Falsa bavarese di ricotta con confettura d’uva fragola

 

E’ facile essere compresi dalla bavarese: è morbida e vellutata, eterea e fanciullesca, versatile e adattabile. Prepararla è un traffico di media intensità: richiede soprattutto disciplina e zero velleità creative. O molti, moltissimi esperimenti destinati a fallire con miseria delle parti. Con tutto il tempo che serve – e possibilmente la cucina sgombra d’abitanti – il risultato è quasi certo, seguendo una delle milleuna ricette che abbondano ognunque.
Oppure, se hai la fortuna di avere a disposizione la deliziosa confettura d’uva fragola di Tartetatin, magari sul vasetto autografato & personalizzato, puoi arrangiarti con questa roba, che ricorda un dolce che mi faceva mia mamma – notoriamente la peggior cuoca dei sette mari – quando non ce n’era: ricotta, zucchero e alchermes. Evabè erano gli anni sessanta, le mamme leggevano meno manuali d’autostima e meno riviste di nutrizionismo dell’oggi, eppure morivamo in pochissimi.
Dunque una buona ricotta vaccina, di un paio d’ore di vita, è la base di partenza. Credo che averne di quella di pecora potrebbe essere anche meglio, ma qui i pastori transumano raramente da molti anni, e dunque. Setaccia la ricotta e lavorala velocemente con due cucchiai di confettura, girandola quel tanto che basta per amalgamare. La confettura di Tartetatin è pura natura, quindi ha un colore che ricorda il tamarindo: per avere quel bel fucsia delle pubblicità occorre altro.
Nel frattempo avrai ammollato, strizzato e sciolto in pochissima acqua i fogli di *fu* colla di pesce. Incorpora e informa negli stampini alti, meglio quelli di silicone, precedentemente ben bagnati.
Posa in frigo per un pajo d’ore.
Rovescia poi sul piatto e drippa con un po’ del sugo della confettura, mandando in tavola accompagnati dall’Aleatico di Capraia “Cristino” de La Piana, asciutto e fondo, per un bel contrappunto.

Occorrente per 4 pax:
ricotta di vacca freschissima, qb
confettura d’uva fragola
n.4 fogli di colla di pesce

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4 commenti

  1. tartetatin scrive:

    Beh…che dire?..
    Non è come contemplare la facciotta di un proprio figliolino il giorno della recita all’asilo..però mi hai regalato un gran bel momento di soddisfazione ..”materna”..
    I grappoli di uva fragola che morbidi oscillavano al’aria dei monti del Gran Paradiso (quest’uva “abita” in una “topia” (=pergolato)su un balcone di legno di 200 anni fa..la “lobbia”canavesana) grati ti mandano un sorriso birichino…
    Bella domenica a te , Stefano

  2. Posso fare qualche domanda? :-)

    Perché la chiami “finta”? perché non c’è la panna che le darebbe leggerezza? Ma lo sai che in origine IL bavarese era un’altra cosa? (Talismano della Felicità)
    E poi quanta ricotta? fogli di che peso? io li ho da 2 g e da 5 g, E con la ricotta di pecora come la vedi? la trovo più morbida e la preferisco anche per i dolci.
    Grazie,

    Troppe domande? Non mi mettere nello spam!! :-)

    PS: Tartetatin, ti capisco, Sensazione simile per il pane

  3. mi correggo, ho letto meglio e avevi citato la ricotta di pecora

  4. 1. finta perchè non segue il procedimento della bavarese “vera” che passa attraverso il riscaldamento e/o la cottura di qualcosa.
    2. ricotta quanto basta. non c’è problema “tecnico” di proporzioni, quindi ci si può rasserenare
    3. fogli di che peso? non lo so

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