IGT Campania Fiano “Don Chisciotte” – Il Tufiello 2007 [8.8]
Senza precipitare nell’esegesi della denominazione, il dubbio che si tratti di una vino romanticamente soccombente vengono: appena tolto il tappo si confermano. Vino epico, di margine, confine, ma struggente in ogni atomo.
Il “Quixote” è una strepitosa versione di Fiano naturale, uguale solo a se stesso. Giallo, bello e torbido con tracce d’ambra, è cristallino sull’unghia.
Naso complesso e profondo assai, formidabile di spezie: noce moscata e chiodo di garofano, eppure ricco di questi frutti conservati, surmaturi.
La bocca è quasi opulenta, leggermente untuosa, con un abbraccio zuccherino di grande spessore, ma soli 12° d’alcole!
Sontuoso il mezzo sorso, nient’affatto indulgente, gonfio e generoso: finisce con una riga vegetale che poi svanisce in gloriam. Vasta l’uscita che richiama cangianze floreali, dalla camomilla al gelsomino.
Veramente immancabile.


Quegli incredibili rimandi di camomilla, erbe di campo, eucalipto, the verde… mi piace assai. Costasse un pochino meno me ne comprerei una vagonata… unica nota stonata : la difficile riconoscibilità del vitigno. O forse sono stonato io che non ho mai bevuto un “vero” fiano ?
E’ un fiano che io adoro, che seguo dalla sua nascita e che propongo a tutti gli amici..è un fiano atipico, alta irpinia, per trovare qualcosa di simile si può provare il fiano di cantina giardino, altro produttore bio irpino che ammiro.
Potrebbe costare un pochino meno, sono d’accordo :)
Eccellente fiano, esplosivo come il suo produttore :)
Dallo scorso anno, complice terroir vino di Filippo Ronco, ne seguo le gesta con attenzione, non dimenticando i suoi prodotti piemontesi, davvero interessantissimi.
Ah, il “Quixote” da te provato è quello premiato alla manifestazione della Lanterna.
Sì, anche i vini piemontesi di Zampaglione sono ottimi. Penso soprattutto al Bacca Bianca, che è un cortese, e al Pecora Nera, dove mescola freisa dolcetto e barbera.