Notte di luna, Cà de Noci: plenilunio bianco
Mi colpì già allora: quel bianco dai sassi del greto del Crostolo non era il solo wannabe sciardonè o suvignon che i produttori nostrali ci ammanniscono con continuità. Roba fina: 50 q.li per ettaro, niente solfiti, lieviti. Malvasia, Moscato e Spergola, tanto per dire. Bucce, e botte grande.Eh, non sono patate.
Quello stesso flacon dopo un anno è ancora meglio, un otto-e-dispari mi ci scapperebbe: con quel suo naso sulfureo, quella sua espressione rannicchiata e capovoltata che esplode in un sorso che è una spremuta di sole, gonfiato dagli aromi sottomessi e controllati. Spettacolo.
Se si può dire, un vino imperdibile. E muoversi, che sono 950 preziose bottiglie.



Giusto per dire che ti leggo sempre.
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