Birrificio Livigno, Livigno SO [s.v.]
C’è tutta questa faccenda del birrificio più alto d’Europa: ma a Livigno tutto è strano, e alto, terribilmente alto. La mancanza di punti di riferimento, la chiusura dell’orizzonte ti regalano una normalità che dimentichi sono quando guardi un qualche altimetro, o ti accorgi che attorno le piante sono proprio poche: qualche larice.
In centro, sulla strada di passo, c’è anche il locale che ospita gli alambicchi del microbirrifizio livignasco: orzi malti e luppoli importati dalla Germania, ma tutto il resto del processo vien fatto in casa, dalla cotta, alla maturazione all’imbottigliamento. Al consumo, va senza dire.
Al Birrificio si va sopra tutto per assaggiare le birre: d’accompagno hai carnezzeria grigliata – piuttosto bene – e pizze. Alacri e giovini i ragazzi di sala corrono di qua e di là, e pur con qualche farfallonismo ti accudiscono. Il galletto è proprio buono, ben cotto e accompagnato da una salsa che ricorda l’aiolì, forte ma succosa, mentre il millantato Spiedone dell’Alpinista è una roba di pancetta arrotolata attorno ad un bastonazzo, con carne di manzo per secondo strato, in verità di trama piuttosto grossolana. Costine, e wusteroni d’ogni sorta serviti con patatine fritte d’ordinanza french-fried-style e tristi bustine di ketchup, senape e majo.
Se vai per le birre potresti avere anche una piccola delusione, che sono al di sotto delle aspettative dopo il gustoso assaggio della Hefe Weizen in bottiglia. La Pils è tra le più riuscite, bevibile e fresca, mentre la Keller risulta molle e fin troppo levigata. Meglio la Smoked, anche se la magrezza del corpo ti sorprenderà. Ma lo stile del birrificio evidentemente è questo: pochissimo gas, sorso piallato, corpo non troppo polputo, bevibilità sì ma un po’ attenuata da una generale dolcezza: Weizen esclusa, in cui l’acidità è viva e brillante.
Spendi 15 europeri circa, più le birre per le quali c’è solo il limite della tua sete. Ah. quel numero che vedi da per tutto non è l’anno di fondazione: 1816 mslm è l’altitudine…
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Ben ti sta.
Così impari a passare di qui e non fermarti ad assaporare la miglior tavola del circondario :)
cari saluti, v.
discuto il “di lì”, non certo della classifica delle tavole…
Sarai passato da St.Moritz e non dal Poschiavo (Spero per te, ché Silvaplana vale il viaggio).
E per arrivare a St.Moritz che strada hai fatto? Su, dai, racconta :))
è il mio destino: di essere sottovalutato. All’andata la Val Venosta, poi il Pass del Fuorn a 2149 metri, e la galleria elettrica; al ritorno Poschiavo, Tirano e l’Aprica, iddiobenedicaicamper.
Però a St.Moritz ci sono andato con il trenino rosso, ed ho guardato in fazza i ghiacciai e il Bernina.
:)
Da valtellinese assiduo frequentatore di Livigno e vicinanze mi trovo (purtroppo) perfettamente d’accordo con Caffarri: birre abbastanza deludenti da vari punti di vista. In zona meglio quelle del birrificio Stelvio di Bormio, stessa famiglia dei produttori del mitico Amaro Braulio.
Saluti
per quanto riguarda il birrificio di livigno.. confermo birre scadenti ma volevo aggiungere personale scarsissimo(anche con il locale vuoto mezzora per avere una birra), e poi la pulizia!!! serve l ASL. sporcizia ovunque.
una delusione