Ca Vegia by Musoni, Salice Terme PV [7.1]

 

 

Nei paesi delle Terme ci sono due fenomeni ricorrenti: il primo, lo zolfo olezzante ad alzo zero, fiato luciferino sempre e comunque. Il secondo questi alberghi immensi come sanatori , con la signora chegira per i tavoli la mattina con il secchio del caffelatte, e la sera con il brodino di rinforzo. D’estate anziani arzilli e giovini male in arnese zampettano per il paese in quest’aura di naturismo, non troppo convinto, un po’ mutualistico. D’inverno invece hai più la sensazione di camminare in un paese appena colpito dalla bomba al neutrone. Vantaggio, le tariffe degli hotel – di solito mestamente trapassati – sono assai vantaggiose.
Da Musoni, figlio d’arte, andrai a cercare una cucina d’autore, una serata piacevole, una sosta grata: e ti basterà salire pochi gradini per immergenrti nella luce di candele in cui Simona – compagna anche nella vita dello chef – saprà archiviare le tue fatiche con piccole e grandi sorprese da una cantina strutturata e competente.
Hai pani diversi, in attesa dei piatti: e questa capasanta scottata con le spugnole, priva di sale – e questo è bene – assai semplice, assai lineare.
Il piatto di crudo, per cui la Casa è celebre, ha il tratto dell’eccezionalità: tante essenze in purezza. Superbi gambero, scampo, ricciola, branzino, tonno, salmone. Curiosi i calamaretti spillo, scrocchianti, inconsueti.
Fa specie il seguito, che pare fin troppo telefonato: calamari ripieni di carciofo e una concassè di pomodorini. Il ripieno prevedibile rendono il piatto quasi banale, non ne resterà traccia se non negli appunti.
Di tutt’altra pasta il guazzetto, una buona zuppa di pesce in modalità terragna: brodetto fitto-scuro, deliziosamente piccante, maschio; pesce ottimissimo, e – capperi! – appagante.
Opulenti, ricchi e – come dre – padani – gli zuccosi tortelli di zucca con la bottarga ed erba cipollina, in cui tutti i burrismi vengono sublimati dall’aglità dell’erba e daòlla potenza della bottarga. Uso generoso – fin troppo – del burro, ma buono!
T’accontenta il baccalà con la polenta: rima a parte un citazione propria del celebre abbinamento reso lieve dalla declinazione in cialde della polenta e dalla salse a seguire. Godrai il fritto servito in coni di carta gialla, asciutti.
Gelati di pregio tra i dolci: l’ottimo gelatino di fragola nel predessert, infioccato da una goccia di grappa, e una tarte tatin di mele Pink Lady accompagnata dal gelato al pepe di sheshouan, il migliore mai affrontato.
Una cucina rassicurante, solida e convincente, piùsapida di sapori che di sale di cui hai una lezione di moderatezza d’uso. Per una serata tranquilla. con qualche cristallo di luce qua e là. Conto non banale ma adeguato: 75 euri per la Degustazione, 5 in più – circa – alla carta.

Mi scuso con i lettori per lascarsa qualità delle immagini: è noto che a lume di candela non vengono le foto migliori…

I

Update: il locale ha cambiato gestione ed anche il tipo di proposta.
Dal nuovo proprietario Alessandro Bertacchini riceviamo:
web: Cà Vegia

eMail: ale.berta@libero.it
t. 0383-934088

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2 commenti

  1. alessandro scrive:

    Buonasera,
    mi chiamo Alessandro Bertacchini (333-2946809).
    Sono il nuovo proprietario del Ristorante Cà Vegia di Salice Terme da voi in
    passato recensito e tutt’ora presente sul vs. sito in prima pagina di google
    alla ricerca “ca vegia salice terme”.
    Vi prego, se possibile, di provvedere a cambiare i dati da voi pubblicati:
    -www.cavegia.net
    -ale.berta@libero.it
    -tel. 0383-934088
    -cell. 333-2946809
    Nel caso lo riteniate opportuno saremo lietissimi di poter fornire tutte le
    informazioni che non potrete reperire sul nostro sito.
    In attesa di un cortese cenno di riscontro alla presente e nella speranza di
    avervi ns. graditi ospiti, porgiamo i ns. più cordiali saluti.

    Alessandro Bertacchini

    • Salve Alessandro, ho provveduto ad aggiungere i dati da Lei forniti – peraltro allora d’abitudine non indicavo i recapiti – mentre l’indicazione del cambio di gestione era già presente da tempo.

      Sulle misteriose vie di Google, ahimè, non saprei dirle nulla. Del resto teniamo sempre in linea i racconti anche dei ristoranti scomparsi per una sorta di “memoria storica”.

      Grazie per l’indicazione.

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