Rossini, Rende CS [6.1]
E’ come se ci fosse da qualche parte una cesoia che taglia in due l’italia, più o meno obliquamente. Non è una linea retta, e non è nemmeno continua, ma la gran parte del Mezzogiorno sta al di là di essa. Al di là di quella linea ci sono ristoranti che hanno una certa idea di eleganza: non importa quale, magari non in stile giapponese o new york metropolitano, ma di certa cura di materiali, disegno e progetto. Poi si precipita con falicità negli abissi del TV al plasmon da mille pollici appeso alla parete. Ecco questo stridio che – per dire – ad Alessandria o a Vicenza, a Parma o adArezzo sarebbe visto come una violenza sui minori, qui è normale: accettato: anzi, evidentemente gradito. Eppure al Rossini non manca nulla, nemmeno i mosaici Bisazza e i cartongessi appesi al soffitto per movimentare i volumi della grande sala. Marmo per terra, sedie McIntosh-style.
Poi le discese ardite, come quel carrello porta-cestello-del-vino spaventosamente anni settanta, ma questa è quasi una definizione di carattere. E infine quelle porzioni: alluvionali, che pare – dico, pare - siano requisito fondamentale per il successo di un locale lungo questo parallelo; oppure le otto posate disposte attorno al piatto, in parata.
Entri, una piovosa sera di una piovosa primavera, e scopri che c’è una partita importante di quel gioco in cui una ventita di ragazzi in mutande corrono di quà e di à su di un grande prato, e attorno un anfiteatro con milioni di persone – migliaia, per la Questura – abbaiano e versano come forsennati. Due megaschermi trasmettono l’evento ma il locale è quasi deserto, e puoi approfittare della cortesia intermittente dei ragazzi in sala, abbigliati come si pensa debbano essere abbigliati i camerieri di un locale elegante, inclusa la Minuta delle Vivande sotto il braccio.
Dalla carta assai regionevole per il numero di referenze, che potresti temere quei listone di venti porposte per genere, avrai un monticchio di polpo speziato con zenzero e peperoncino: morbido, curioso d’aromi forti ma purtroppo afflitto dal mesto letto di rucola che fa tanto pizzeria “specialità pesce”.
I garganelli al nero con le seppie che scegli tra i primi sono buoni. Non certo sofisticati, nemmanco eleganti, ma sono saporosi, in bella presa di cottura, addizionati di una bella carnorsità dal pecorino inserito di giustezza. Naturalmente, generosi.
In chiusura, il più telefonato dei soufflè al cioccolato dal cuore morbido, pur servito con la volonterosa salsa color ciclamino.
C’è più di qualche etichetta da scegliere, senza troppe elucubrazioni. Il conto sarà stabilmente sotto i 50 europei per le classiche quattro portate.
Aggiornamento: il ristorante ha cambiato gestione e proposta.
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prendersela con il calcio e gli stipendi dei calciatori e’ una tua costante di questo ultimo mese, caro caf. de gustibus naturalmente. a me piace solo ricordare che il calcio e’ lo sport di tutti perche’ bastano quattro pali fatti con le magliette ed un pallone di stoffa. quindi si puo’ giocare a montecarlo e nelle favelas. se non l’ hai mai giocato da bimbo e da ragazzo , in quegli assolati oratori estivi dove l’unico problema era tener lontano il parrino “assatanato” ti manca qualcosa. e’ come se non avessi il naso per il vino ed il palato .
il vento di foehn spazzava il campo e l’erba profumava gia’ di estate. una bella libidine. ripeto de gustibus. a te piace la bicicletta, bello sport se lo pratichi e basta. se ti piace anche seguirlo ,scusami, non sarebbe da te. sono tutti drogati , lo sai benissimo. alcuni li beccano la maggioranza no perche’ e’ solo business, ipocrita e falsissimo. con tutto quello che gira nel calcio , soldi -gnocca- modello diseducativo perche’ la sportivita’ non esiste ,resta sempre meno peggio del ciclismo. e quindi non capisco le ironie sui venti in mutande e il pubblico che abbaia ,fra il quale mi piacerebbe esserci , piu’ avanti ,se gli azzurri dovessero arrivarci. uno sport, parlo del passato che e’ meglio, che univa uno come agnelli, non proprio un cafone, all’ultimo dei suoi operai e quindi quel plasmon alle pareti , che NON condivido, ha la sua dignita’.
forse non avevo piu’ spazio, finisco…
dicevo , non condivido. l e partite dei mondiali si guardano a casa o con gli amici od anche in piazza, se e quando sara’. comunque perfino da LORENZO al forte hanno chiesto se aveva installato una tv per i mondiali. roba da matti. del ristorante che dire ? hai detto tutto tu , mi pare…. bella sala compresa. scusate per il quasi completo ot
detesto il calcio come sistema, non come sport, ma soprattutto detesto l’idea di piazzare i televisori al ristorante. detesto il televisore berciante difianco al tavolo pure nelle case, anche se trasmettesse h24 i Canti Orfici di Campana interpretati da Carmelo Bene.
contesto il tuo dissenso sull’ironia, perchè tutto può essere oggetto di ironia, clacio incluso. il fatto che uno come te – che dell’invettiva e del sarcasmo fa ragione di vita – obietti su questo mi getta in uno sconforto profondo come la fossa delle marianne.
sul ciclismo mi piace praticarlo, ma non lo seguo: per la verità non seguo nessuno sport, nemmeno quello che è stato la mia vita per non meno di dieci anni.
cosa vuoi farci, a diventare vecchio sto assumendo le forme di un pinguino…
PS.: qui lo stipendio dei calciatori manco l’ho nominato. ma quando lo faccio, giusto per chiarire, è solo invidia.
invettiva ragione di vita mi pare pesante.
e comunque di solito la usa solo per difesa. non parlo certo di te, sia chiaro.
ma mi da fastidio che una persona dotata di un certo genio parli in modo banale e da bar sport girato al contrario di un gioco che resta il piu’ giocato al mondo ( a e a me pare anche una delle poche forme di “comunismo” e per di piu’ bello rimaste ).
tutto qui . evidentemente e’ uno dei miei talloni d’achille , insieme al risotto al chiodo .
se ti ho infastidito ,me ne scuso. il tuo sconforto mi piacerebbe vederlo :-)
saluti e baci…
parlo banale perchè il calcio è sport banale: gol è quando arbitro fischia. non mi piace, amo le sfumature, le constorsioni. i punteggi netti mi fanno paura, spesso non rispecchiano i valori in campo.
e quando parlo di invettiva, parlo di uno stile che invecebanale non è. ma perbacco, non essere d’accordo mipare un valore aggiunto…
“Rigore” è quando arbitro fischia. V. Boskov.
sara’ anche banale.
il pallone e’ rotondo . altra banalita’.
ma oggi svizzera batte spagna 1-0, e questo non e’ banale.
e’ appunto , il bello del calcio. ed il suo successo. undici che nel calcio sono considerati dei pirla che battono i favoriti per la vittoria finale. e pure meritando. una delle dimostrazioni del perche’ il “futbol” piace a miliardi di persone. ma non a caffarri. va beh non si puo’ essere perfetti :-))
mi piaci lo stesso, per quasi tutto il resto…
cosa vuoi farci, a me piace che quelli bravi vincano, e i pirla rimangano pirla. la legge del *culo* è una delle più grandi ingiustizie del mondo, e la combatto dalla nascita.
soccombendo, ovviamente.
Su questo son d’accordo. Per questo amo il basket.
il culo spesso va dove c’e’ anche merito. e la svizzera meritava.
@ a pallacanestro ci ho anche giocato . non mi piaceva allora .adesso lo trovo noiosissimo.
La noia mi pare abbia un aspetto diverso di gara 7 tra le più titolate squadre nba.
Provate con il Rugby, non esiste culo ma solo merito,vince sempre chi è più bravo. Concordo: il culo è una delle più grandi ingiustizie del mondo.
d’accordo sul rugby , non sul culo .
ho la bocca piena di risposte mordaci, ma le tratterò per rispetto dell’età, commendator Maffi.
*ride*
v.f.c. , per la battuta sull’eta’ , naturalmente
ma tu ti approfitti. dai un dito, prendi la mano…