DOC Lessona – Massimo Clerico 2004 [9.0]
Serio, a guardarlo: ma non serioso. Non esente da una sfumatura anche viola, appena brillante, fonda.
La tensione superficiale tira belle colonne alte e diramante, non del tutto libere da una certa sottile viscosità.
Meraviglia al naso, purissima: vero dopo la potente impressione d’alcool, ma soprattutto ampio sul dorso carnoso, costellato di descrittori innumeri, venato di una seducente eleganza. E vivide le note balsamiche appena più rilevate nel generale equilibrio.
Assaggio emozionante: austero, ricco, profondo. Tirato a lungo dalle vibrazioni alcooliche, travolgente dal mezzo sorso in avanti: come travolge la parola di un grande attore di prosa, che non cresce il volume ma vibra in consonanza.
Il declino del finale è lungissimo e lento, e ribatte toni fungosi, pelosi, carnosi. Eppur straordinariamente bevibile.
Per poco più di venti euri, al ristorante.
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L’etichetta però è inguardabile!
dici? io trovo che abbia un suo fascino…
Assaggiato qualche giorno fa. Accanto alle intense note minerali, tipiche della denominazione, mi ha
stupito il singolare sentore di funghi, particolarmente intenso al naso (e non del tutto gradevole a dire
il vero…). Si tratta comunque di vini meritevoli di maggiore attenzione da parte del pubblico, in quanto
fortemente segnati dall’impronta del territorio e quindi, finalmente, fuori dagli schemi oggi imperanti
dei vini “internazionali”.