Il Bivio, Livigno SO [s.v.]
Appena giunto in una nuova Terra ti prendono i crampi allo stomaco: la fame ti rode la cavità gastrica, i succhi sciagguattano a forza nove e la tentazione di infilarsi dentro la prima casa-con-cucina è forte. Millenaria esperienza ti fa tremare le vene ai polsi, perchè in genere la combinazione tipico-local-casalingo con frizione di pittoresco scatena reazioni termonucleari di terrifica potenza.
Per questa volta però basta un tagliere e un bicchiere, e scavalli la soglia del bel locale proprio nel mezzo della bislacca pianta oblunga di Livigno per assieparti con gli amici ad uno dei tavoloni. Il personale gigioneggia quanto basta, ma sono quasi le tre e sei disponibile a perdonare quasi tutto in cambio di una plausibile infornata di calorie.
L’armamentario appeso alle pareti è una sorta di bric-a-brac precipitato da una macchina del tempo in panne: facce di cadaveri di cervo, mummie di volpe, sci di legno, biciclette appese al soffitto, arnesi per la lavorazione del legno, addirittura le sGabine della sGabinovia dismessa. Sì, quelle fatte a uovo che si stava sopra in uno, ma stretti e senza sci.
Però una Berkel rossa troneggia dalle parti dei salumi, e c’è di che scegliere alla mescita: rossi valtellinesi ma anche Dal Resto Del Mondo: per dire, Champagne, e magari un Tignanello messo lì che fa sempre la sua figura. Certo, c’è anche l’ineludibile Bellavista e l’ineluttabile Cà del Bosco, ma siam pur sempre a centro del centro dello shopping più griffato dopo via Montenapoleone, e fa specie il Magnum di Sfursat, appunto.
Ordina una Cuccagna di Montagna – che è poi un ramo forcuto con ogni bendiddio appeso – e un bicchiere di Inferno e starai bene: la Slinzega (tipicamente di bovino, ma qui anche di maiale: e poi cervo cavallo eccetera) è buona, i salametti e le salsiccette si lasciano addentare e i formaggi della stupefacente Latteria Livigno, pur non valicando le orbite stellari, sono lindi e belli.
Il conto è proporzionato all’appetito: se giungi in orario cucinabile puoi avere piatti locali e moderatamente creativi, mentre alla sera funziona anche un ristorante gurmè di un certo spessore, con menù Degustazione ad ampio spettro.
La delibazione fuori orario vale sosta ed il sorriso: per la cena dovrai vedertela tu stesso.
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| Il Bivio Restaurant (anche hotel) | ||
| Via del Plan 422 – 23030 Livigno SO 0342996137 – info@hotelbivio.it web: Bistrot, Gourmet Per uno spuntino 15, 20 euri; per la cena sui 50. Parcheggio: no. A due passi sì, anche tre. Ma è la situazione comune |
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Non posso che approvare la visita al Bivio. Uno dei miei posti preferiti a Livigno nonchè uno dei pochi posti decenti dove mangiare uno spuntino decente a Livigno.
Da un paio d’anni i locali sono stati ristrutturati ma l’atmosfera è rimasta magicamente incasinata e con quelnonsochè di insanamente bizzarro. Meglio ancora d’inverno, quando il tasso alcolico si alza con potentissimi Bombardini.
A mio modo di vedere hai avuto la fortuna (o la bravura) di provare un locale prettamente livignasco, frequentato da livignaschi, nel quale respirare il vero spirito livignasco contemporaneo.
Saluti
siam professionisti, brother ;-)