Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori, Laurent Tirard [6.9]

 

Non c’è bisogno che vi facciate trascinare al cinema dai vostri PEU [Piccoli Esseri Umani] per vedere il Piccolo Nicolas. Il titolo originale, come spesso accade, non ha quella pelosità bovina dalla ns traduzione, che noi qui in Italia la mamma dobbiamo cacciarla dentro in ogni manifestazione umana. Perchè Le Petit Nicolas può sembrare un film sciocchino su come i piccini vedono il mondo dei genitori solo ad una lettura con occhi foderati di speck. Le Petit Nicolas è un film arguto, a tratti intelligentemente disagevole su come i grandi credono che i piccini vedano il mondo dei grandi. E nei sottotitoli invisibili c’è scritto “ma non è così”.
Certo, c’è il richiamo irresistibile di Kad Merad, un caratterista di taglia epica che sa rendere comiche le situazioni più amarevoli, con un tocco di autoironia e di arguzia corrosiva che da tempo non si vedeva. E non solo perchè era il protagonista dell’altro botto di risate d’oltralpe, quel “giù al Nord” che ci ha restituito le risate francesi da molto tempo scomparse dagli schermoni.
Varrebbe la pena di vederlo solo perla scena della cena, con il principale del marito un po’ sfigato e la moglie col perenne complesso di inferiorità alle prese con: l’astice alla maionese. La quintessenza del cibo da parvenù.
Per stavolta non avrete disagi esistenzali, stupri, squartamente, squilibri psichici, geometrie sentimentali sbilenche, prove di paranoia poetica, gelosie omosessuali, carceri sovraffollate, emarginati migranti, miliardari infelici, bimbi violati: solo un filmetto che regala qualche risata. MIca patate.

Il film è un adattamento per il cinema delle storie di Nicolas, malamente accostato al Giovannino Stoppani di Vamba (Gianburrasca). L’autore, Goscinny, è anche il creatore delle storie di Asterix e Obelix, che fanno un piccolo cameo particolarmente gustoso.

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4 commenti

  1. gianpaolo scrive:

    abbiamo invece optato per Dragon Trainer, film di animazione in 3D. Mentre a tratti il 3D e’ indubbiamente spettacolare, alla lunga trovo stancante la visione con gli occhialini e impossibile vedere senza. Comunque il film e’ carino, senza strafare. Probabilmente, come spesso avviene, la resa in italiano peggiora la spontaneita’ dei dialoghi, sarebbe bello che un giorno si arrivasse anche noi ai sottotitoli.

    • o, almeno nei multiplex, alla doppia proiezione doppiata e non. ma amico mio,siamo in Italia. il sabato sera guardiamo Ti lascio una canzone, per quello sì ci vorrebbe l’intervento della commissione di Vigilanza…

  2. se non si hanno dei PEU personali è bene farseli prestare o ha senso anche andare a vederlo da semplici adulti?

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