Antica Trattoria Ticino, Zelata di Bereguardo PV [6.4]

 

A Bereguardo ci sono un castello e un ponte. Quest’ultimo è piuttosto singolare, appoggia su chiatte di cemento: ma il Ticino è calmo e placido, e ha acque singolarmente cristalline. Nel parco la verzura è ognunque. Ci voleva una bella galoppata mattutina per venire a patti con la cena forzuta in cui sono inciampato a Zelata, a 4.7 km dal ponte: stradine perse nella macchia, augelli, sole di taglio. Micidiale la sensazione di straniamento: la megalopoli è a meno di 20km, l’autostrada è a un tiro di trottola, e qui è il silenzio.
Zelata è un sedimento antichissimo: rurale fin che vuoi, si perde all’incrocio di stradine di campagna con i suoi 199 abitanti e la sua bella trattoria. Sali e Tabacchi, dice, e il bancone messo di sghimbescio all’ingresso sostiene i gomiti degli indigeni affacendati a vuotare qualche bicchiere. All’impiedi, come i cavalli di posta.
Tovaglie mono uso a quadri, caminetto, ma intravvedi dalla porta della cucina attrezzature modernissime piene di lucine verdi e rosse: ma non c’è nulla di trendy alla Trattoria Ticino. Tutto plain, simple: il piatto di salumi che chiedi in attesa del primo sazierebbe un bue, ed è pure buono. Lardo da urlo. Inopinatamente, il riso è quello integrale bio delle Cascine Orsine, una referenza preziosa: fatto “alla paesana” con spinaci che sanno di spinaci, e le verdurine. Sopra il Padano come se piovesse. Pure la cottura è curata, e pare particolarmente azzeccata per il riso integrale. E’ buono.
Sa di buono anche il coniglio arrosto, servito con la più buona patata al vapore – così, nature – che abbia mangiato da un pezzo. Poi – diciamocelo – risulta asciutto e un filo cartonato: ma si può capire: sono l’unico avventore, la cucina era quasi chiusa, mi hanno preso per la mia espressione simpatica e il mio sorriso sincero. L’insalatina che vien d’accompagno con olio di vascello e aceto di vino da sfulminare le guance di rossore non è indimenticabile, ma passi.
Infine il regalo della serata, assieme ad una significativa scheggia di Padano il più strepitoso Zola Naturale che mi sia capitato tra le fauci da un pezzo. Un vero capogiro di formaggiosità muffita nobilmente saporita, davvero ad un passo dall’ebbrezza. Caseificio Gelmini, si scoprirà poi.
Potabile lo sfuso della casa, sbarazzino il servizio, cavalline le porzioni, antico il conto. Cucina casalinga, magari inesatta, ma saporita con materie di prim’ordine. 35 europei a sazietà

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