L’Altra Isola, Milano [6.5]

 

Il dubbio che dovrebbe governare le nostre vite or mi attanaglia: cosa fare di queste non meravigliose immagini di non meravigliosi piatti, resi evidentemente assai meno fotogenici di quanto non apparissero in realtà dalla luce fioca e giallastra? meglio raccontare-e-basta?
Stavo pensando a questo di fronte al monumentale ossobuco dell’Altra Isola, locale piuttosto sui generis nella categoria milanese-moderno-ma-non-contemporaneo. In effetti dal vivo l’ossobuco dell’Altra Isola è una specie di baccanale in dodicesimo: un festino in versione ristretta. C’è questo blocco di carne laccata di sugo, bella spaziata di cotture lente e profonde: soffice fino alla vaporosità. Dimentica gli ossobuchi della mamma, quelli che ti ammanniva a mezza settimana tra la fettina alla pizzaiola e la salsiccia con i piselli, sottili e cartonati. Immagina un arco di tessuto serico e muscoloso, teso senza essere tenace, grondante il suo midollo ormai spacciato di bollenze. Immagina un’esondazione di riso giallo saporito, cotto al punto giusto – che non è croccante – e ben mantecato: forse un po’ troppo dirà l’esteta: ma: passi. Il piatto è in carta a 27 euri, ma è un pranzo completo. Se poi accompagnato dai mondeghili, anch’essi poco rassicuranti in foto ma acchiappanti di persona, e da un’insalata di nervetti e cipolle sazierà appetiti medii e medio-robusti.
Gli appetiti equini invece potranno ricorrere a qualche altro piatto della tradizione che la brigata di cucina e di sala, dai tatti somatici che donotano origini molto più ad Est dei navigli, prepara da molti anni sotto la direzione del burbero Gianni Borelli, uno dei più noti personaggi della ristorazione del capoluogo lombardo.
Ma non t’abbia ad intimorire: se l’accento magari non è ancora da puro-duomo, l’esperienza è pluridecennale, e l’occhio di taglio non ha nulla da invidiare in fatto di milanesità della mano a molti altri colleghi indigeni.
Curiosa serata in curioso ambiente: nient’affatto indulgente alle mode, piuttosto un filo autocompiaciuto della propria funzionalità un po’ dismessa, come quei televisori vecchi di vent’anni ma che perbacco, van così e bene e signora mia, che durano così tanto non ne fan più…
Sui 40, oltre ad un bottiglia dalla piccola carta, o un bicchiere alla mescita.

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un commento

  1. Guarda la Campagna I Mille per la Cuccagna!
    La campagna pubblica rivolta a mille VIP milanesi per sostenere la cascina Cuccagna, cascina in centro a Milano.

    http://www.cuccagna.org/portal/IT/handle/?page=imille

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