DOC Lambrusco Grasparossa di Castelverto “Vigneto Enrico Cialdini” – Cleto Chiarli 2009 [7.2]

 

Il millesimo dichiarato, nei Lambruschi, mi mette di buonumore, in onta all’uso diffuso che lo considera marginale, se non inutile. Mi mette di bunumore anche il tappo a fungo, e l’antica e rustica chiusura a graffetta. E infine metterà di buonumore quella spuma rosa confetto, gonfia e garrula, che si rialza sul cuore neroblù del corpo.
Il Vigneto Cialdini è lì attorno alla Villa in cui abitò – peraltro per breve parte della sua lunga ed avventurosa vita – la preclara figura di Enrico Cialdini. Curiosa la sua vicenda storica: particolarmente in auge prima per la sua competenza militare, per il suo interventismo e per il suo rigore; criticato poi nei tempi moderni per gli stessi motivi. Mi ricorda quella canzone interpretata da Gian Pieretti sulle pietre.
La scelta non è informata al romanticismo, ma anzi ad una schietta pragmaticità aziendale: nei locali annessi alla Villa i moderni impianti di vinificazione che consentono un rapido trasferimento delle uve. Qui i migliori filari di Grasparossa.
Ecco dunque il naso dolce e opulento: perfettamente aderente alle aspettative del tipo, ma asciugato dalla più corriva burrosità, anzi aggiunto di belle sfumature, e inusuali come la cera d’api, un fiore giallo, una passeggiata tra le erbe spontanee delle pedecollina emiliana.
Dall’ampia e testarda corona avrai un sorso potente e pieno, masticabile. Carne pastosa di frutta rosse, ma tesa da una bella lienaacida che rende il bicchiere espressivo e deciso allo stesso tempo. Appagante il percorso, non esente da una virgola amara e squadrata che rinvigorisce un finale proteso e grasso.
Vinificato charmat ma denso di carattere quasi come un “bottiglia”, è una delle migliori espressioni di Grasparossa ad alta tiratura.

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15 commenti

  1. Davide Cocco scrive:

    Speriamo non la leggano il Fregni e il Setti, sennò sai che pippe.
    Ciao.davide

  2. Patatone scrive:

    Vi pare che non legga il Caffarri? Per chi mi avete preso?

  3. Jacopo Cossater scrive:

    Anche a me piacque questo Vigneto Cialdini. C’è quella struttura, ma anche quella beva lì, facile e divertente.

  4. Siamo blogger, possiamo dire liberamente che ci piace quello che ci piace, vero?
    :)

  5. sara scrive:

    A me intriga la chiusura a graffetta. Sentimentalmente motivo sufficiente per provare questo grasparossa :)
    Ma Camillo Donati ce l’ha tappo a fungo e graffetta?

  6. @sara Camillo Donati usa dal 2005 solo tappo a corona, ho assaggiato di recente una sua Malvasia 2005 ed era perfetta con una evoluzione sorprendente.

    Io “fossi” quelli di Chiarli incomincerei a riutilizzare il metodo tradizionale a rifermantazione naturale in bottiglia, il metodo che anche loro usavano prima della Seconda Guerra Mondiale non per qualche migliaio di bottiglie ma per ben tre milioni di bottiglie.
    Ho anche altre idee riguardo al discorso #lambruschi scaturite da un recente meeting con Chiarli e altri grandi produttori e non vedo l’ora che avvenga un nuovo incontro in cui io possa esporle e confrontarmi con le idee di altri appassionati…a quando my friends Patatone, Jacopo, Stefano?

    • sara scrive:

      Su Camillo Donati e chiusura a graffetta scherzavo, eh, ma non potevo non citarlo.
      Oggi ho aperto una Blanche de namur con chiusura a graffetta e mi sono commossa :)

  7. Ettore Alfieri scrive:

    Cialdini era un boia. Ordinò al colonnello Negri il massacro della popolazione civile di Pontelandolfo e Casalduni.

  8. Francesco Castrogiovanni scrive:

    Regalate una cassa di vino Cialdini a quelli di Pontelandolfo, dove l’insigne generale fece massacrare qualche migliaio di civili (per non parlare di tutti i fucilati altrove). Vediamo un po’ come vi accolgono. VERGOGNA!!!!!!

  9. antonio scrive:

    siete una vergogna!perchè non fare un vitigno in onore di hitler!!!offesa su offesa!

  10. Ettore Alfieri scrive:

    CIALDINI ORDINO’ AL COLONNELLO NEGRI IL MASSACRO DEI CIVILI DI PONTELANDOLFO E CASALDUNI. 14 AGOSTO 1861

    Questa lapide si trova a Vicenza in piazzetta Santo Stefano. Pier Eleonoro Negri era un assassino, che insieme ai bersaglieri che comandava fu autore di una strage efferata almeno quanto quella di Marzabotto. Era il 14 agosto 1861 quando Pontelandolfo e Casalduni 5000 mila abitanti l’uno, 3000 l’altro, in provincia di Benevento vennero assaliti dai bersaglieri di Negri che ebbero libertà di stupro e di saccheggio. I militari violentarono e uccisero sull’altare le donne che si erano rifugiate in chiesa; diedero fuoco ai paesi, con la gente nelle case. ASSASSINI! QUEL SANGUE INNOCENTE NON HA ANCORA OTTENUTO GIUSTIZIA!

    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2006982825711&set=a.1068483403812.11393.1577898318&type=1

  11. pasquale scrive:

    Vergogna!!!! Cialdini è un criminale di guerra alla pari dei gerarchi nazisti!!!

  12. ermenegildo scrive:

    potrebbero chiamarlo il “Vino del Boia”.

  13. ermenegildo scrive:

    Oppure il Capo dei Ladri Savoia

  14. Carmine Iodice scrive:

    Rase a suolo Gaeta (Latina )migliaia di morti civili tra cui donne e bambini. Un offesa ai Gaetani e al pregiato e ottimo vigneto Modenese.VERGOGNA

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