Appunti Diviàggio | Andreini ad Alghero
Alguer, Alghero, Barceloneta, i cento nomi della città dai cento volti. Nella movida serotina vedi maschi di essere umano camminare sui calzoni sotto il ginocchio, acconciature vagamente emo, ampi petti a chiglia depilati; vedi femmine di essere umano con abbronzature paradossali e paradossali infradito: vincono il premio gli stivali, polpaccio coperto e piede libero, basterebbe a garantire l’immortalità allo stilista.
Alguer è bellissima: al tramonto prende respiri catalani, i passi che calcano i bastioni, la luce è gialla e fendente.
Andreini è un’intrapresa nascosta in una via centrale ma non troppo sbrilluccicante di coltelli e coralli, una vera organizzazione oliata e funzionante. Diverse interpretazioni d’accoglienza (Trattoria Anteprima Appenaprima e Ristorante), diverse situazioni. A mio sapere, la migliore cucina della Sardegna.







E’ giusto quello che dici. La cucina sarda è poco conosciuta, molti pensano che si limiti ai ravioli, al pane frattau, zuppa cuata, porcetto, seadas e mirto.
Invece è ricca, semplice o complessa e sempre elegante al tempo stesso e anche molto varia, sopratutto quella invernale che è praticamente nota solo ai locali e 2-3 curiosi come me.
Io ho la fortuna di avere un padre sardo e di aver visto da vicino mia nonna far e tutto in casa e aiutarla già in tenera età, pane, pecorino, salumi e qualunque altra cosa ti venga in mente.
La responsabilità è dei ristoratori prima di tutto che propongono sempre e solo ilsolito menu fisso che dicevo sopra. E anche di quei turisti che si limitano e non sono interessati ad altro.
Cucina di terra principalmente o di pesce di peschiera, dolce e salmastro. Cucina di mare in poche zone dove c’èstata l’influenza di luguri o catalani.
Qui c’è di tutto.
Sono contenta che ti sia piaciuto Andreini soprattutto perché il loro sommelier (da 2 anni) Fabrizio Giorgi è un mio carissimo amico, non semplice conoscente, amico amico di quelli veri e sinceri. Quello che mi ha introdotta ai Lambic per esempio.
Ho Andreini in lista da molto tempo e quest’anno ci andrò di sicuro.
Comunque capisco il tuo entusiasmo ma come fai a dire che è la migliore cucina della Sardegna, li hai provati tutti?
A sapere tuo significa, limitatamente a quello che conosci? Ah, così sì! Sono d’accordo.
;-)
aggiungo che nel mio blog ho da sempre l’obiettivo di salvare alcune ricette sarde sconosciute o no di una volta, lo faccio raramente lo ammetto, spesso parlo anche di altro ma lo faccio
Cristiano Andreini, lo chef, è un personaggio interessante quanto timido e introverso.
Non so se il Caf abbia provato tutte le cucine della Sardegna .. io quasi! ;-)
E riconosco a Cristiano una invincibile tenacia e coerenza nel tessere, con tecnica e movimento perfetti, le trame di quella “nuova” cucina che nasce dalle commoventi materie prime dell’Isola, rifuggendo da ogni banalizzazzione legata alla “reinterpretazione”.
Cristiano per anni è stato “isolato” in questa ricerca (ed in questo gli ha dato una mano la sua sardissima catalintà), e si parlava di lui (e di pochissimi altri, mi viene in mente Roberto Petza, ex S’apposentu ed ora Lisboa, a Cagliari) sempre e soltanto “al futuro”.
Ora è il presente. Per queste ed altre ragioni, anche io ritengo Andreini la migliore tavola della Sardegna. Oggi.
ciao Fabio,
mi fa piacere questa tua testimonianza, è lì che festeggerò il mio prossimo compleanno, l’ho deciso da un anno.
ufff … (sbuffamento di pura e catalana invidia, ndr)
:-)))
Sono curioso di leggere la recensione.
p.s. la trattoria si chiama Appenaprima, non Anteprima.
allora se vogliamo dirla tutta non si chiama Alguer ma l’Alguer.
:-))))
Ho corretto, grazie Fabrizio per la segnalazione. La fretta di dare corpo ad un post sul traghetto mi ha… ehm… privato della “verifica delle fonti”.