendomi alle foto (troppo oltre) di Camagna, mi piacerebbe sapere per quanto tempo tu sei riuscito ad aspettare, ad ingannare il tempo, a spazientire che ti stava d’intorno… nella vana attesa che una signora dalla figura slanciata munita di ombrello giallo attraversasse sola e solinga la tua inquadratura senza alcun impallamento estraneo, chessò accanto a quella porta legnosa o su quel muro scrostato, fino eventualmente a sedersi da sola al tavolino più lontano della bella prospettiva. Son cose eh. ;-)
è bastata una passeggiata a ritmo lento-lento, e uno scatto molto veloce.
ma il Maestro mi ha sgridato, ora devo impararmi meglio.
;-)
WOW !