DOC Malvasia di Castelnuovo Don Bosco – Cascina Gilli 2009 [6.9]

 

DOC Malvasia di Castelnuovo Don Bosco – Cascina Gilli 2009 [6.9]

Uno dei motivi per cui il vino continua ad appassionare è perchè è una materia infinita. La DOC Malvasia di Castelnuovo Don Bosco non è nemmeno troppo nuova (1973) e comprende solo 6 comuni piemontesi (SEO). Si fa con la malvasia di Schierano e massimo il 15% di Freisa. Questo di Cascina Gilli invece è in purezza.
Eccolo dunque spumare in rosa, generosamente e senza ritegno SI ritira in una corona spessa, di calibro non troppo piccolo, assai persistente. Limpidissimo, conserva un filo di perline quasi subatomiche per finezza.
Il rubino è intenso ma leggero, appena scarico eppur convincente nei suoi brevi riflessi carminio.
Ineludibile il naso aromatico “malvasioso”…


continua a leggere ››
share retweet

Johnson & Dipoli, Neumarkt/Egna BZ [6.6]

 

Johnson & Dipoli, Neumarkt/Egna BZ [6.6]

Perso nell’esegesi del nome bifronte di Egna/Neumarkt sono inciampato in una verità traumatica. Egna/Neumarkt NON è in montagna, bensì a 214 mslm. Mi turba: perchè Borzano sulla Lodola – paese che indegnamente abito -  veleggia a 130, ed è quasi pianurka. Eppure tutto di quel luogo dal nome impronunciabile parla di Alpi: l’architettura, il paesaggio, le case chiamate a proteggere da freddi esuberanti. Eppure la valle dell’Adige in quel punto è molto valle, e ciò ne spiega abbastanza.
La vecchia città romana Endidae, si corrompette nei secoli in Egna. Poi Egna bruciò e si ricostruì, più bella e più orgogliosa che prìa, ma con un nome nuovo di …


continua a leggere ››
share retweet

Chardonnay Vipaska Dolina – Sutor 2007 [7.7]

 

Chardonnay Vipaska Dolina – Sutor 2007 [7.7]

Togli dalla matita tutto il fodero di legno ed avverti la punta della matita. Poi il minerale sparisce, s’allarga, incontra lo zucchero bruciato., il frutto dolce, maturo.
Trova la botta dolce e legnosa, dove il naso si fa tondo. Il paglierino è lineare, e nitido, il riflesso è appena grigio, il bordo è acqueo.
La resa bassissima regala una trama intensa, senza inoltrarsi nella fittezza.
L’assaggio è totalmente sciardonè, ma sul margine: tanto sale subito nell’abbocco levigato, che si increspa verso il centro. Nel seguito drappeggi s’appendono al palato, bicolori e trascinati verso l’uscita da una leggera eco acida.
Aperto il finale, sorridente….


continua a leggere ››
share retweet

IGT Basilicata Bianco Fiano – Carbone 2009 [8.0]

 

IGT Basilicata Bianco Fiano – Carbone 2009 [8.0]

Primizia, anteprima, anticipazione: sia come sia, parliamo di un campione per il quale si potrebbe a ragione parlare di infanticidio, dalla vendemmia 2009, ancor vergine nella sua vibrante inesattezza.
Se ami i vini aritmetici puoi stare alla larga da questo Fiano Lucano da Melfi: perchè è soprattutto un vino di cuore.
Già intenso al paglierino, manifesta un stoffa elegante, per nulla oleosa: anzi per certi versi sdrucciolevole sul vetro, a tratti indecisa.
Il naso è assai obliquo, e fuori dagli schemi. Difficile trovare similitudini per questo tocco di torta appena infornata, per questa corteccia fresca di scalpo. Per questo nascostissimo nocciolo di pesca, ricco della sua…


continua a leggere ››
share retweet

Antica Trattoria Ticino, Zelata di Bereguardo PV [6.4]

 

Antica Trattoria Ticino, Zelata di Bereguardo PV [6.4]

A Bereguardo ci sono un castello e un ponte. Quest’ultimo è piuttosto singolare, appoggia su chiatte di cemento: ma il Ticino è calmo e placido, e ha acque singolarmente cristalline. Nel parco la verzura è ognunque. Ci voleva una bella galoppata mattutina per venire a patti con la cena forzuta in cui sono inciampato a Zelata, a 4.7 km dal ponte: stradine perse nella macchia, augelli, sole di taglio. Micidiale la sensazione di straniamento: la megalopoli è a meno di 20km, l’autostrada è a un tiro di trottola, e qui è il silenzio.
Zelata è un sedimento antichissimo: rurale fin che vuoi, si perde all’incrocio di stradine di campagna con i suoi 199 abitanti e la sua bella…


continua a leggere ››
share retweet